Intermezzo

Era  il  15  ottobre  del  1996. Mi  trovavo  in  cucina  con  mia  madre. D’improvviso, alle  11  e 56,  sentimmo  un  forte  boato  e  il  pavimento  si  alzò  con  violenza  inaspettata. Poi  tutto  cominciò  a  tremare  forte, in  un  moto  sussultorio  esasperante. Ricordo  la  fuga  precipitosa  lungo  il  corridoio  e  la  terribile  sensazione  che  quei  secondi – più  di  cinquanta -  fossero  eterni. Allora  si  trattò  di  un  terremoto  di  magnitudo  4.8  della  scala  Richter, che, anche  a  causa  della  lunga  durata, ebbe  gravissimi  effetti: due  morti, più  di  cento  feriti  e  trecento  sfollati. Particolarmente  colpita  fu  la  provincia  di  Reggio  Emilia, ma  anche  a  Modena, oltre  al  terrore  che  aveva  contagiato  la  popolazione, ci  furono  danni.

Ricordo  la  strada  in  cui  abito  tutta  transennata  perché  considerata  fra  le  più  a  rischio  in  centro  storico; ricordo  la  seconda, terribile  scossa  dopo  le  quattordici  del  pomeriggio, ancora  più  lunga  della  prima. E  un’altra  scossa  durante  la  notte, sempre  lunga, sempre  terribile  perché  arrivata  quando  già  eravamo  psicologicamente  provati  dal  sisma  della  giornata  precedente. Fu  in  quell’occasione  che, in  una  via  del  centro, una  donna  con  problemi  psichici  si  gettò  dalla  finestra, non  tollerando  più  un  simile  stillicidio.

Poi  ricordo  anche  i  vigili  del  fuoco  giunti  nelle  nostre  case  per  controllare  che  tutto  fosse  a  posto. A  casa  mia  arrivarono  da  Verona  e, nella  mia  camera  da  letto, aprirono  il  rivestimento  di  una  trave  per  controllarne  la  stabilità.

Non  ho  mai  dimenticato  quell’esperienza  perché  fu  molto  dura, una  ferita  che  si  è  riaperta  ogni  volta  che  è  accaduto  un  sisma  simile  o  più  grave, come, negli  anni  successivi, è  successo  in  Umbria, nelle  Marche, in  Molise  e  in  Abruzzo. Non  posso  dimenticarla  ora, dopo  quanto  è   successo  qui  dove  vivo.

Non  mi  piace  indugiare  sulle  sensazioni  che  ho  avvertito  in  occasione  di  questi  terremoti  un  po’  per  naturale  riservatezza  e  sobrietà, un  po’  perché  conosco  bene, fino  in  fondo,  il  rischio  legato  all’uso  delle  parole  da  parte  di  chi  è  emotivamente  provato:  so  che  purtroppo  si  può  diventare  opprimenti  e  altro  ancora. Perciò  dopo  il  20  maggio, cioè  dopo  la  tremenda  esperienza  del  terremoto  di  magnitudo  5.9  che  ha  colpito  la  nostra  regione  e  anche  la  Lombardia  con  Mantova  e  la  sua  provincia,  ho  evitato  di  scrivere  post  sull’argomento, pur  essendo  terrorizzata  e  sconvolta. Ho  sperato  che  l’incubo  finisse  presto  e  il  numero  di  morti  non  fosse  destinato  a  salire. Ma  il  29  maggio, alle  9  della  mattina,  è  successo  un  nuovo  disastro, come  tutti  sanno. E  allora  non  me  la  sento  di  passare  subito  oltre, fingendo  una  serenità  che  non  riesco  a  provare. Questo  post,  così  diverso  dagli  altri,  è  diventato  inevitabile. Un  breve, necessario  intermezzo  prima  di  tornare  alla  normalità.

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16 pensieri su “Intermezzo

  1. Io penso che la gente apprezzi i luoghi ameni e i prati fioriti e le dolci parole; però, penso che non disdegni affatto quella che, semplicemente, è la te in tutti gli altri risvolti.
    Per il resto, e principalmente, un abbraccio a te e a tutti voi lì.

  2. viviana scrive:

    chiamare le cose con il loro nome, dare loro una forma, dei sentimenti e ricordare/parlarne è il primo passo per ricominciare. La paura stessa è vita.
    Vi abbraccio.

  3. Federica scrive:

    Cara Romina, Ti mando un forte abbraccio e lo mando anche a tutte quelle persone che stanno passando (e hanno passato) queste tragedie.
    Certi avvenimenti non dovrebbero mai accadere… .
    Bacioni Federica

  4. sabby scrive:

    speriamo che si torni presto alla normalità mia cara Romina,
    sì, questo post è diverso ma ne comprendo bene la natura e anche la necessità di fermarsi un attimo.

