Primavera e dolcezze

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Tutti  vorremmo  che  fosse  così: limpida, fresca, un  po’  ingenua  nel  suo  entusiasmo, accogliente, rilassante, generosa. L’inizio  di  primavera  è  un’emozione  che  sa  di  vita  pura, è  un  ritorno  all’ebbrezza  dell’esistenza, è  un  sogno  necessario  per  riuscire  a   proseguire. Bisogna  colorare  l’esistenza, bisogna  inventarsi  nuovi  toni  e  altri  incantesimi  per  non  lasciarsi  andare. Bisogna  creare  la  primavera, aiutarla  a  manifestarsi, esserle  complici; bisogna  comprendere  che  richiede  il  nostro  impegno, che  da  sola  non  può  farcela. La  primavera  siamo  noi  quando  sappiamo  cogliere  nuovi  profumi, quando  scorgiamo  un  fiore  nascosto  sotto  la  polvere, quando  l’azzurro  del  cielo  pervade  i  nostri  pensieri.

Primavera. Dolcezza, divertimento, leggerezza, allegria. E  allora  divertiamoci  un  po’. L’amica  Valentina  mi  ha  assegnato  un  premio  “goloso”: si  chiama  Super  Sweet  Blogging  Award  e  lo  ricevo  con  gioia.

Ecco  il  regolamento  del  premio:

1. Visita e ringrazia il blogger che ti ha nominato;
2. Ringrazialo nel tuo blog e crea un link al suo;
3. Rispondi alle domande “Super Dolci”;
4. Nomina una “Dozzina di panini” a cui dare il premio, crea un link al loro blog nel post e avvisali postando un commento nel loro blog;
5. Copia e sposta il premio nel tuo blog.

E  ora  le  domande  Super Dolci:

1. Biscotti o torta? Indubbiamente  torta, con  la  preferenza  per  i  gusti  semplici.
2. Cioccolato o Vaniglia? A  seconda  dei  casi  e  dei  momenti.
3. Qual  è il tuo spuntino dolce preferito? Non  ne  ho  uno  preferito, tutto  dipende  dalle  occasioni. Mi  piace  molto, però, mangiare  la  torte  che  faccio  io, tipo  la  mitica  “7  vasetti”.
4. Quando hai maggior voglia di cose dolci? Di  pomeriggio  o  dopo  cena.
5. Se tu avessi un soprannome “dolce”, quale sarebbe? Mhm…difficile  rispondere. Sono  una  frana  in  queste  cose, mi  arrendo. :D

Come faccio  sempre  in  questi  casi, non  nomino  altri  blogger  ma  invito  chiunque  lo  voglia, fra i  miei  amici  del  web,  a  ritirare  questo  premio  e  a  scrivere  un  post  in  tema. L’immagine  è  una  vera  delizia:

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Trastulli on line


Questa sera, trovandomi in piena fase bambocciona, di cui peraltro non mi vergogno ma che anzi voglio condividere con voi, ho trascorso quasi un’ora a vestire e truccare bambole on line. Mi sono divertita non solo a truccare alcune Barbie ma anche a vestire una bambola senza nome, bisognosa di un look primaverile adeguato.

Spesso, quando mi lascio andare senza remore a baloccarmi in questo modo, dichiaro di essere sprofondata nella fase casual della mia esistenza e rido di gusto. Ma bambocciona o casual che sia, è una fase di cui non posso fare a meno.

Svaghi un poco stravaganti


Era una splendida giornata estiva. Il sole, radioso, inondava il giardino e accarezzava i tigli e i cipressi, mentre il pomeriggio trascorreva lento e spensierato. Io e mia cugina, che aveva quattro anni più di me, eravamo rimaste a casa da sole. Non ricordo dove fossero andati i nostri genitori; ricordo soltanto che eravamo contente della loro assenza. Mia nonna, poi, dormiva in camera sua e quindi era come se non ci fosse.

Era agosto, eravamo bambine, eravamo libere dagli impegni scolastici, adoravamo l’estate e desideravamo divertirci. Quel pomeriggio, mentre stavamo sedute sotto il portico e io ammiravo il mio gatto bianco che si stava arrampicando velocemente su un albero, mia cugina, che ogni tanto partoriva dalla sua mente idee un poco stravaganti, d’improvviso mi trascinò in casa dicendo con aria solenne: “Sai, ho letto una ricetta molto buona. Adesso aspetta: ti faccio vedere!”. Andò in cucina, afferrò un piatto fondo, lo riempì di vino e aggiunse due grossi cucchiai di zucchero. Poi mescolò tutto e cominciò a bere dal piatto. Io la osservai sconcertata perché detestavo il vino ed ero convinta che con lo zucchero fosse disgustoso.
Dopo aver tracannato l’intero contenuto del piatto, mia cugina corse in bagno, tirò fuori il beauty-case di mia zia, prese un ombretto cremoso verde scuro e con esso iniziò a dipingersi tutto il volto. Poi, non paga di ciò, corse fuori, si gettò a terra e si mise a ridere a crepapelle, continuando per vari minuti.
:?

