Talvolta si oscilla fra due poli opposti: il desiderio di una quiete priva d’increspature e il sogno di un’estate piena di voci e di eccessi. Ma in fondo, a ben guardare, non ha importanza, perché non è questo il fatto decisivo. Ciò che davvero conta, quello che fa la differenza, è il definitivo tramonto della leggerezza e dei sogni di un’età diversa, svanita nell’incessante trascorrere del tempo.
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Splendore d’estate
Lo splendore dei campi dorati e, sullo sfondo, le colline pigre e soddisfatte come ogni anno all’inizio dell’estate. E poi il vento sui capelli, quel vento complice e strano che porta ricordi: tornano così altre estati, altri campi dorati, altre colline felici al sole.
Ci fu un tempo in cui giugno rappresentava, per me, un cancello aperto verso la libertà, la libertà di correre, urlare, sognare senza costrizioni. Ed erano lunghi interminabili pomeriggi, lente silenziose passeggiate, fantasie senza fine davanti all’oro del grano maturo. Sapevo che luglio sarebbe stato rovente e impietoso, ma non lo temevo. Non lo temevo perché lo splendore dell’estate era l’immobile, appagante, ingenuo splendore delle speranze.
(L’immagine è tratta da: http://www.primitiveart.it/community/art-photos-full-hd-pag-2.html)
Luce a settembre
Inizia settembre, uno dei mesi più dolci dell’anno. La sua bellezza è un’armonia di piccole cose, che sono poi le più grandi e affascinanti: alcune ombre che accompagnano le mattine e i pomeriggi, le prime lunghe piogge che cancellano l’estate, i tanti intermezzi miti che regalano il desiderio di uscire, di guardare il cielo e i tramonti, di lasciarsi coccolare dal sole finalmente tiepido.
Oggi la giornata è instabile e l’aria decisamente fresca. Ma non manca la luce, quella speciale luce di settembre che arriva dritta al cuore con la sua timidezza e discrezione: è la luce più bella e più intensa, quella che prelude alle lunghe, profonde riflessioni di pomeriggi autunnali azzurri e grigi, enigmatici e quieti, spenti eppure vivi. Quella che prelude a un’altra stagione.
Cielo grigio e agosto
Questa mattina ci siamo svegliati col cielo grigio, ma le gocce di pioggia sono state pochissime. Tuttavia, l’aria più fresca ci ha consentito di lasciare le finestre aperte a lungo, fino a mezzogiorno: una vera benedizione. Dopo è tornato il sole e con esso il caldo, anche se meno fastidioso rispetto ai giorni scorsi.
Quando d’estate il cielo è grigio e nervoso, com’è accaduto stamattina, si vive in una strana atmosfera sospesa, che sembra quasi proiettarci in una dimensione irreale. È la magia dell’attesa, l’attesa del respiro dopo settimane d’aria bollente, l’attesa di un cambiamento e di una stagione più umana.
Il declino delle stagioni è sempre uno spettacolo affascinante, per chi desidera coglierlo e sa porre attenzione alle più piccole sfumature del cielo, dell’aria e dell’atmosfera. Certo, adesso è ancora presto per parlare della fine dell’estate, però fra qualche giorno, forse, cominceremo a notare qualche segnale.
Intanto c’è un’immagine che forse ci rimanda ad altre estati, più miti e serene: estati del cuore e della mente, in cui il verde, il viola e il rosa s’intrecciano in un groviglio di colori, e l’acqua limpida scorre lenta sotto il sole sorridente e pigro.
Tutta colpa di Lucifero
Questa sera non si respira e mi chiedo quanto potremo resistere in simili condizioni. Secondo le previsioni del tempo, che in questi giorni consulto spesso, l’infernale Lucifero, colpevole di voler mettere in ginocchio le nostre capacità di resistenza, dovrebbe essere cacciato via dalla buona Beatrice fra domenica e lunedì. Ecco: se penso che siamo solo a mercoledì sera rischio di svenire. In più, mi assale il timore che le previsioni meteorologiche siano sbagliate e che quindi non giunga la pia Beatrice a regalarci un po’ di meritata tregua.
Nell’attesa è piacevole ripensare ai monti, all’erba verde, agli alberi e alle notti serene. Ed è tutta colpa di Lucifero se stasera non riesco a scrivere nulla di meglio.
Ad agosto, senza impegno
Agosto mi è sempre sembrato un mese lunghissimo e lento. Questa percezione è probabilmente effetto dell’atmosfera spensierata che lo percorre ininterrottamente: ci si sente un po’ in vacanza anche se si lavora o si studia, e spesso la mente fugge lontano a immaginare prati fioriti o spiagge assolate, a seconda dei gusti.
Questa mattina, per la prima volta dopo tanto tempo, sono uscita con calma per fare un po’ di spese. Passeggiare senza dover correre per rispettare tempi prestabiliti è già una vacanza, un privilegio da sfruttare in pieno. Inoltre la città non è deserta, cosa che la rende meno ostile nonostante il clima africano.
