
L’incanto del silenzio invade i monti nell’ora più calda, percorre il verde di boschi e vallate e non incontra ostacoli sul suo cammino, perché niente può spezzare tanta serena immobilità.
Solo fra i monti, splendenti sotto il sole d’estate, è la pace; solo fra i monti anche l’anima più affaticata trova ristoro. Solo fra i monti l’estate si consegna all’immensità.
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Silenzio d’estate
Pubblicato 8 Luglio, 2008 fantasie 5 CommentiTags: montagne, pace, silenzio, estate
Chi è la vera bestia?
Pubblicato 8 Luglio, 2008 discorsi frivoli 2 CommentiTags: cane, contrasti, orrore
Scrivimi fermo posta
Pubblicato 5 Luglio, 2008 cinema 0 CommentiTags: film, ironia, lettere, romanticismo

Il titolo originale di questo film è The shop around the corner, ma in italiano è conosciuto come Scrivimi fermo posta. Si tratta di un’elegante commedia diretta dal regista Ernst Lubitsch nel 1940, un autentico piccolo gioiello della cinematografia, che si distingue per grazia e raffinatezza, per un sottilissimo humour e una lievissima satira sociale.
La vicenda si svolge a Budapest. Alfred Kralik, un commesso interpretato da un giovane e bravissimo James Stewart, corrisponde con una ragazza che non conosce e che l’ha colpito a causa delle sue belle lettere. Un giorno giunge al negozio Klara Novak, una nuova commessa, con la quale Kralik ha, fin dall’inizio, un rapporto molto conflittuale; a ciò malauguratamente s’aggiunge uno spiacevole equivoco fra Kralik e il padrone del negozio, il signor Matuschek, che vive una situazione familiare difficile avendo scoperto che sua moglie lo tradisce, e di ciò accusa proprio l’incolpevole Kralik. Eppure, complice l’irresistibile atmosfera natalizia, tutti i problemi sono destinati a risolversi nel migliore dei modi, a partire dai rapporti di Kralik con Klara, che celano un’inaspettata sorpresa.
Continuamente in bilico fra romanticismo e ironia, e a tratti persino commovente, Scrivimi fermo posta è il classico esempio di un cinema che non esiste più, ma la cui insuperabile grazia e armonia, giocata sugli arguti dialoghi e sull’analisi del carattere dei protagonisti, è destinata a restare per sempre nella storia. Attualmente potete trovare il DVD in tutte le edicole, a poco più di 9 €.
Qui sotto, una scena del film.

Mia cugina Rachele
Pubblicato 26 Giugno, 2008 considerazioni 4 CommentiTags: letteratura, libri, passione, romanzo

L’autrice di questo romanzo è Daphne Du Maurier, estremamente nota al pubblico per aver scritto La prima moglie, un libro da cui fu tratto un celebre film per la regia di Alfred Hitchcock.
Mia cugina Rachele è una cupa vicenda la cui protagonista femminile ha un carattere indecifrabile e, per alcuni aspetti, inquietante. Ambrose Ashley, un ricco proprietario terriero inglese, che vive in Cornovaglia insieme al suo nipote adottivo Philip, parte per l’Italia in seguito a problemi di salute. A Firenze conosce Rachele, una sua lontana parente rimasta vedova in giovane età, e figlia di un inglese e di un’italiana. Improvvisamente, Philip riceve una lettera che gli annuncia l’avvenuto matrimonio fra suo zio e questa donna.
Dopo poco più di un anno dalle nozze, Ambrose si ammala gravemente e in breve tempo muore a Firenze. Philip inizia così a nutrire alcuni sospetti nei confronti di Rachele, considerandola responsabile del decesso di suo zio. Ma quando, inaspettatamente, la donna giunge in Inghilterra, Philip è costretto a ospitarla e, contrariamente a ogni sua aspettativa, ne rimane estremamente affascinato.
Durante il suo soggiorno in Cornovaglia, la personalità di Rachele si rivela complessa e, a tratti, sfuggente. Capace di tenere manifestazioni d’affetto ma anche di repentini scatti d’ira, enigmatica in alcuni suoi discorsi, elegante e raffinata, saggia e ironica, dolce ma nel contempo autoritaria, a poco a poco manifesta uno dei suoi difetti maggiori: la prodigalità. A volte sembra disinteressata nei suoi sentimenti verso Philip, altre volte, invece, appare fredda e calcolatrice. Instaura così un rapporto ambiguo con il ragazzo, e lui ne resta talmente soggiogato da perdere completamente la testa, e da diventare fin troppo generoso nei suoi confronti.
Ma certe lettere di Ambrose, scritte durante la sua malattia e trovate per caso dal nipote, gettano terribili ombre sulla figura di Rachele, ombre che, unite alla passione frustrata di Philip e al non limpido comportamento della donna, conducono a un tragico epilogo.
Due sono i pregi fondamentali di questo romanzo, almeno a mio parere: la sapienza con cui viene tratteggiata l’affascinante e pericolosa ambiguità di Rachele, tanto che, alla fine dell’opera, è impossibile comprendere se sia stata davvero responsabile della morte di suo marito, e la bravura con cui viene mostrata la natura puramente soggettiva della passione amorosa, tale da trasfigurare l’immagine della persona amata in un ideale che non trova corrispondenza nella realtà. Philip, con la sua inesperienza, impara a sue spese quest’amara lezione: è impossibile conoscere veramente chi ci sta accanto, e le cose non sono mai quelle che sembrano.
Dal libro è stato tratto anche un film del 1952 intitolato come il romanzo, Mia cugina Rachele, e interpretato da Richard Burton e Olivia De Havilland.
Carioca
Pubblicato 22 Giugno, 2008 cinema , video 1 CommentoTags: danza, Fred Astaire, Ginger Rogers, film musicale

