Archivio per Aprile 2009

Serenella

A mio parere, questa è una canzone da non dimenticare.

Umarell-ladro

ladro
Ebbene sì, è capitato anche questo. Qualche giorno fa, nella mia provincia un baldo rappresentante della nutrita schiera degli umarells è stato arrestato per furto, avendo rubato alcuni pezzi meccanici da un’automobile o da una moto. Ma il bello è che quest’infaticabile “giovanotto” ultrassessantenne non si è solo limitato a rubare: in evidente stato di eccitazione per aver trovato i rari pezzi meccanici cui aspirava da una vita intera :D e non volendo in alcun modo rinunciare a essi, si è scagliato contro le vittime del furto dopo essere stato scoperto in flagranza di reato.

A questo punto, un lettore poco avvezzo alle questioni umarelliche potrebbe pensare che gli umarells non siano più quelli di una volta, placidi, onesti e sornioni, e che l’attuale, presunta decadenza dei costumi li abbia irreversibilmente contagiati. Colpa forse della televisione e dei suoi programmi-spazzatura? Colpa dell’assenza di socialità nelle nostre città sempre più disumane? Colpa della crisi economica? :roll: No, niente di tutto questo: la spiegazione è molto più semplice e banale.

Essendo inclini, per mentalità e abitudini, a impegnarsi in una variegata tipologia di lavoretti fai-da-te, e perciò bisognosi di oggetti di ogni tipo spesso introvabili, gli umarells sono sempre stati esposti all’insana tentazione di rubare e l’hanno fatto in ogni epoca, sia pure in genere con un certo garbo.
In questa prospettiva, allora, si comprende come un umarell appassionato di pezzi di ricambio, con i quali vorrebbe costruire qualcosa d’innominabile o aggiustare qualcosa d’altrettanto innominabile, sia disposto a tutto pur di acchiappare ciò che ha sempre desiderato, e possa quindi diventare violento se un malcapitato l’ostacola mentre cerca di ottenere l’oggetto dei suoi sogni.

Del resto l’inclinazione al furto, latente in tutti i veri umarells, è provata anche da un’abitudine che li caratterizza da sempre: lo stazionamento rigorosamente in gruppo intorno ai bidoni della spazzatura, allo scopo di rovistare per vedere se i giovani d’oggi, viziati e debosciati, hanno gettato via qualcosa da poter prendere, trasformare e riciclare nei modi più assurdi e inutili. Lo stazionamento presso i bidoni della spazzatura è dunque il primo gradino verso altri ben più loschi traguardi. :P

(La foto è tratta da qui)

L’uomo che uccise Liberty Valance

valance
Trama
Insieme alla moglie Hallie (Vera Miles), l’anziano senatore Ransom Stoddard (James Stewart) torna a Shinbone, piccolo villaggio del west, per partecipare al funerale dell’amico Tom Doniphon (John Wayne).
I giornalisti locali sono molto stupiti nel vedere un famoso senatore al funerale di un uomo povero e sconosciuto. Ma Stoddard, intervistato, racconta gli episodi più importanti della sua giovinezza, svelando i particolari dei suoi rapporti con Tom Doniphon: l’arrivo a Shinbone dopo la laurea in giurisprudenza, il violento pestaggio di cui fu vittima ad opera del bandito Liberty Valance (Lee Marvin), l’incontro e la profonda amicizia con il protettivo Tom, l’uccisione di Liberty Valance, l’inizio di una folgorante carriera politica.
Gli abitanti di Shinbone sono convinti da sempre che il senatore abbia ucciso Valance, liberandoli da un incubo; del resto, la carriera politica di Stoddard era iniziata proprio grazie a questo fatto, che gli aveva donato immensa popolarità. Ma ora il senatore svela la realtà dell’accaduto: durante il duello con il bandito fu Tom che uccise Valance, salvandolo così da morte sicura.

Commento
L’uomo che uccise Liberty Valance (1962), diretto da John Ford, è senza dubbio uno dei western più belli della storia del cinema.
Ransom Stoddard e Tom Doniphon sono i rappresentanti di due mondi opposti, i cui valori sono destinati a scontrarsi: Stoddard, che non sa neppure sparare, ha fiducia nella legge scritta e nella sua applicazione, nella democrazia e nella partecipazione, mentre Tom Doniphon è il tipico uomo del west, ottimo pistolero, coraggioso, rude, di poche parole e convinto che, in certe occasioni, occorra difendersi da soli. Nello scontro fra questi due mondi, che è scontro fra est e ovest, fra progressisti e conservatori, è il mondo di Tom a tramontare definitivamente: non a caso il film inizia con il suo funerale, che metaforicamente è il funerale a un’intera civiltà.

Non può dunque stupire il tono profondamente commosso e partecipe con cui John Ford dirige l’addio a una realtà che aveva profondamente amato: il dolore, composto ma forte, di Stoddard e di sua moglie Hallie di fronte alla spoglia bara di Tom è il dolore di John Ford, che a malincuore si congeda da una civiltà e dai valori su cui era fondata, e che, nel farlo, svela tutto il suo rimpianto per essa attraverso la struggente rievocazione della figura di Tom.
Tom Doniphon, paradigma di quella civiltà, era stato il vero eroe di Shinbone, colui che avrebbe meritato di essere ricordato: aveva salvato Stoddard e l’aveva incoraggiato all’inizio della sua avventura politica; nonostante l’amore nei confronti di Hallie, aveva rinunciato a lei senza alcun rancore, essendosi accorto che la ragazza preferiva Stoddard. Generoso e leale, forte ma dotato di un animo gentile, Tom muore povero e solo, oscuro e dimenticato.

