Archivio per la categoria 'considerazioni'

Finalmente un bel sonno


Un po’ di beato riposo non guasta mai. :)

Dolcezza e tolleranza


L’uomo che vedete nell’immagine è senz’altro noto a molti di voi: si tratta di Vlad Tepes (1431-1476), principe di Valacchia detto simpaticamente l’Impalatore. Molti gli aneddoti, probabilmente non tutti veri, che sono stati tramandati a proposito della sua tumultuosa esistenza, avvolta dall’alone della leggenda. Fra i tanti racconti che lo riguardano, uno mette in luce la scarsa disposizione alla tolleranza tipica di quest’ometto.
Si narra infatti che una volta giunse alla sua corte un ambasciatore turco, il quale si prostrò ai suoi piedi ma non volle togliersi il turbante dal capo. Il non dolcissimo Vlad, vagamente irritato a causa di questa presunta mancanza di rispetto, chiese allo sciagurato ambasciatore per quale ragione non volesse toglierselo. Costui, probabilmente ignaro delle conseguenze delle sue parole, rispose beatamente che il copricapo era un simbolo della sua religione; a questo punto Vlad, di temperamento forse troppo impaziente, decise di risolvere il problema senza alcun indugio: ordinò che il turbante fosse inchiodato alla testa dell’ambasciatore. :cry:
Certo, bisogna ammettere che, in seguito a questa rapida e dolorosa soluzione, l’ambasciatore ebbe il turbante in testa per sempre, diciamo pure per l’eternità, e quindi magari, da un punto di vista estremamente particolare, talmente particolare da risultare quasi inafferrabile, la decisione del simpatico Vlad fu, per così dire, in linea con il profondo senso religioso dell’ambasciatore stesso. Ma è innegabile che forse, in simili casi, sarebbe opportuno manifestare una maggiore dose di tolleranza, evitando soluzioni tanto drastiche. :mrgreen:

Un orso


Non è simpatico? Sembra uscito da una favola, e invece è un bell’orsacchiottone marsicano in carne e ossa. Soprattutto in carne e pelliccia. :P

Un dolce riposo


Un’immagine tenerissima. Morbidamente sdraiati su un letto, due splendidi gatti si stanno riposando, pigri, sereni e silenziosi. Infondono un notevole senso di pace, unito al desiderio di poter fare, ogni tanto, come loro: lasciarsi completamente andare e riposare beatamente senza alcuna preoccupazione.

Brillante weblog


Sono molto felice di aver ricevuto un altro “premio” per questo blog. A nominarmi è stata Gatadaplar e con questa motivazione:
ho scoperto OLTRE IL CANCELLO di ROMINA oggi per puro caso… non ricordo cosa cercavo ma mi sono bloccata da lei, mi piace come scrive e le emozioni che mi tira fuori! Vorrei farvela conoscere se già non è tra i vostri preferiti =(^.^)=

Ringrazio ancora moltissimo Gatadaplar perché questo premio è inaspettato, dal momento che proviene da una blogger appena conosciuta.
Cominciamo. Intanto copio/incollo le norme del meme.

Il Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltino per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!
Il premio brillante ha un regolamento :P
Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog. Scegli poi un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.
(Fcoltativo) Esibisci la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

Dunque: ben sapendo che molti dei blogger che frequento non amano partecipare ai meme, non intendo stressare nessuno obbligando a continuare la catena. Pertanto chi riceve la mia nomination, non deve sentirsi obbligato a partecipare.
Ecco i premiati, in ordine puramente casuale

- Sergio in quanto ultimamente si è “scatenato” rinnovando il template del suo blog, che ora è più colorato e frizzante. Inoltre si tratta, come sempre, di un blog dai contenuti interessanti e impegnati.

- Arabafenice a causa del bel template del suo blog, nella cui home page si possono inoltre trovare bellissime foto di gatti orfani che lei accudisce con costanza e passione. Senza contare che gli argomenti trattati dal blog sono vari e interessanti.

- Moticanus perché è originale e pieno di fantasia, e lo s’intuisce anche guardando la grafica del suo blog. Non meriterebbe di essere nominato, in verità, in quanto latita dal web da troppo tempo e mi trascura vergognosamente, :twisted: ma oggi sono in vena di bontà e dolcezza e lo perdono. :)

- Lorenzo perché scrive in maniera intelligente, è simpatico, disponibile e calmo. E la grafica del suo blog è molto gradevole.

- Arabafenice ancora una volta e per il suo secondo blog, La Fortezza delle scienze, perché è un bellissimo tuffo nel passato e nei nostri ricordi più teneri, e ci consente di tornare gioiosamente bambini.

- Astralla perché anche il suo blog è colmo di pensieri dolci, infonde calma e serenità e ha una bella grafica.

- Infine attribuisco di nuovo il premio a Gatadaplar, perché il suo blog è un trionfo di femminilità, nelle immagini e nei contenuti. E poi ama i gatti, proprio come me.

