Freddo di maggio

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Nonostante  il  cielo  azzurro, sono  il  vento  e  il  freddo  ad  accompagnare  questa  insolita  giornata  di  maggio. Si  avverte  un  po’  di  delusione  di  fronte  a  una primavera  in  tono  minore, quasi  timorosa  di  esplodere  in  tutta  la  sua  gioiosa  e  inarrestabile  vitalità: troppi  giorni  di  pioggia  e  di  toni  smorzati, troppa  oscurità  e  troppa  incertezza.

Le  rose  tremano  al  vento, vittime  incolpevoli  di  questa  furia  cieca  e  irrazionale. Ma, d’improvviso,  verrà  un’altra  primavera, tranquilla, pacata, in pace  con  se  stessa  e  col  mondo; verrà  un’altra  primavera  a  cancellare  il  freddo  di  questo  maggio  irrequieto  e  scostante. E  nei  giardini  saranno  soltanto  fiori, fiori  avvolti  dal  silenzio – e  poi  la  quiete, e  poi  l’immenso.

Coccole

COCCOLE DI AUTUNNO

Possiamo  farcele  da  soli, le  coccole. Basta  volersi  bene, almeno  un  po’. Che  per  alcuni  sia  difficile  amare  se  stessi, è  un  dato  di  fatto. Però  ora  non  scomoderò  la  psicologia  e  la  filosofia  su  questo  tema; mi  limiterò  invece  a  scrivere  come  mi  sto  coccolando  io  in  queste  giornate  di  marzo, un  marzo  strano, freddissimo  e  cupo, arrabbiato  e  dispettoso.

Ho  intenzione  di  farcire  un  pan  di  spagna  con  la  crema  pasticcera. Qualcuno  potrà  sorridere: quante  persone  al  mondo  compiono  questa  semplice  operazione? Innumerevoli. Solo  che  per  me  si  tratterebbe  della  prima  volta. E  la  prima  volta  è  sempre  emozionante  oltre  che  rischiosa, visto  che, per  inesperienza, si  possono  commettere  errori, come  distruggere  il  povero  incolpevole  pan  di  spagna  mentre  si  tenta  di  tagliarlo. Qualcuno  potrebbe  ora  chiedermi  che  nesso  vi  sia  fra  le  coccole  e  tentare  di  farcire  un  banale  pan  di  spagna. Risposta: se  marzo  è  freddo, se  la  primavera  non  vuole  arrivare, se  io  sono  stanca  per  troppi  impegni  e  pensieri, be’, tento  di  addolcire  l’atmosfera  non  solo  preparando  una  torta, ma  facendo  qualcosa  che  non  ho  mai  fatto  prima. Sono  banale? Può  essere. Ma  nel  vortice  dell’esistenza  a  volte  le  banalità  si  dimenticano. E  poi  arriva  Pasqua  e  quindi  qualche  esperimento  in  cucina  ci  sta.

All’inizio  del  mese, ho  acquistato  un  bellissimo  gomitolo  di  mohair  e  seta. Un  gomitolo  è  stato  sufficiente  per  fare  una  deliziosa  sciarpa  adatta  alle  stagioni  intermedie. Una  sciarpa  delicata  e  soffice, una  leggerissima  nuvola  di  calore: una  coccola. Persino  limitarsi  a  prenderla  in  mano  è  poesia.

Poi  c’è  tanto  altro, ma  non  ho  il  tempo  per  scriverlo. Resta  il  fatto  che  non  mi  sono  arresa  e  non  mi  arrendo  ai  dispetti  di  marzo.

A tarda sera

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Tarda  sera. Termina  un’altra  giornata. Il  freddo  ancora  invernale, l’assenza  di  voci, la  stanchezza  e  il  desiderio  di  una  lunga  pausa: non  so  come  sarà  la  notte, quali  saranno  i  sogni  e  se   resterò  a  occhi  aperti; so  però  molte  altre  cose. Il  tempo, infatti,  è  stato  un  ottimo  maestro.

Attesa d’inverno

 

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Pioggia  mista  a  neve  e  freddo  gelido: così  è  iniziata  questa  mattina,  con  tanti  brividi  e  un  po’  di  stanchezza  dopo  giorni  di  corse  a  non  finire. Attendo  con  impazienza  il  momento  della  quiete  e  dei  pensieri  lenti.

Ieri  nel  tardo  pomeriggio, sfidando  il  gelo  inclemente, sono  uscita  per  fare  alcuni  acquisti. Gli  ennesimi. Non  vedo  l’ora  che  termini  l’orgia  delle  spese, dei  pacchi  e  dei  pacchettini; non  vedo  l’ora  di  poter  guardare  fuori  da  una  finestra con  calma, senza  ansie, per  afferrare  completamente  l’atmosfera  invernale. Per  lasciare  fuori  il  freddo, le  persone  moleste, i  fastidi  della  vita  quotidiana; e  per  raccontare  favole  nel  confortante  calore  di  una  stanza  chiusa.