Soprattutto durante l’estate, sulle televisioni locali capita che vengano trasmessi film molto vecchi, di cui tanti, al giorno d’oggi, ignorano persino l’esistenza. Sono film di vario genere: a volte inesorabilmente “datati” e a volte ancora attuali, a volte autentici capolavori sconosciuti ai più, altre volte pellicole di serie B utili comunque per ripercorrere la storia del cinema.
In una sera d’estate di alcuni anni fa, vidi il film Carioca (1933), una commedia musicale dalla trama esilissima, eppure, a suo modo, un’opera “storica”: Carioca, infatti, segnò il debutto sul grande schermo della coppia Ginger Rogers-Fred Astaire. Dal 1933 al 1949, i due interpretarono insieme dieci film musicali.
In questo video, che dura solo due minuti e mezzo, Astaire e la Rogers ballano la danza da cui è tratto il titolo del film: la carioca.
Stelle della danza
Pubblicato 20 Giugno, 2008 cinema , video 2 CommentiTags: film, danza, musica, ballerini
Da appassionata di danza quale sono, non posso fare a meno di ricordare la grande Cyd Charisse, scomparsa il 17 giugno all’età di 87 anni. Talento, grazia, misura, notevole senso del ritmo: queste le caratteristiche fondamentali che la Charisse ha messo in evidenza nel corso della sua carriera. Vale quindi la pena guardare questo breve video in cui balla con un danzatore straordinario, che può essere a buon diritto considerato un mito: Fred Astaire. Per ricordarli entrambi, in quanto meritano di essere ricordati.
Il video è tratto dal film The Band Wagon (1953), in italiano Spettacolo di varietà.

Quest’anno l’estate non è ancora arrivata e, per quanto mi riguarda, non tollerando il caldo eccessivo e l’afa della Val Padana, ne sono lieta.
Amerei follemente l’estate solo se potessi trascorrere due mesi interi lontano dalla città, senza obblighi di sorta e a contatto con la natura. Quando penso all’estate, infatti, subito la mia mente corre a certe giornate che trascorrevo in appennino da ragazzina, giornate colme di spensieratezza e di un indescrivibile senso di libertà: interi pomeriggi in giardino sotto gli alberi, e poi gite, passeggiate lungo sentieri verdi e tranquilli o attraverso prati inondati dai fiori, piccole fughe in Vespa per raggiungere altri paesi, discorsi sotto le stelle fino a tarda notte.
Adesso non posso più trascorrere due mesi in piena libertà, e quindi spesso il sole prepotente di certi giorni di luglio m’infastidisce. Però, persino in città, l’estate a volte regala ritmi di vita diversi dal solito: capita che ci si fermi a chiacchierare con qualcuno senza fretta, che ci si attardi a osservare le vetrine dei negozi senza scappare via subito, che si cammini più lentamente, che si decida di fare cose trascurate durante l’anno.
L’estate è una stagione particolare: si lavora o si studia pensando sempre alle vacanze, ci si affatica pensando costantemente al riposo. In definitiva, si vive in una sorta di equilibrio molto precario. Forse è anche per questo che, ad alcuni, talvolta l’estate appare quasi molesta.
Rose e merletti
Pubblicato 13 Giugno, 2008 fantasie 2 CommentiTags: emozioni, merletti, rose, sensazioni

Di fronte a un paesaggio come questo, avverto alcune sensazioni difficili da spiegare: ne sono fatalmente attratta, ma nello stesso tempo violentemente respinta. Un paesaggio che ha in sé qualcosa d’immenso e di primordiale, d’eterno e d’inesplicabile; un paesaggio che sembra svelare una Verità a lungo celata, ma una Verità così agghiacciante e crudele che la vista non può tollerarla.
Allora sorge il desiderio di fuggire lontano, in un luogo completamente diverso, uno spazio circoscritto in cui poter dimenticare e tornare a illudersi.
(In foto, un paesaggio dell’Islanda meridionale)








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