La prima tappa della mia passeggiata mattutina è stata la libreria. In seguito e nell’ordine: profumeria, negozio di biancheria per la casa, negozio di dolci, negozio di abbigliamento e farmacia. Alla fine di questa specie di tour mi sono ritrovata piena di borse e pacchetti, tanto da tornare nella mia amata dimora stanchissima e grondando sudore a volontà.
Adesso me ne resto tranquilla in casa, non avendo alcuna intenzione di affrontare il caldo torrido che ha preso possesso della città e che pare intenzionato a non mollare la presa. E, per non pensare ai disagi causati dall’afa, osservo queste delizie, estasi per gli occhi e per il palato:
Pomeriggi estivi
Certi pomeriggi estivi, specialmente di domenica, sono particolarmente silenziosi: le strade deserte, le finestre chiuse, il cielo immobile. È il saggio silenzio di chi sa di dover risparmiare le forze durante le ore più torride e ostili. Ma è anche il silenzio di chi guarda lontano, oltre l’orizzonte opaco invaso dall’afa, per inventare speranze, afferrare anni remoti, prepararsi a un’altra stagione.
D’autunno, certi silenzi pomeridiani sono lievi ombre malinconiche ma affettuose, che regalano un misterioso senso di pace e forse una strana rassegnazione. D’estate, invece, alcuni silenzi sono pause opprimenti e quasi forzate, in attesa che la vita torni a scorrere con i suoi ritmi consueti – in attesa che giungano il vento e la pioggia a regalare il respiro.
(Nell’immagine il dipinto Il pergolato, di Silvestro Lega)
Grigio d’estate
A luglio il cielo grigio è una benedizione. Sarà che è un grigio particolare, luminoso nonostante tutto. Un grigio nel quale si percepisce una nota di leggerezza, una sfumatura di allegria, forse un tono quasi scherzoso.
Nessuna traccia dell’indecifrabile malinconia autunnale, niente che faccia presagire una lenta agonia: soltanto un breve intervallo per recuperare le forze dopo giorni e giorni di caldo infernale. Tavolta persino un mese come questo sa essere generoso.
(L’immagine è tratta da: http://pauldeggan.blogspot.com/2011/06/ma-voi-lo-sapete-quanto-e-bella-la.html ).
Di sera, senza impegno
In questo periodo di caldo afosissimo, mi sto dedicando con impegno maniacale a osservare il lento accorciarsi delle giornate. Certo, l’estate è soltanto all’inizio e purtroppo dovremo sopportare altro caldo infernale; tuttavia, constatare che le ore di luce si stanno progressivamente riducendo è una piccola soddisfazione che mi consente di sopportare un po’ meglio questo clima odioso.
Intanto, per non pensare alla calda notte che ci attende, accolgo volentieri il premio ricevuto da parte di Elisa: si chiama Blog Award Backlog. Il vincitore deve scrivere dieci cose su se stesso e segnalare dieci blog tra i suoi favoriti. Come al solito, io evito le “nomine” sapendo che non tutti i blogger amici gradiscono queste catene, ma invito chiunque lo desideri a “ritirare” questo premio e a giocare.
Adesso devo scrivere dieci cose su me stessa, impresa tutt’altro che facile. Il rischio, infatti, è quello di prendersi troppo sul serio annoiando chi legge; e poi, con questo caldo estivo che invita alle frivolezze e alle chiacchiere lievi, il desiderio di scrivere cose profonde o di indulgere in chissà che descrizioni viene meno. Quindi mi limito a segnalare qualcosa a casaccio:
1) non amo troppo i gelati ma in queste giornate afose ne sto mangiando parecchi
2) fra i miei passatempi favoriti annovero anche l’analisi logica
3) in questo momento vorrei trovarmi in Costa Rica. Non c’è un perché, è così e basta
4) è da un anno circa che non vado in bicicletta
5) detesto i centri commerciali
6) sono una persona molto puntuale
7) adoro il silenzio del primo pomeriggio nelle calde giornate d’agosto in montagna
8) mi piace sentire l’odore dei libri appena stampati
9) mi commuovo di fronte al talento e alla genialità
10) ho la fortuna di stare bene con me stessa
E adesso, per completare al meglio la serata, strawberry and cream cupcakes per tutti.
L’estate
In fondo l’estate è anche questa: aspettare, rallentare, perdersi nel verde intenso delle colline e dei pensieri. Si vorrebbe che i sogni fossero realtà e che, dopo i tramonti infuocati, giungesse il fresco della notte a consolarci delle troppe ore di caldo e di vuoto. Ma le notti d’estate sono spesso impietose – lunghi intervalli in cui perdersi nell’oppressione d’un silenzio senza respiro.