 

D’improvviso

Oggi  è  diverso. Oggi  è  davvero  autunno: il  grigio, sebbene  non  troppo  cupo, è  intenso,  e  l’aria  umida  lascia  indovinare  il  freddo  che  verrà. Ma  l’atmosfera  è  sospesa  e  d’improvviso  il  cielo  appare  più  chiaro, come  se  volesse  scusarsi  per  il  suo  malumore. Ottobre  sa  essere  cortese  persino  quando  è  colmo  di  dolore.

Di sera, mentre fuori piove

Il freddo accompagnato dall’umidità è insopportabile. La giornata è stata tetra come non mai a causa di una pioggia sferzante e continua. Ma adesso è calata l’oscurità a celare il grigio disperato delle ore precedenti. Tutto è nero: oltre i vetri si distinguono soltanto i lampioni accesi, malinconici e immobili.

Come reagire di fronte a condizioni meteo tanto avverse? A suo tempo, Gene Kelly danzò con notevole maestria sotto la pioggia, regalando al mondo un’indimenticabile scena di ballo; ma noi non possiamo permetterci altrettanto, un po’ per evitare di ammalarci, un po’ per non essere scambiati per pazzi e costretti a un trattamento sanitario obbligatorio.
E allora? E allora ci attende una lunga serata da vivere, se possibile, con calma. Da assaporare lentamente, da gustare fino in fondo, ciascuno a proprio modo. Non esistono né pioggia né oscurità quando i pensieri oltrepassano questi limitati confini e si dedicano ad altro.
Ed ecco un buon pensiero, tanto per cominciare:

Lo so, non è poetico. Ma anche lo stomaco, poveretto, ha le sue sacrosante esigenze da onorare e rispettare, e un buon piatto di pasta non ha mai fatto male a nessuno.
Dopo aver rallegrato lo stomaco, possiamo finalmente allontanarci dal vile livello della bruta materialità ed elevarci a nutrire lo spirito. Pierre Auguste Renoir può fornirci un aiuto:

Il dipinto Giardino a Rue Cortot ci ricorda che la primavera non è lontana, e che arriveranno giorni colmi di fiori e di passi sull’erba verde.

Funzione sociale

Il blogger di razza, quello duro e puro che ha esperienza e sa come funzionano il web e il mondo, svolge una funzione sociale. Modesta, senza pretese, sfumata, obliqua, sorniona. Però la svolge.
Il blogger-filosofo conosce l’esistenza in tutte le sue declinazioni, ne conosce miserie e splendori ma non si erge mai a giudice: sa che l’essere umano, ostaggio di un’esistenza che non potrà mai governare interamente, ha bisogno di svago, di emozioni, di sorrisi, di spunti di riflessione, e tutto elargito con apparente leggerezza, nel tentativo di non opprimere ulteriormente chi è già oppresso dai propri doveri.

Il blogger dispone di pochissimi mezzi: non può esibire gli orridi plastici di Bruno Vespa, né può contare su lustrini o paillettes per rendere più colorata l’esistenza dei lettori. Il blogger, ai posti di comando della sua piccola bacheca, può contare soltanto su immagini e parole per creare strane alchimie e imprevedibili sortilegi. E questi, se anche non producono l’effetto sperato, rivelano tutta la sua buona volontà.

Fra non molto sarà l’ora del tè. Per chi ha tempo e voglia, è un intermezzo salutare, una parentesi colma di magia in ogni stagione. Il blogger sa anche questo, e talvolta svolge la medesima funzione di una tazza di tè: rilassa, diverte, interrompe la monotonia di ore tutte uguali.

Il blogger-filosofo afferra sfumature per regalarle ai lettori più distratti, scorge la primavera nel sole alto di giornate ancora troppo fredde, guarda i tramonti per coglierne l’intensità e i segreti, non teme gli incubi notturni perché sa che appartengono all’esistenza quanto i prati verdi e i fiori colorati.
Il blogger è un rifugio, un amico segreto, un incantatore, un’anima che condivide gioie e dolori con il resto dell’umanità. Il blogger scrive perché ama scrivere, questa è la banale verità. Il blogger scrive e i giorni passano e gli anni fuggono senza tregua.

La blogger – sì, adesso riferito a me che sono femmina – ora vi saluta e vi augura un buon proseguimento di giornata. Con o senza tè. :D

Senza tempo


Venerdì di sole e di freddo per uno splendido ottobre che, purtroppo, volge al termine. Il verde, il marrone, il rosso cupo e l’oro accompagnano l’agonia di questi giorni che si rincorrono senza tregua: l’autunno è un passaggio sempre troppo breve, ma la sua struggente intensità invade l’anima per non lasciarla più.

Esistono sentieri senza tempo cui affidare le nostre speranze più remote.

Domenica d’inverno


Freddo intenso, atmosfera spettrale e persino alcuni fiocchi di neve: l’inverno mantiene intatto il suo eccezionale vigore, anche se, prima o poi, sarà costretto ad andarsene. Certo, la sua caparbietà colpisce. C’è il rischio d’invidiare un po’ la forza che dimostra a dispetto del tempo che trascorre, condannandolo alla resa.

Come spesso capita in questa stagione, ai colori spenti di giornate infinitamente squallide s’accompagnano lunghe ore di silenzio, interrotte solo a tratti dal rumore di qualche automobile in fuga.
In fondo, anche questo è il riposo della domenica.