  5. cavaliereerrante scrive:

    Hai fatto benissimo a parlarne, @Romina cara …. e comprendo benissimo questa situazione di ansia mista a paura a cui accenni … e che umanamente si prova tutti e tutte, specie dopo esser stati oggetto di tali avvenimenti, ed aver dovuto registrare, accanto alla propria, la stessa paura negli altri, lo stesso sentimento di implacabile impotenza, lo stesso destino di foglia al vento ….
    Eppure …. passerà amica mia, come passa il dolore e si rimarginano le ferite, pur restandone, di alcune, cicatrici incancellabili !
    Ora, sta a noi tutti contribuire ad aiutare CONCRETAMENTE la tua bella ed operosa regione …. e sono certo che stavolta, ora che non ci sono più i @pornonani pseudo “giocatori di prestigio da baraccone”, gli aiuti non si faranno attendere … poichè è interesse di tutti che l’ Emilia torni a produrre e a sorridere !
    Dio voglia solo …. che finisca presto !
    Un abbraccio …. @Romina : torneremo a sorridere !!!
    @Bruno

  6. Romina scrive:

    Grazie a voi per i commenti e per la comprensione.
    L’unico modo per non fissarsi su questa esperienza penosa è quello di continuare a fare ciò che più si ama. E qui, su questo blog, significa continuare a scrivere quello che mi piace, che mi fa divertire e rilassare. Sperando di far divertire e rilassare anche chi legge.
    Buona giornata. :)

  7. Andrea Sacchini scrive:

    Vorrei commentare, ma non so cosa dire. Ti mando un abbraccio.

  8. Romina scrive:

    Ciao Andrea e grazie.

  9. poemonapage scrive:

    Ed è proprio leggendo articoli simili che divento ancora più indignata in queste giornate col papa nella “mia” Milano.
    Chi crede ha il diritto di pregare. Ma il papa avrebbe il dovere di FARE QUALCOSA CONCRETAMENTE.

    Un abbraccio a te!

    Paola

  10. Ciao Cara Romina, anche se non passo tanto spesso di qui, sei stata nei miei pensieri in questi giorni terribili. Un abbraccio sincero,Anna (Arabafenice)

  11. numeronove scrive:

    Non si puo dire ma soprattutto immaginare niente. E ‘ tutto molto piu ‘ grande. Un abbraccio!

  12. Romina scrive:

    Paola, Anna Maria e Numeronove@
    Grazie per i vostri interventi e un abbraccio anche a voi. Speriamo che sia finita qui.

  13. nives1950 scrive:

    Ciao Romina…non sapevo abitassi in Emilia!!! Non sapevo fossero i caldi colori della Romagna, a stimolare tanto amore per la Natura e la Vita!
    Sai…conoscendo la tua splendida sensibilità…cerco di immaginare quante e quali vibrazioni, si siano impresse dentro, nel più profondo di Te..sopratutto ora che Madre Natura, sembra tradire!
    Purtroppo la Terra continua a tremare…lasciandoci tutti interdetti, frastornati..
    Anche a Venezia e Treviso…ancora avvertiamo qualche scossa. Proprio un’ora fa, mia figlia mi ha chiesto sottovoce, per non farsi sentire dai bimbi…se anch’io provavo la sensazione d’essere in continuo movimento.
    Sai Romina…anche a Bologna vivono in continua ansia! Una mia cugina abita al 6° piano e dal 20 maggio vive in auto…col marito disabile.
    Ieri era disperata! Le ho offerto la mia casa ma…non vogliono spostarsi e confidano che presto finisca questo incubo!
    Ma dimmi…la tua casa…il tuo paese..la tua gente, ha avuto tanti danni??

    Un grandissimo abbraccio

    Nives

  14. Romina scrive:

    Nives, io vivo a Modena città e quindi vicinissima all’epicentro del terremoto. L’abbiamo sentito fortissimo ma non abbiamo avuto danni, anche se le chiese sono state tutte chiuse per controlli e qui, nella mia strada, c’è un balcone pericolante.
    Non ho parenti nella bassa, dove interi paesi sono stati quasi rasi al suolo, quindi nessuno dei miei congiunti ha subito danni; ma ho conoscenti con parenti a Mirandola, Cavezzo e Finale che vivono in tenda perché hanno perso tutto.

    So che a Bologna l’hanno sentito parecchio e che tanti dormono fuori di casa, come tua cugina, che sicuramente vive un forte disagio avendo un marito disabile.
    Anche qui a Modena, nei giorni scorsi, si sono formate piccole tendopoli spontanee in alcuni parchi. Il fatto è che la paura è tanta e ci si sente insicuri. Ma ci auguriamo che il peggio sia passato.

    Un abbraccio anche a te.

    Edit:
    Anche a Venezia e Treviso…ancora avvertiamo qualche scossa.

    L’immagino, so che l’avete sentito parecchio anche voi. E stasera, poco più di un’ora fa, c’è stata una scossetta abbastanza prolungata.

  15. nives1950 scrive:

    “Gli Emiliani-Romagnoli sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari,una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro …ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Vasco, Ligabue e la Pausini. Devono farti una siringa? loro ti tirano su un’azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi,non si fermano,non si stancano,e se devono fare una cosa,a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti…Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali.”
    (Il Resto del Carlino)
    (Copiato dal profilo di Manu Manx)

    Un abbraccio

    Nives

  16. Romina scrive:

    Grazie cara Nives!

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