
In questi tetri giorni di gelo e di monotono grigio, l’immagine di un bel caminetto è senz’altro di grande conforto. Immagine di calore, di armonia, di relax, specialmente se firmata Holly Hobbie.
Suscita pensieri lieti e calmi, e dona una certa sicurezza, un senso di protezione di cui ora, in un momento in cui la natura appare particolarmente ostile, non si può fare a meno.
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Un’immagine di pace
Pubblicato 4 Gennaio, 2008 favole 2 CommentiTags: caminetto, holly hobbie, pace
L’eterna dolcezza di Holly Hobbie
Pubblicato 4 Dicembre, 2007 favole 0 CommentiTags: fiori, holly hobbie, stagioni

Poco invernale questa delicata immagine firmata Holly Hobbie, ma un’incursione nei colori e nello splendore di un’apparente primavera è sempre molto piacevole, soprattutto a dicembre.
Circondata da una gaia varietà di fiori, immersa nel delicato splendore della bella stagione, Holly Hobbie ci regala un indecifrabile senso di quiete. L’allegro ombrello colorato forse la ripara dal sole, mentre pensosa siede e volge la testa verso di noi, che la stiamo osservando con l’ansia di coglierne i più reconditi segreti. Lei ricambia il nostro sguardo, seria e silenziosa: sembra quasi che abbia scelto di sedersi apposta, per attendere quelli di noi che, stanchi dell’opaco grigiore della vita quodiana, e frastornati dal caos della volgarità che ci circonda, sono in cerca di un’oasi di pace e di un po’ di ristoro.
Perciò, senza alcuna ostentazione, quasi timidamente, tiene in mano un mazzolino di fiori: un piccolo omaggio, dolce e sincero, per alleggerirci il peso di tante crudeli stagioni.
(Gli altri miei post sullo stesso argomento: Il mondo incantato di Holly Hobbie, La magia di Holly Hobbie, Una quiete fuori del tempo)

Riporto da un mio libro di favole irlandesi la descrizione delle sirene, queste creature incantate che affascinano la nostra immaginazione.
In irlandese, la Moruadh o Murrughach (da Muir=mare e oigh=ragazza) è una presenza abbastanza consueta lungo le coste più selvagge. La loro visione piace poco ai pescatori, poiché dicono preannunci una burrasca imminente.
La Sirena maschio ha un aspetto singolare: capelli e denti verdi, occhietti porcini e naso rosso; invece le sirene femmine sono bellissime, provviste di coda di pesce e piccoli piedi palmati come quelli delle anatre.
A volte le sirene femmine s’innamorano degli esseri umani, prevalentemente pescatori. Portano un cappello rosso, coperto di piume, e se viene loro rubato non possono più tornare a immergersi nelle profondità degli abissi. Il rosso è il colore tipico degli elementi magici, anche i cappelli delle fate e dei maghi sono di questo colore.
(Il libro è Fiabe e leggende d’Irlanda, a cura di Cecilia Chiumenti, Demetra Editori. L’immagine è tratta dal sito: http://nhenya.altervista.org/lago_ninfe.html )

Avrei voluto scrivere la morale di Biancaneve, ma sul mio libro di favole non c’è. Ripiego allora su quella di Barbablù, una fiaba forse meno conosciuta di altre, ma comunque abbastanza nota.
Barbablù è un inquietante signore molto ricco, dotato di un’enorme barba turchina. Dopo essersi sposato numerose volte, riesce a contrarre un nuovo matrimonio con una ragazza in attesa di marito.
Costei, una volta coniugata, nonostante il divieto di Barbablù di aprire la porta della cantina del palazzo in cui risiedono, disobbedisce e giunge a scoprire qui un terribile segreto: i cadaveri delle precedenti mogli del suo poco amabile consorte.
Ecco allora la morale della favola:
Un brutto vizio la curiosità:
fonte di guai, sorgente di ogni calamità.
Mille esempi ne corron fra la gente.
Una passione sciocca, inutile e triviale,
che, soddisfatta, non produce mai niente,
e costa spesso più di quel che vale.
(la bella immagine è tratta dal sito: http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/perrault/barbablu.htm

