Archivio per la categoria 'festività e tradizioni'

Pasqua

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Buon anno

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Speriamo che il 2008 termini serenamente, e che il nuovo anno possa regalarci tanti momenti di gioia e molte soddisfazioni. Auguri a tutti. :)

Buon Natale

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Auguri a tutti. Con la speranza che il Natale possa essere un momento di pace e di profonda serenità. :)
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Buon Anno!

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Buon Natale

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Auguro a tutti coloro che passeranno su questo blog un Buon Natale, fatto di gioia e serenità, di pace e tranquillità, di armonia e di calore, il calore dei sentimenti.
Rivolgo poi un pensiero particolarmente affettuoso a tutte le persone che, per i motivi più svariati, si sentono sole: che il Natale possa essere per voi un momento di pensieri positivi e colmi di speranza, e che possa lenire ogni dolore. :) :)
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La fiera di S. Antonio

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Ogni anno, il 17 gennaio, a Modena c’è la fiera di Sant’Antonio, protettore degli animali. Il centro storico della città si riempie di bancarelle, provenienti da ogni parte d’Italia, che vendono ogni genere di prodotto. Una tradizione antica che ogni anno si rinnova, e alla quale tutti i modenesi partecipano con interesse, sentendosi quasi in “dovere” di acquistare qualcosa. Nessuno vorrebbe mai rientrare a casa a mani vuote.
Ma gli effetti della crisi economica si fanno sentire in maniera molto più incisiva di quanto si possa pensare. Io stessa me ne sono accorta visitando tutta la fiera (per me è comodo, abito proprio in centro storico), e sono rimasta molto colpita da quello che ho visto: poche le persone che hanno acquistato qualcosa, nonostante molti siano stati i visitatori, perché si tratta di una tradizione estremamente radicata, cui nessuno vuole rinunciare.
Ebbene, gli ambulanti facevano a gara per chiamare il pubblico a comprare e ad avvicinarsi, cosa mai accaduta prima. Molti potenziali acquirenti apparivano pieni di dubbi: avrebbero voluto comprare, ma poi ci ripensavano, si giustificavano, tergiversavano, si allontanavano imbarazzati, anche di fronte a prodotti del costo di 5-10 euro. E non sto esagerando, perché sono scene che ho visto ripetersi ad ogni bancarella. Anzi, alcuni ambulanti “storici”, sempre presenti in quest’occasione, hanno visibilmente ridotto la quantità di merce sui loro banchi.
Molti, poi, ne hanno discusso pubblicamente, io stessa ne ho sentiti tanti lamentarsi e sostenere di aver venduto così poco da non potersi pagare neppure le spese del viaggio. Ho visto alcuni di costoro parlarne persino con i vigili urbani, oggi impegnati sulle strade per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.
Ma il momento peggiore è stato di pomeriggio, in corso Canal Chiaro, quando alcuni ambulanti hanno detto a mio padre di non aver venduto nulla, e di avere intenzione di andarsene subito, mentre la fiera termina per tradizione alle ore 20. C’è addirittura chi ha lasciato la città alle 17 del pomeriggio, fatto davvero inedito.
Questo trend negativo, per essere sinceri, è già iniziato da anni, solo che ora la crisi è diventata più visibile, e quasi nessuno riesce più a mascherare le proprie difficoltà. In genere, in provincia, e specialmente in queste province, si tende a nascondere certe situazioni, anzi, ci si vuole spesso presentare per ciò che non si è: a sentir parlare parecchi, sembra sempre che siano tutti benestanti, salvo poi osservare queste scene che ormai si ripetono da tempo, e che svelano l’amara realtà.
Del resto, si può affermare la stessa cosa dei negozi del centro, sempre più tristemente vuoti, persino a Natale. Anche al mercato che si svolge a Modena ogni lunedì mattina, capita di vedere la medesima scena: le volte in cui riesco ad andarci, sento gli ambulanti lamentarsi ad alta voce, e fare frequenti battute del tipo: “Siete tutti in bolletta”. Anche qui, iniziano a chiamare gli acquirenti pur di farli avvicinare alle bancarelle.
Queste esperienze quotidiane e concrete sono, a mio avviso, molto più significative delle sciocchezze riportate dai vari media, televisioni e giornali, perché consentono di vedere la vera realtà delle cose, spesso ben diversa dalle cifre e dalle statistiche dispensate al popolo con lo scopo di coprire l’amara verità.

Buoni propositi e speranze

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Quando inizia un nuovo anno è tradizione, o comunque convinzione diffusa, che si debbano fare buoni propositi. Il 31 dicembre si osservano spesso certi riti, ovviamente per abitudine o a solo scopo di divertimento, come indossare qualcosa di rosso o altro ancora, con la speranza che desideri e propositi possano realizzarsi.
Da adolescente anch’io attendevo il nuovo anno con qualche speranza, la speranza che recasse liete novità e soprattutto il superamento di certi problemi. Naturalmente ciò non avveniva, ma, essendo giovanissima e quindi colma di aspettative a proposito del futuro, non mi perdevo d’animo, e continuavo a sperare imperterrita.
Mi capitò di indossare qualcosa di rosso il 31 dicembre, di stilare un elenco delle cose da fare e da non fare, e così via. Ovviamente non credevo davvero alle virtù miracolose di questo ritualismo, ma preferivo conformarmi, della serie “non si sa mai”.
Tuttavia, smisi molto presto queste abitudini, già a vent’anni. Da allora, quando inizia un nuovo anno, non faccio progetti, non elaboro propositi, non indosso nulla di rosso, ma me ne sto tranquilla, mangio e mi riposo. Sembra quasi che mi porti maggiore fortuna. :)

Sempre da adolescente, quando passavo le vacanze estive nella mia casa in appennino, trascorrevo delle bellissime serate all’aperto, fino a notte inoltrata. Il cielo pieno di stelle era incantevole, e insieme a mia cugina stavamo ore a parlare in giardino.
Naturalmente, quando vedevamo una stella cadente (ah, le mitiche notti del 10 agosto!) ci affrettavamo colme di entusiasmo ad esprimere desideri, con la speranza che potessero realizzarsi. Ci mettevamo d’impegno a concentrarci, e, pur sapendo che si trattava di un rito inutile, lasciavamo che l’immaginazione prendesse il sopravvento e ci trasportasse lontano.
Io ero solita esprimere un desiderio ben preciso, che ovviamente non si realizzò. A diciotto anni smisi definitivamente di guardare stelle cadenti e di affidar loro i miei desideri.


OLTRE IL CANCELLO

Saggezza

"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

Il tempo passa

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"Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più". Oscar Wilde

La democrazia

"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Tratto dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)

L’amore

"L'amore non è cieco, è presbite: prova ne sia che comincia a scorgere i difetti man mano che s'allontana". Oscar Wilde

Epoca moderna

"Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità". Oscar Wilde

Sfumature d’autunno (un mio post)

Il rosso dell’autunno scalda il cuore e i pensieri. Le sfumature della natura che declina percorrono monti, boschi, sentieri. Strane emozioni ci avvolgono: un vago senso di malinconia, prezioso nella sua dolcezza, un desiderio di abbandono, una sensazione di pace. Gli affanni sono scomparsi. Resta il suono del vento ad accompagnare i ricordi.

Rose