Passioni scatenate (III)


Donna: essere fragile, sospirante, ansimante e lacrimante. 8)
Come ho già scritto altre volte, nella telenovela Amor real la protagonista, Matilde, è particolarmente lagnosa nonché tonta e trascorre buona parte del tempo a piangere.
Uno dei momenti indimenticabili della telenovela è costituito dall’arrivo della suddetta eterna-piangente nella bella tenuta del marito. Ma andiamo con ordine. Dopo essere stata costretta a sposare il giovane e (troppo) muscoloso dottor Manuel Fuentes Guerra, peraltro dotato di ampi beni di fortuna mobili e immobili, la poveretta, che non sa darsi pace perché separata dal suo vecchio spasimante Adolfo Solis, privo di beni di qualsiasi genere, viene condotta dal focoso e irritatissimo marito nella tenuta di campagna, su un bell’altopiano messicano pieno di spinosi cactus. Durante il viaggio e all’arrivo, Matilde è terrorizzata: non le piace Manuel, ha paura di lui – ehm…sì…soprattutto dopo la prima notte di nozze -, si sente presa in trappola, si strugge per amore di Adolfo. Fin qui tutto normale, tenendo conto del concetto di normalità applicabile a una telenovela.
Quando però si trova per la prima volta nella sua nuova casa, Matilde che fa? Sentendosi sperduta, si reca alla finestra della sua camera, la spalanca, guarda il paesaggio notturno tutto buio e, con una voce simile a un belato e ovviamente singhiozzando, invoca suo padre e Adolfo. Li chiama attraverso l’aere, insomma, mentre loro sono a chilometri di distanza. :|

Altri momenti indimenticabili sono i due improvvisati tentativi di fuga di Matilde, soprattutto il secondo. Anche in questo caso è notte e ci sembra giusto: se si vuole fuggire senza dare nell’occhio, infatti, è sempre meglio attendere le ore in cui il sole se n’è andato e tutti i possibili rompiscatole dormono. Peccato però che Matilde si trovi su un altopiano semi-desertico, in una villa isolata, nel Messico della metà dell’Ottocento, senza mezzi di trasporto veloci e con altissima probabilità d’incontrare banditi una volta varcate le mura che proteggono la dimora. Vederla lì, al buio, mentre tenta di aprire il portone col suo fagottello in mano, e sapere che probabilmente non riuscirà nemmeno a orientarsi una volta uscita dalla proprietà di Manuel, lascia interdetti. Ma si sa, si vuole rappresentare la donna come un soggetto del tutto irrazionale, inguaribile vittima degli istinti del momento e incapace di riflettere sulle conseguenze dei suoi gesti.

Ora, pensate forse che Manuel non si accorga del fatto? Essendo una specie di mastino sempre all’erta per scongiurare i colpi di testa della moglie, riesce a recuperarla prima che sia troppo tardi anche grazie all’intervento di una domestica che lavora nella casa. E così Matilde torna in gabbia, singhiozzante e abbattuta.
Ma non finisce qui: le lacrime, infatti, continuano. 8) Alla prossima.

Le stagioni: un video


Sarà forse a causa della cupa atmosfera di questo gennaio implacabile e scuro, che spinge a trovare svaghi casalinghi, o sarà perché ho imparato da poco e quindi sono ancora travolta dall’entusiasmo. In ogni caso l’ho fatto e ho finito prima del previsto: ho caricato su youtube un video dedicato alle quattro stagioni. Come accompagnamento musicale ho scelto il bellissimo valzer in si minore, opera 69 n.2, di Fryderyk Chopin (1810-1849).
Chi desidera guardarlo, può cliccare qui.

Il mio primo video


Ebbene sì, l’ho fatto e l’ho caricato su youtube: è il mio primo video.
Vuole essere soprattutto un omaggio alle fans di Candy Candy – potete sorridere, ma vi assicuro che sono tante e tutte adulte. 8) Sul blog, infatti, ho ricevuto e ricevo tuttora molte visite anche grazie ai post che, tempo fa, scrissi su questo cartone animato famosissimo, rimasto nel cuore di tante donne perché ci fa tornare indietro nel tempo, mettendoci in contatto con un mondo fantastico che ancora miracolosamente sopravvive negli angoli più remoti della nostra anima.
Il video è stato elaborato seguendo le parole del testo di una bellissima canzone spagnola. Chi desidera guardarlo, può cliccare qui. Il titolo è: Candy e Terence – Si tu no vuelves.

Naturalmente ne sto già preparando un altro e indovinate a che cosa sarà dedicato? A una stagione.