Il blogger di razza, quello duro e puro che ha esperienza e sa come funzionano il web e il mondo, svolge una funzione sociale. Modesta, senza pretese, sfumata, obliqua, sorniona. Però la svolge.
Il blogger-filosofo conosce l’esistenza in tutte le sue declinazioni, ne conosce miserie e splendori ma non si erge mai a giudice: sa che l’essere umano, ostaggio di un’esistenza che non potrà mai governare interamente, ha bisogno di svago, di emozioni, di sorrisi, di spunti di riflessione, e tutto elargito con apparente leggerezza, nel tentativo di non opprimere ulteriormente chi è già oppresso dai propri doveri.
Il blogger dispone di pochissimi mezzi: non può esibire gli orridi plastici di Bruno Vespa, né può contare su lustrini o paillettes per rendere più colorata l’esistenza dei lettori. Il blogger, ai posti di comando della sua piccola bacheca, può contare soltanto su immagini e parole per creare strane alchimie e imprevedibili sortilegi. E questi, se anche non producono l’effetto sperato, rivelano tutta la sua buona volontà.

Fra non molto sarà l’ora del tè. Per chi ha tempo e voglia, è un intermezzo salutare, una parentesi colma di magia in ogni stagione. Il blogger sa anche questo, e talvolta svolge la medesima funzione di una tazza di tè: rilassa, diverte, interrompe la monotonia di ore tutte uguali.
Il blogger-filosofo afferra sfumature per regalarle ai lettori più distratti, scorge la primavera nel sole alto di giornate ancora troppo fredde, guarda i tramonti per coglierne l’intensità e i segreti, non teme gli incubi notturni perché sa che appartengono all’esistenza quanto i prati verdi e i fiori colorati.
Il blogger è un rifugio, un amico segreto, un incantatore, un’anima che condivide gioie e dolori con il resto dell’umanità. Il blogger scrive perché ama scrivere, questa è la banale verità. Il blogger scrive e i giorni passano e gli anni fuggono senza tregua.
La blogger – sì, adesso riferito a me che sono femmina – ora vi saluta e vi augura un buon proseguimento di giornata. Con o senza tè.