
Piccola odissea da pendolare. Questa mattina sono andata a Bologna. Al ritorno ho preso il treno al binario 2 ovest, e, quando sono salita, con un certo disappunto mi sono subito accorta che c’era un solo vagone riscaldato, ovviamente tutto pieno, mentre gli altri erano quasi vuoti e gelidi. ![]()
Dove potevo dunque finire io, parente stretta di Fantozzi? In un vagone gelido. Da notare che a Bologna la temperatura era -4. Nonostante fossi vestita con colbacco incorporato, giaccone di montone, guanti e sciarpona, starmene seduta al freddo non è stata un’esperienza felice. ![]()
Ma Romina-Fantozzi poteva forse sperare che il disagio sarebbe stato soltanto questo? Certo che no! Dopo Anzola Emilia, il treno si è improvvisamente fermato. Intontita dal freddo e sforzandomi di conservare un po’ d’ottimismo, ho pensato che dovesse dare una precedenza a qualche Eurostar. Ma, passati altri due treni, noi siamo rimasti fermi e il mio ottimismo è svanito come neve al sole. Dopo ben quaranta minuti d’immobilità totale in quella mezza steppa, è passato il macchinista ad avvertirci che la linea aveva alcuni problemi e che sarebbe giunto un rimorchio.
Siamo così ripartiti e, con un rumore abbastanza preoccupante, anche il riscaldamento è finalmente entrato in funzione da una grata posta in alto. Ma pensate forse che emanasse aria calda? No, non bisogna avere queste assurde pretese: perché mai un riscaldamento dovrebbe addirittura riscaldare?
Avvicinando infatti la mia manina priva di guanto alla grata suddetta, ho appurato che stava uscendo aria fredda e, assieme ad essa, un odore ben poco piacevole di polvere bruciata.
Naturalmente, a felice coronamento di questo piccolo viaggio in stile fantozziano, l’aria è diventata calda proprio alla fine, quando sono giunta a destinazione.
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Viaggio all’italiana
Pubblicato 18 Febbraio, 2008 esperienze 3 CommentiTags: contrattempo, freddo, treno, viaggio

Ieri, martedì 3 luglio, ho compiuto gli anni. Purtroppo, però, invece di trovarmi in vacanza, placidamente riposata all’ombra di qualche albero, oppure in esplorazione lungo qualche bel sentiero di montagna come quello della foto, ero in città. Non si può avere tutto dalla vita. ![]()
Di mattina mi sono dedicata a un po’ di sano shopping, e ho acquistato un paio di scarpe e un grazioso top marrone. Di pomeriggio ho dovuto prendere l’autobus per andare ad un centro commerciale (da notare che abitualmente non frequento i centri commerciali perché li odio).
Ebbene, dopo neppure un minuto dalla partenza, l’autobus si è scontrato con una macchina che stava uscendo troppo velocemente da un parcheggio. L’impatto è stato abbastanza violento, anche se fortunatamente nessuno si è fatto male, perché eravamo tutti seduti e l’autista, prima del “botto”, ha urlato, tanto che io mi sono aggrappata con forza al sedile che avevo davanti.
Così siamo scesi e abbiamo atteso un altro autobus, giunto in sostituzione di questo. La mia permanenza al centro commerciale è durata esattamente quindici minuti, il tempo di fare un velocissimo acquisto.
Non posso certo lamentarmi del mio compleanno, perché ho fatto un’esperienza nuova, del tutto inaspettata: un incidente con l’autobus. ![]()
Quando l’auto rende…folli
Pubblicato 4 Marzo, 2007 esperienze 2 CommentiTags: automobili, esaltazione

Oggi ho assistito a un gustoso siparietto. Gustoso si fa per dire, perché in realtà è deprimente, ma qui intendo rilevarne anche l’aspetto comico.
Domenica, c’è un bel sole, l’aria è tiepida e così esco a fare una passeggiata in un parco. A un semaforo, prima di attraversare, passano due macchine e due biciclette. Le ragazze in bicicletta sono perfettamente in regola, stanno diligentemente a destra senza invadere la strada e passano quando il semaforo è diventato verde. Una delle due automobili è anch’essa in regola: passa con il verde e a velocità normale.
C’è invece la seconda macchina, nuova fiammante, che sembra guidata da un mezzo forsennato. Forse galvanizzato dal fatto di trovarsi su un mezzo nuovo di zecca, comincia a suonare il clacson senza motivo, prima all’indirizzo delle due disciplinate cicliste, e poi strombazzando con violenza contro l’auto che lo precede.
Non pago di questa sceneggiata, prende una curva in maniera indegna, e poi finge persino di essere finito fuori strada a causa del poveretto che lo precede regolarmente. Per fare ciò, recita la scena fermandosi di botto in curva, vicino ad un altro semaforo.
Qui continua a strombazzare un po’ per dimostrare, non si sa bene a chi, di essere stato gettato fuori strada da due cicliste educate e da un automobilista mentalmente sano. ![]()
Per fortuna non tutti sono così, ma certi individui, quando si trovano in macchina, diventano autentici pericoli per gli altri. Il possesso dell’auto nuova gioca brutti scherzi alle menti di alcuni. Si sentono re o imperatori solo perché seduti dentro ad una scatola meccanica. Si sentono importanti e vogliono dimostrare al mondo di essere “qualcuno”. Ma invece si rendono protagonisti di pessime figure. ![]()

Lo scorso settembre scrissi un breve messaggio ad un sito italiano per chiedere il permesso di usare alcune immagini di gatti sul mio blog, naturalmente inserendo un link al sito suddetto. Non ho mai ricevuto una risposta, né affermativa né negativa.
Qualche mese fa scrissi poi ad una casa editrice italiana, con sede a Napoli, perché avevo urgente bisogno di sapere se un certo libro di argomento filosofico era ancora in catalogo, in modo poi da poterlo acquistare. Ricevetti una notifica di lettura del messaggio, ma nessuna risposta alla mia domanda, né positiva né negativa.
Poco tempo fa, ho deciso di aprire questo blog per puro divertimento personale. Il blogger Cuca mi ha offerto un prezioso aiuto per la parte tecnica. Siccome desideravo inserire un’immagine raffigurante un giardino con un cancello nell’header del template, Cuca si è messo alla ricerca di una foto adeguata e ha trovato questa bella immagine di un cottage inglese, tratta da un sito turistico del Norfolk.
Cuca ha scritto al sito per chiedere il permesso di usare la foto: ebbene, la risposta è arrivata in giornata, il permesso è stato concesso e inoltre, dulcis in fundo, mi hanno fatto addirittura gli auguri per il blog così: “Good luck with the blog”.




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