Archivio per la categoria 'frammenti'

Due colori diversi, vivaci e contrastanti: eppure insieme sono perfetti. Hanno il radioso splendore della primavera, la solarità dell’estate che lentamente si avvicina e la gaiezza dei giorni spensierati.
Due colori diversi e indissolubilmente uniti: sono la vita che esibisce se stessa senza pudori, che stimola pensieri audaci e momenti di ozioso abbandono. Sono un regalo da conservare con appassionata devozione.

Il primo pomeriggio è un momento di solitaria calma, un intervallo di pace in mezzo al clamore di giorni troppo caotici. Non si vive nel mondo, ma lo si osserva attraverso una finestra, lieti di attuare una momentanea distanza.
Il primo pomeriggio è un’oasi di libertà. Trascorre in fretta ma poi ritorna, luminoso come la prima volta.
Frammento di primavera
Pubblicato 17 Febbraio, 2008 frammenti 2 CommentiTags: alberi, campi, fiori, siepi
Un’esplosione di vita
Pubblicato 23 Gennaio, 2008 frammenti 9 CommentiTags: allegria, fiori, girasoli

Vitalità gioiosa e trionfante. Quando la natura esulta e questa sua maestosa esultanza penetra nei nostri cuori, infondendo ottimismo e allegria.
I campi di girasoli sono un inno all’esistenza e una promessa di felicità; cancellano dai nostri ricordi le giornate scure, e illuminano di speranza il nostro stanco cammino.

Il rosso dell’autunno scalda il cuore e i pensieri. Le sfumature della natura che declina percorrono monti, boschi, sentieri.
Strane emozioni ci avvolgono: un vago senso di malinconia, prezioso nella sua dolcezza, un desiderio di abbandono, una sensazione di pace.
Gli affanni sono scomparsi. Resta il suono del vento ad accompagnare i ricordi.

Attesa. Quanti pensieri agitano la mente? Infiniti, incerti, mutevoli, paralizzanti. Ecco il rischio: l’immobilità, l’incapacità di agire, l’impossibilità di decidere.
Si vive attendendo la sentenza, l’esito definitivo, e, presi dal terrore di scoprire la verità, temendo che essa sia un’altra delusione, un’altra amarezza sconfinata ad aumentare il fardello dei tanti dolori, ci si ferma, si sospende l’azione, si rimanda ciò che dovrebbe essere fatto.
Si prolunga l’attesa, si prolunga l’ansia, il tempo trascorre velocemente, e si trascura la vita. Si vive da spettatori e non da protagonisti. Ma è difficile affrontare l’ennesimo dolore, è opprimente l’idea di una nuova delusione.
Allora ci si vorrebbe sedere, circondati da foglie morte, e non rialzarsi più.

E la luce risplende attraverso le foglie, accarezza la strada, addolcisce il cammino. Una luce d’ottobre sopra il verde dell’erba, una luce d’ottobre a schiarire il cammino.
Sarà il vento a tornare e la pioggia a cadere, devastando pensieri, e nel fango il cammino. Resteranno le foglie, infelici, a marcire.
Sarà il vento autunnale a spezzare il mattino.








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