Dopo che Ransom Stoddard ha raccontato la verità sulla morte di Liberty Valance, in una scena diventata memorabile il direttore del giornale straccia il foglio dell’intervista, rinunciando a pubblicarla, e di fronte allo stupore del senatore pronuncia una frase entrata nella storia del cinema: “This is the West, Sir. When the legend becomes fact, print the legend“. E così di Tom Doniphon, vero eroe di Shinbone, non resterà memoria alcuna.
Struggente, amaro, poetico, realistico e anche a tratti divertente, grazie ad alcuni ottimi caratteristi che danno vita a figure indimenticabili, L’ uomo che uccise Liberty Valance è un cult.
Voto: 9
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Seduzione di primavera

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Con i suoi colori chiari, delicati ma anche intensamente vivi, la primavera non è altro che una continua tentazione. Quando il cielo è azzurro e l’aria è tiepida, c’invita a uscire, ci stimola ad agire e inevitabilmente ci distrae. Questo è il suo lato dolcemente ambiguo, celato sotto un’apparenza d’incantevole splendore: la primavera ci sorride benevola e nello stesso tempo ci seduce, cercando di allontanarci dai ritmi fin troppo ripetitivi dell’esistenza quotidiana. Ma è un gran piacere dopo l’avvolgente e austera oscurità dell’inverno.

Illusione di primavera

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Così l’immaginiamo: rosa e luminosa come i sogni più innocenti. Anche se fuori piove, anche se il cielo è capriccioso, anche se le strade sono scure.
Persino se infuria il vento, la speranza di giorni sereni resta intatta. Fantasia o illusione di primavera.

Imbarazzo nel gazebo

gazebo
Era una splendida giornata d’agosto e mi trovavo in vacanza in montagna. Ogni giorno frequentavo un parco in cui, oltre alle solite panchine, c’era anche un bel gazebo, e quel pomeriggio particolare decisi di sedermi proprio lì, contenta di ammirare dall’alto il paesaggio tutt’intorno.
Dopo poco tempo, un uomo venne a sedersi accanto a me e, non ricordo più come, iniziammo a parlare di politica. Dopo circa dieci minuti, giunse un altro signore e si unì con interesse alla discussione. Trascorse poi un altro po’ di tempo e si avvicinò una terza persona, che subito s’inserì nella conversazione.
Tutta presa dall’argomento, non mi accorsi che il gazebo si era progressivamente riempito. Così, quando finalmente mi guardai intorno con attenzione, rimasi sconcertata e mi sentii in estremo imbarazzo perché nel gazebo c’erano ben dieci uomini, mentre l’unica appartenente al genere femminile ero io. :oops:

(La foto è tratta da qui)

Pasqua

pasqua

Silenzio di primavera

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La foschia cela un albero, ma i fiori colorati sono qui, davanti ai nostri occhi. In fondo è primavera, in fondo è vita che sempre rinasce, che non vuole cedere, che non accetta sconfitte.
In fondo è il silenzio per pensare, sforzarsi di guardare in alto e continuare.

Per aiutare

In questo blog non parlo mai d’attualità, ma ora farò un’eccezione a causa dell’estrema gravità di quanto accaduto in Abruzzo. Intanto segnalo il blog di Anna, che ha perso tutto a causa del terremoto, ma che sta cercando ugualmente di scrivere per trasmettere la sua testimonianza.
Poi, per chi desidera aiutare, copio/incollo dal blog di Marina:

CONTO CORRENTE BANCARIO: BANCO DI BRESCIA fil.2 Milano cc n. 9535
intestato a Associazione nazionale alpini terremoto abruzzo
via marsala 9- 20121 milano
IBAN IT69 X035 0001 6320 0000 0009 535
BIC/SWIFT BCABIT21

CONTO CORRENTE POSTALE
POSTE ITALIANE-BANCOPOSTA CONTO CORRENTE N. 16746208
INTESTATO A ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI TERREMOTO ABRUZZO
VIA MARSALA 9- 20121 MILANO
IBAN IT 26 H076 0101 6000 0001 6746 208
BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

Ecco poi l’indirizzo del sito ufficiale degli alpini: http://www.ana.it/

Un pensiero

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In genere provo un moto d’istintivo fastidio nei confronti delle frasi retoriche, specialmente quando capitano fatti gravissimi che, oltre ad addolorarci, ci fanno sentire impotenti, infinitamente piccoli e persino inutili. In questi casi le parole sono inadeguate o insufficienti, almeno a mio parere.
Però il pensiero è là, costantemente, ora dopo ora. Con la sincera speranza che tutto questo possa essere affrontato al meglio, grazie all’impegno di tanti.

(La foto è tratta da qui)

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OLTRE IL CANCELLO

Saggezza

"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

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"Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più". Oscar Wilde

La democrazia

"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Tratto dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)

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Epoca moderna

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Sfumature d’autunno (un mio post)

Il rosso dell’autunno scalda il cuore e i pensieri. Le sfumature della natura che declina percorrono monti, boschi, sentieri. Strane emozioni ci avvolgono: un vago senso di malinconia, prezioso nella sua dolcezza, un desiderio di abbandono, una sensazione di pace. Gli affanni sono scomparsi. Resta il suono del vento ad accompagnare i ricordi.

Rose