A mio parere, questa è una canzone da non dimenticare.
Archivio per Aprile 2009
Serenella
Pubblicato 30 Aprile, 2009 video 3 CommentiTags: Alberto Camerini, amore, canzone, Serenella
Umarell-ladro
Pubblicato 28 Aprile, 2009 frivolezze e trastulli 8 CommentiTags: amenità, furti, sciocchezze, svago, umarells

Ebbene sì, è capitato anche questo. Qualche giorno fa, nella mia provincia un baldo rappresentante della nutrita schiera degli umarells è stato arrestato per furto, avendo rubato alcuni pezzi meccanici da un’automobile o da una moto. Ma il bello è che quest’infaticabile “giovanotto” ultrassessantenne non si è solo limitato a rubare: in evidente stato di eccitazione per aver trovato i rari pezzi meccanici cui aspirava da una vita intera
e non volendo in alcun modo rinunciare a essi, si è scagliato contro le vittime del furto dopo essere stato scoperto in flagranza di reato.
A questo punto, un lettore poco avvezzo alle questioni umarelliche potrebbe pensare che gli umarells non siano più quelli di una volta, placidi, onesti e sornioni, e che l’attuale, presunta decadenza dei costumi li abbia irreversibilmente contagiati. Colpa forse della televisione e dei suoi programmi-spazzatura? Colpa dell’assenza di socialità nelle nostre città sempre più disumane? Colpa della crisi economica?
No, niente di tutto questo: la spiegazione è molto più semplice e banale.
Essendo inclini, per mentalità e abitudini, a impegnarsi in una variegata tipologia di lavoretti fai-da-te, e perciò bisognosi di oggetti di ogni tipo spesso introvabili, gli umarells sono sempre stati esposti all’insana tentazione di rubare e l’hanno fatto in ogni epoca, sia pure in genere con un certo garbo.
In questa prospettiva, allora, si comprende come un umarell appassionato di pezzi di ricambio, con i quali vorrebbe costruire qualcosa d’innominabile o aggiustare qualcosa d’altrettanto innominabile, sia disposto a tutto pur di acchiappare ciò che ha sempre desiderato, e possa quindi diventare violento se un malcapitato l’ostacola mentre cerca di ottenere l’oggetto dei suoi sogni.
Del resto l’inclinazione al furto, latente in tutti i veri umarells, è provata anche da un’abitudine che li caratterizza da sempre: lo stazionamento rigorosamente in gruppo intorno ai bidoni della spazzatura, allo scopo di rovistare per vedere se i giovani d’oggi, viziati e debosciati, hanno gettato via qualcosa da poter prendere, trasformare e riciclare nei modi più assurdi e inutili. Lo stazionamento presso i bidoni della spazzatura è dunque il primo gradino verso altri ben più loschi traguardi.
(La foto è tratta da qui)
L’uomo che uccise Liberty Valance
Pubblicato 26 Aprile, 2009 cinema 3 CommentiTags: film, John Ford, John Wayne, L'uomo che uccise Liberty Valance, west

Trama
Insieme alla moglie Hallie (Vera Miles), l’anziano senatore Ransom Stoddard (James Stewart) torna a Shinbone, piccolo villaggio del west, per partecipare al funerale dell’amico Tom Doniphon (John Wayne).
I giornalisti locali sono molto stupiti nel vedere un famoso senatore al funerale di un uomo povero e sconosciuto. Ma Stoddard, intervistato, racconta gli episodi più importanti della sua giovinezza, svelando i particolari dei suoi rapporti con Tom Doniphon: l’arrivo a Shinbone dopo la laurea in giurisprudenza, il violento pestaggio di cui fu vittima ad opera del bandito Liberty Valance (Lee Marvin), l’incontro e la profonda amicizia con il protettivo Tom, l’uccisione di Liberty Valance, l’inizio di una folgorante carriera politica.
Gli abitanti di Shinbone sono convinti da sempre che il senatore abbia ucciso Valance, liberandoli da un incubo; del resto, la carriera politica di Stoddard era iniziata proprio grazie a questo fatto, che gli aveva donato immensa popolarità. Ma ora il senatore svela la realtà dell’accaduto: durante il duello con il bandito fu Tom che uccise Valance, salvandolo così da morte sicura.
Commento
L’uomo che uccise Liberty Valance (1962), diretto da John Ford, è senza dubbio uno dei western più belli della storia del cinema.
Ransom Stoddard e Tom Doniphon sono i rappresentanti di due mondi opposti, i cui valori sono destinati a scontrarsi: Stoddard, che non sa neppure sparare, ha fiducia nella legge scritta e nella sua applicazione, nella democrazia e nella partecipazione, mentre Tom Doniphon è il tipico uomo del west, ottimo pistolero, coraggioso, rude, di poche parole e convinto che, in certe occasioni, occorra difendersi da soli. Nello scontro fra questi due mondi, che è scontro fra est e ovest, fra progressisti e conservatori, è il mondo di Tom a tramontare definitivamente: non a caso il film inizia con il suo funerale, che metaforicamente è il funerale a un’intera civiltà.
Non può dunque stupire il tono profondamente commosso e partecipe con cui John Ford dirige l’addio a una realtà che aveva profondamente amato: il dolore, composto ma forte, di Stoddard e di sua moglie Hallie di fronte alla spoglia bara di Tom è il dolore di John Ford, che a malincuore si congeda da una civiltà e dai valori su cui era fondata, e che, nel farlo, svela tutto il suo rimpianto per essa attraverso la struggente rievocazione della figura di Tom.
Tom Doniphon, paradigma di quella civiltà, era stato il vero eroe di Shinbone, colui che avrebbe meritato di essere ricordato: aveva salvato Stoddard e l’aveva incoraggiato all’inizio della sua avventura politica; nonostante l’amore nei confronti di Hallie, aveva rinunciato a lei senza alcun rancore, essendosi accorto che la ragazza preferiva Stoddard. Generoso e leale, forte ma dotato di un animo gentile, Tom muore povero e solo, oscuro e dimenticato.
Dopo che Ransom Stoddard ha raccontato la verità sulla morte di Liberty Valance, in una scena diventata memorabile il direttore del giornale straccia il foglio dell’intervista, rinunciando a pubblicarla, e di fronte allo stupore del senatore pronuncia una frase entrata nella storia del cinema: “This is the West, Sir. When the legend becomes fact, print the legend“. E così di Tom Doniphon, vero eroe di Shinbone, non resterà memoria alcuna.
Struggente, amaro, poetico, realistico e anche a tratti divertente, grazie ad alcuni ottimi caratteristi che danno vita a figure indimenticabili, L’ uomo che uccise Liberty Valance è un cult.
Voto: 9

