
Tempo fa, scrissi un post narrando le gesta di un simpatico signore che aveva l’abitudine d’inventarsi storie a dir poco stravaganti.
Quest’uomo aveva una mania tipica di alcuni nostri nonni e padri qui in Emilia: raccogliere oggetti gettati via da terzi e accumularli senza pietà. In questo, il signore di cui sto parlando era un vero maestro, e alcune sue modalità d’accumulo forse oltrepassano quelle umarelliche autentiche.
Comprendo che quanto scriverò risulterà incredibile ad alcuni lettori, ma posso assicurare che si tratta della pura verità. Quest’uomo, che abitava all’ultimo piano di un bel palazzo elegante, riuscì a portare in casa da solo – non si sa come – due vasche da bagno vecchie, due bidet e due grossi bidoni di catrame per fortuna vuoti. Poi collocò l’intero ambaradan sulla sua terrazza, in bella vista.
Ovviamente non si limitò a questo, ma riempì le vasche, i bidet e i bidoni di terra e ci piantò i fiori.
In seguito costruì una sorta di capannina, sempre sulla terrazza, e ci fece una doccia. Non che gli servisse, dato che casa sua era dotata di un bel bagno con tutto il necessario, ma gli venne tale ghiribizzo e nessuno riuscì a fermarlo. Non pago di ciò, arrivò pure a mandare in funzione la doccia, bagnando il soffitto della sala dell’inquilina che abitava sotto di lui.
Quest’uomo aveva anche un posto-macchina nel garage condominiale. Perché mai non avrebbe dovuto scatenarsi anche lì? E infatti riempì l’area di materassi, biciclette, letti vecchi e addirittura grandi insegne con scritte tipo “Coca-Cola” e affini, accatastando tutto.
Morale della storia: gli inquilini del condominio, stanchi di quel gran caos, lo denunciarono e chiamarono l’Ufficio d’Igiene per far portare via ogni cosa.
Siccome quest’uomo non voleva però perdere le biciclette che aveva raccolto con tanto amore, chiese a mio padre di “ospitarne” quattro nella nostra cantina, che è molto grande. Così, dopo che tutti gli oggetti che aveva ammassato con ammirevole costanza finirono al macero, riuscì almeno a conservare qualche bicicletta.
Un ex inquilino del palazzo in cui vivo io, invece, giunse a portare in solaio addirittura una moto. Ma questa è un’altra storia e la racconterò in futuro. 8)