Ammetto di non averla mai amata troppo, neppure durante l’infanzia. Sì, mi piaceva, ma le mie favole preferite erano Il Gatto con gli stivali, >La bella addormentata nel bosco e La bella e la bestia. Forse quest’ultima è la fiaba che ho amato al di sopra di ogni altra, quella che mi ha commosso e che mi è entrata nel cuore.
Però Cappuccetto Rosso è assai nota e quindi trascrivo volentieri la sua morale, tratta dal mio solito libro di favole, quello che cito spesso. Una morale interessante, non c’è che dire.
La novella dimostra chiaramente:
che i fanciulli, e in specie le bambine,
belle, vispe e carine,
hanno torto a dar retta a ogni sorta di gente.
Così accade tuttora
che il lupo tante e tante ne divora.
State attente, ragazze,
ci son dei lupi di tutte le razze.
Ne conosco di quelli sì discreti,
docili, compiacenti, mansueti,
che senza esprimer nulla,
sperando pur di farla persuasa,
danno la caccia a una bella fanciulla.
In piazza, alla finestra, in chiesa, in casa.
Garbati in vista, onesti e graziosi
son quelli i lupi più pericolosi.
Non male come morale, vero?
(la foto di Cappuccetto Rosso è tratta dal sito:
http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/grimm/cappuccettorosso.htm

Fra i tanti bei libri di fiabe che possiedo, ne ho uno in cui vengono descritte le caratteristiche principali delle fate e dei folletti, queste creature fantastiche che tanto ci hanno fatto sognare durante l’infanzia, e che forse continuano a farci sognare nonostante l’età adulta.
Pertanto, dal momento che un po’ di sano svago e d’evasione sono necessari, riporto qui quanto si legge nel mio libro (Fiabe e leggende d’Irlanda, Demetra, 1998):
secondo la tradizione popolare irlandese le fate o “piccolo popolo” sono angeli caduti in peccato, non buoni abbastanza per essere salvati, né cattivi al punto di essere dannati.
Sono creature molto estrose, suscettibili, di cui è meglio addirittura non parlare, ma che si lasciano conquistare, e, ad esempio, proteggeranno la vostra casa dalla sfortuna se di notte avrete l’accortezza di lasciare un po’ di latte sul davanzale di una finestra.
Molti poeti e scrittori, anche di altre culture, sono stati concordi nel ritenere che dietro il mondo visibile ci siano esseri coscienti, che non sono del cielo ma della terra, e che normalmente non vediamo, tranne nei sogni, quando giochiamo e parliamo con loro. Le loro attività principali sono far festa, lottare e suonare le musiche più belle. Tra loro c’è una sola persona che fa un mestiere, il leprecano, cioè il calzolaio fatato: probabilmente i folletti ne hanno bisogno, perché a furia di ballare consumano tante scarpe.
I folletti hanno tre grandi feste: la Vigilia di Maggio, la Festa di Mezza Estate e la Viglia di Novembre. Alla Vigilia di Maggio, ogni sette anni, vanno in giro a combattere, soprattutto nei grandi spiazzi circolari racchiusi da un muro di pietre a secco, molto diffusi nel paesaggio irlandese.
Alla Vigilia di Mezza Estate, in occasione della festa di S. Giovanni (24 giugno), quando nelle campagne si accendono i fuochi, il popolo delle fate è al massimo della sua allegria ed è in questo periodo che talvolta vengono rapite le belle fanciulle mortali.
Invece, la Vigilia di Novembre i folletti sono piuttosto tristi: infatti, secondo il calendario gaelico, questa è la prima notte d’inverno ed essi danzano con gli spettri, mentre il pooka s’aggira e le streghe lanciano i loro incantesimi.
I folletti sono sempre molto gelosi delle loro melodie e non amano sentirle sulle labbra degli umani. Alla domanda se questi angeli caduti conoscano la morte, gli irlandesi rispondono che essi sono immortali.

Chi non conosce la favola Cenerentola? Come ho scritto in un altro post, ho un bel libro nel quale, oltre a splendide immagini, compare anche una morale alla fine di ogni fiaba.
Per quanto riguarda la famosissima Cenerentola, trascrivo qui la morale tratta dal mio libro:
“la beltà per la donna è un gran tesoro,
che niuno di ammirar si stanca mai:
ma la bontà, la grazia e il decoro
non hanno prezzo e valgono più assai.
Buona, onesta e graziosa
quanto gentile e bella
Cenerentola fu d’un re la sposa.
E’ questa la morale della vecchia novella:
-imparate, fanciulle, e tenetela a mente-
tutto si ottien con grazia, e senza grazia…niente”.

Questo video su Candy e Terence è davvero un piccolo pezzo di bravura, almeno a mio avviso. Non è stato elaborato unendo parti dell’anime, ma attraverso immagini e disegni dei due protagonisti su sfondi bellissimi, colmi di fiori e di colori molto intensi.
Gioite, o fans, di fronte alla sublime visione!
Palabras de Terrence para Candy

Del tutto casualmente, e con enorme stupore, ho trovato un video che presenta una versione…ehm, come dire…un po’ particolare, cioè approfondita, dei rapporti fra la bionda eroina Candy e il bellissimo Duca Terence Grandchester.
Ecco qui il video, per la gioia delle fans che sono davvero tantissime. La canzone in sottofondo s’intitola Hazme sentir





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