Seduzione di primavera
Pubblicato 23 Aprile, 2009 stagioni 2 CommentiTags: colori, distrazione, primavera, seduzione, sensazioni

Con i suoi colori chiari, delicati ma anche intensamente vivi, la primavera non è altro che una continua tentazione. Quando il cielo è azzurro e l’aria è tiepida, c’invita a uscire, ci stimola ad agire e inevitabilmente ci distrae. Questo è il suo lato dolcemente ambiguo, celato sotto un’apparenza d’incantevole splendore: la primavera ci sorride benevola e nello stesso tempo ci seduce, cercando di allontanarci dai ritmi fin troppo ripetitivi dell’esistenza quotidiana. Ma è un gran piacere dopo l’avvolgente e austera oscurità dell’inverno.
Illusione di primavera
Pubblicato 18 Aprile, 2009 fantasie 4 CommentiTags: fantasie, illusioni, primavera, sogni, vento

Così l’immaginiamo: rosa e luminosa come i sogni più innocenti. Anche se fuori piove, anche se il cielo è capriccioso, anche se le strade sono scure.
Persino se infuria il vento, la speranza di giorni sereni resta intatta. Fantasia o illusione di primavera.

Silenzio di primavera
Pubblicato 10 Aprile, 2009 frammenti Lascia un commentoTags: primavera, rinascita, silenzio, vita

La foschia cela un albero, ma i fiori colorati sono qui, davanti ai nostri occhi. In fondo è primavera, in fondo è vita che sempre rinasce, che non vuole cedere, che non accetta sconfitte.
In fondo è il silenzio per pensare, sforzarsi di guardare in alto e continuare.
Per aiutare
Pubblicato 9 Aprile, 2009 pensieri, esperienze e riflessioni 1 CommentoTags: Abruzzo, aiuto, alpini, terremoto
In questo blog non parlo mai d’attualità, ma ora farò un’eccezione a causa dell’estrema gravità di quanto accaduto in Abruzzo. Intanto segnalo il blog di Anna, che ha perso tutto a causa del terremoto, ma che sta cercando ugualmente di scrivere per trasmettere la sua testimonianza.
Poi, per chi desidera aiutare, copio/incollo dal blog di Marina:
CONTO CORRENTE BANCARIO: BANCO DI BRESCIA fil.2 Milano cc n. 9535
intestato a Associazione nazionale alpini terremoto abruzzo
via marsala 9- 20121 milano
IBAN IT69 X035 0001 6320 0000 0009 535
BIC/SWIFT BCABIT21
CONTO CORRENTE POSTALE
POSTE ITALIANE-BANCOPOSTA CONTO CORRENTE N. 16746208
INTESTATO A ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI TERREMOTO ABRUZZO
VIA MARSALA 9- 20121 MILANO
IBAN IT 26 H076 0101 6000 0001 6746 208
BIC/SWIFT BPPIITRRXXX
Ecco poi l’indirizzo del sito ufficiale degli alpini: http://www.ana.it/
Un pensiero
Pubblicato 7 Aprile, 2009 pensieri, esperienze e riflessioni 2 CommentiTags: fatti gravi, parole, pensieri, retorica, tragedie

In genere provo un moto d’istintivo fastidio nei confronti delle frasi retoriche, specialmente quando capitano fatti gravissimi che, oltre ad addolorarci, ci fanno sentire impotenti, infinitamente piccoli e persino inutili. In questi casi le parole sono inadeguate o insufficienti, almeno a mio parere.
Però il pensiero è là, costantemente, ora dopo ora. Con la sincera speranza che tutto questo possa essere affrontato al meglio, grazie all’impegno di tanti.
(La foto è tratta da qui)





Commenti Recenti