Mia cugina Rachele


L’autrice di questo romanzo è Daphne Du Maurier, estremamente nota al pubblico per aver scritto La prima moglie, un libro da cui fu tratto un celebre film per la regia di Alfred Hitchcock.
Mia cugina Rachele è una cupa vicenda la cui protagonista femminile ha un carattere indecifrabile e, per alcuni aspetti, inquietante. Ambrose Ashley, un ricco proprietario terriero inglese, che vive in Cornovaglia insieme al suo nipote adottivo Philip, parte per l’Italia in seguito a problemi di salute. A Firenze conosce Rachele, una sua lontana parente rimasta vedova in giovane età, e figlia di un inglese e di un’italiana. Improvvisamente, Philip riceve una lettera che gli annuncia l’avvenuto matrimonio fra suo zio e questa donna.
Dopo poco più di un anno dalle nozze, Ambrose si ammala gravemente e in breve tempo muore a Firenze. Philip inizia così a nutrire alcuni sospetti nei confronti di Rachele, considerandola responsabile del decesso di suo zio. Ma quando, inaspettatamente, la donna giunge in Inghilterra, Philip è costretto a ospitarla e, contrariamente a ogni sua aspettativa, ne rimane estremamente affascinato.
Durante il suo soggiorno in Cornovaglia, la personalità di Rachele si rivela complessa e, a tratti, sfuggente. Capace di tenere manifestazioni d’affetto ma anche di repentini scatti d’ira, enigmatica in alcuni suoi discorsi, elegante e raffinata, saggia e ironica, dolce ma nel contempo autoritaria, a poco a poco manifesta uno dei suoi difetti maggiori: la prodigalità. A volte sembra disinteressata nei suoi sentimenti verso Philip, altre volte, invece, appare fredda e calcolatrice. Instaura così un rapporto ambiguo con il ragazzo, e lui ne resta talmente soggiogato da perdere completamente la testa, e da diventare fin troppo generoso nei suoi confronti.
Ma certe lettere di Ambrose, scritte durante la sua malattia e trovate per caso dal nipote, gettano terribili ombre sulla figura di Rachele, ombre che, unite alla passione frustrata di Philip e al non limpido comportamento della donna, conducono a un tragico epilogo.

Due sono i pregi fondamentali di questo romanzo, almeno a mio parere: la sapienza con cui viene tratteggiata l’affascinante e pericolosa ambiguità di Rachele, tanto che, alla fine dell’opera, è impossibile comprendere se sia stata davvero responsabile della morte di suo marito, e la bravura con cui viene mostrata la natura puramente soggettiva della passione amorosa, tale da trasfigurare l’immagine della persona amata in un ideale che non trova corrispondenza nella realtà. Philip, con la sua inesperienza, impara a sue spese quest’amara lezione: è impossibile conoscere veramente chi ci sta accanto, e le cose non sono mai quelle che sembrano.
Dal libro è stato tratto anche un film del 1952 intitolato come il romanzo, Mia cugina Rachele, e interpretato da Richard Burton e Olivia De Havilland.

Un pensiero


Nel guardare questa foto, la domanda sorge spontanea: con che coraggio si può infierire su un animale del genere? Con che coraggio i cosiddetti cacciatori compiono ogni anno violente stragi massacrando queste bellezze della natura, colpevoli soltanto di essere troppo deboli per difendersi? Lo sappiamo, continuerà a succedere, purtroppo, perché noi esseri umani siamo fatti così: siamo capaci di atti inqualificabili.
Chi sono le vere bestie? Domanda retorica, scontata e probabilmente inutile. Ma ogni tanto vale la pena ripetersela.

Un lupo nella neve


Fiero, intelligente, enigmatico. Uno dei più bei regali della Natura. Da guardare e ammirare rigorosamente in silenzio.

Lode alla zucca


Non riesco a spiegarne le ragioni in maniera chiara e razionale, ma devo ammettere di avere una passione particolare per le zucche.
Mi piacciono la loro forma, il loro colore, il loro aspetto così “casalingo”. Sarà perché nella favola di Cenerentola una zucca viene trasformata in splendida carrozza, sarà perché nell’orto che i miei nonni avevano in montagna c’era sempre una zucca molto grande a farsi ammirare, sarà perché le zucche mi ricordano il mese d’ottobre e l’autunno, la mia stagione prediletta; sarà per qualsiasi altro strano motivo che ora mi sfugge, ma in ogni caso w le zucche, tranne quelle vuote. :D

Il canguro albino


Milka è un piccolo canguro albino nato allo zoo di Tashkent, capitale dell’Uzbekistan. In questa foto possiamo ammirarlo mentre abbraccia affettuosamente sua madre. :)
Chi desidera guardare altre immagini di questo simpatico animale, può cliccare qui.

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OLTRE IL CANCELLO

Il blog di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen
"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)

 

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"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)