Fine d’autunno

autunno-inverno-8

Ottobre  è  scivolato  via  troppo  in  fretta, con  i  suoi  miti  giorni  di  sole, gli  alberi  splendenti  di  foglie  dorate, il  primo  timidissimo  freddo  e  lo  sguardo  bonario  anche  nei  momenti  di  tristezza. Uno  sguardo  incapace  di  suscitare  rabbia  o  dolore. Novembre  mi  è  sembrato  stranamente  lungo, sempre  bellissimo  con  le  sue  profonde  malinconie  e  le  immancabili  tenerezze,  con  il  sole  malato  ma  spesso   allegro, con  i  brevi  pomeriggi  accompagnati  da  molte  ombre. E, verso  la  fine,  l’inevitabile  sfacelo  delle  foglie  morte, ammucchiate  lungo  le  strade,  sui  marciapiedi  indifferenti,  nei  cupi  giardini  abbandonati  a  se  stessi. Foglie  morte  persino  nell’anima,  mai  sazia  di  questo  mistero.

Dicembre  è  la  fine  di  queste  atmosfere. L’inverno  è  sobrio  e  tagliente, deciso  e  autoritario,  a  volte  insensibile  e  feroce. L’autunno  invita, l’inverno  ordina  e  non  ammette  rifiuti: entrambi  c’insegnano  il  valore  del  raccoglimento, delle  riflessioni  appassionate  e  lente, della  disciplina; ma  l’autunno  suggerisce  e  rivela  con  voce  sommessa, mentre l’inverno  impone  e  decide  per  noi.

Autunno, inverno -  la  forza  nell’interiorità.

Di pioggia e novembre

Oltre  le  finestre, d’improvviso, cala  la  sera. Pomeriggi  brevi – e  subito l’abbraccio  delle  tenebre.  È  la  pioggia  a  renderle  più  scure, dense, talvolta  minacciose. È  la  pioggia  ad  accompagnare  i  passi  sull’asfalto  duro, a  devastare  foglie agonizzanti, a  entrare  con  forza  nei  pensieri.

È  la  pioggia  di  novembre -  e  l’immutabile   serenità  d’una  stanza  illuminata.

Passeggiata a novembre

Nebbia. Non  potrebbe  essere  più  novembre  di  così: l’aria  opaca, quasi  densa, e  le  foglie – un’invasione  di  foglie. Le  foglie  sulla  città, le  foglie  protagoniste  della  scena, le  foglie  a  ricoprire  viali  silenziosi.

Si  prova  un  istintivo  senso  di  rispetto  di  fronte  agli  alberi  che  perdono  le  foglie: ci  si  sente  fortunati  spettatori  d’una  irripetibile  magia. Capita  ogni  anno, ma  è  sempre  la  prima  volta. Quello  stupore  commosso, quel  respiro  affannoso, quello  sguardo  stupito  non  cambiano  mai – come  di  fronte  a  un  miracolo.

Nebbia. Cammino  lentamente  e  cadono  foglie  gialle, una  dopo  l’altra, meste  eppure  vive.  Cadono  e  ardono  dal  desiderio  di  farsi  ammirare- perciò  si  vestono  dei  toni  più  belli; cadono  e   scelgono  di  morire  con  grazia  e  dignità, danzando  nell’aria, cancellando  il  grigio  scialbo  delle  strade  tutte  uguali. Mi  fermo: devo  ascoltare  l’assenza  di  voci,  mentre  gli  alberi  fissi  ricordano  e  sanno. Ma  non  possono  parlare.

Sedersi


Sedersi, attendere e sognare. Per alcuni è una perdita di tempo e forse persino un peccato. Ma la necessità di una pausa arriva improvvisa ed è impossibile ignorarla. Non importa che sia con la neve d’inverno, col vento di primavera o con le foglie d’autunno: ci si siede e basta, incuranti delle voci e delle assurdità del mondo.
Ci si siede e si pensa e tutto appare chiaro come non mai. Ci si siede e si pensa; e poi è il sorriso di chi non teme più nulla.

(Nell’immagine il dipinto Sogni, di Vittorio Matteo Corcos)

Le foglie mute


Sono giornate molto fredde. Quest’anno l’autunno, bizzarro e indisciplinato, ci ha trascinati dal caldo quasi estivo di ottobre al gelo invernale di un novembre splendido e assorto. Ma i colori sono quelli della stagione di mezzo, e forse potremo apprezzarli ancora se l’autunno non sarà egoista.

Domenica di sole, che avvolge la strada silenziosa e accompagna il riposo pomeridiano sommessamente. Una domenica d’autunno da trascorrere con calma, fra una poltrona morbida e uno sguardo oltre la finestra nell’attesa della fine del giorno.

L’autunno se ne sta andando, ma le foglie restano mute nonostante il vento.

Sole a novembre


A novembre, il sole è un intervallo d’inaspettata serenità che riempie il cuore. S’insinua lungo le siepi avvizzite, gioca con le ombre, concede agli alberi non ancora spogli attimi di gioia, si posa sui tappeti di foglie gialle per recare conforto e persino speranza.

Novembre non può fare altro, non può compiere miracoli. Ma, quando si sforza di sorridere, regala all’autunno una profondità che non conosce limiti.

Austera quiete


Questa è la prima giornata d’autunno davvero grigia e spenta. L’eccessivo calore e l’anomala lunghezza della scorsa stagione hanno seccato le foglie degli alberi, impedendo a ottobre di regalarci quell’atmosfera calda e dorata che lo rende unico. Eppure, l’austera quiete che accompagna il primo freddo conserva tutto il suo fascino: scompare l’irritante, confuso vociare dell’estate e subentrano silenzio, discrezione, raccoglimento. È finalmente tempo di quella calma dignità che l’estate tende a far scomparire.

Ben venga il grigio a ricordarci che, dopo l’ebbrezza del divertimento e degli eccessi, occorre tornare in sé per pensare, osservare, ricordare. Con intensità.

Estate d’autunno


Splendono queste giornate di fine settembre, insolitamente calde e miti: sembra che l’autunno si sia addormentato, stranamente pigro e fin troppo lento. Eppure, alcune ombre ci parlano della sua presenza.

Mentre aspettiamo la pioggia e il rosso acceso delle foglie morenti, i giorni trascorrono sereni e quasi senza scosse. E le sere diventano intermezzi di speranze.