Certi pomeriggi estivi, specialmente di domenica, sono particolarmente silenziosi: le strade deserte, le finestre chiuse, il cielo immobile. È il saggio silenzio di chi sa di dover risparmiare le forze durante le ore più torride e ostili. Ma è anche il silenzio di chi guarda lontano, oltre l’orizzonte opaco invaso dall’afa, per inventare speranze, afferrare anni remoti, prepararsi a un’altra stagione.
D’autunno, certi silenzi pomeridiani sono lievi ombre malinconiche ma affettuose, che regalano un misterioso senso di pace e forse una strana rassegnazione. D’estate, invece, alcuni silenzi sono pause opprimenti e quasi forzate, in attesa che la vita torni a scorrere con i suoi ritmi consueti – in attesa che giungano il vento e la pioggia a regalare il respiro.
(Nell’immagine il dipinto Il pergolato, di Silvestro Lega)

Mi basterebbe qualche folata di Ponentino…
Magari quello friccicarello !
Allora ti auguro di sentirlo.
Qui niente aria. Boccheggiamo e basta.
Mi faccio cullare dalle tue parole e mi sento meglio.
Questo blog è un’oasi di pace. Continua così, non cambiare mai.
Carlo e Anny@
Buongiorno, grazie e ben ritrovati.
Anny, sicuramente continuerò così.