
Termina uno dei mesi più affascinanti dell’anno, con i suoi insuperabili languori e i suoi momenti di timida serenità alternati a ombre improvvise. Dopo averci regalato giornate luminose e tranquille, ottobre esce di scena tristemente: la pioggia è il suo pianto, le gocce che cadono dal cielo sono le sue lacrime prima del congedo.
Quest’ospite così gradito tornerà fra dodici mesi. Ogni volta che se ne va, mi sembra di non averlo saputo apprezzare abbastanza, di averlo colpevolmente trascurato, di non aver avuto il tempo necessario per ammirarlo, per afferrarne sfumature e segreti, e per amarlo quanto merita.
(La foto è tratta da qui)




hai ragione..ottobre è il mese più affascinante dell’anno e il fatto che lasci il posto al gelido novembre mi rattrista ( anche se è il mese in cui sono nata -.-). novembre è il preludio del vento tagliente e del ghiaccio a cascate. è il pianto iniziale dell’inverno.
comunque bellissima la foto e tutte le altre che hai qua!
Grazie, Sauge!
Secondo me, a volte anche novembre è un mese a suo modo affascinante, soprattutto quando le giornate sono stranamente serene e il sole è pallidissimo.
Novembre è davvero, come hai scritto tu, il pianto iniziale dell’inverno, ma lo preferisco ad altri mesi.
Però ottobre è un’altra cosa…
Novembre per me è sempre stato un mese strano. Il più intenso di tutti. Quello in cui “capitano” più cose e si accumulano i migliori ricordi dell’anno che volge alla fine.
Ma con la sua intensità porta umidità persistente, freddo e talmente tante ore di buio….
Novembre è un po’ come il forum. Bellissimo eppure eccentrico per via di quel che può capitarvi (ogni riferimento alle “api industriose” et similia est puramente incidentale).
Un bacione pandesco, collega!
Un bacione anche a te, Giulia!
A proposito di novembre, oggi qui c’è stato un sole meraviglioso e il mese è quindi inziato benissimo, tanto che sono andata a scattare foto. Volevo catturare la caduta delle foglie dagli alberi e sono stata accontentata. Per me non esiste spettacolo più affascinante.
Da me oggi il tempo è stato… be’ direi “rispettabile”. Soleggiato quanto può esserlo in novembre, senza quel picchiar del sole che evoca noiose emicranie. Visto che siamo reduci da una settimana di burrasche e piogge (giovedì sera si è scatenata la forza degli elementi allo stato puro: pioggia e vento, tuoni e fulmini) si può dire che “non c’è da lamentarsi”.
E che cosa mi dici delle albe di fine novembre, quelle che preannunciano senza dubbio l’incipit invernale? Quando il clima è asciutto e più rigido che freddo…
Giulia@ E che cosa mi dici delle albe di fine novembre, quelle che preannunciano senza dubbio l’incipit invernale? Quando il clima è asciutto e più rigido che freddo…
Dico che sono molto affascinanti e che mi piacciono. Non m’intristiscono, anzi, sono le albe estive a deprimermi.
Cercherò di vivere questo bel mese nel migliore dei modi, approfittando di ogni giornata serena. Non so perché, ma ottobre e novembre mi rimandano all’infanzia, evocano in me ricordi molto lontani. Forse perché anche allora guardavo con meraviglia allo spettacolo dell’agonia della natura.
Le stagioni della mia città.
La mia città
ha l’oro addosso.
Lucida splende
nei meriggi
assolati estivi
quando il sole
l’avvolge
nel suo scialle
caldo
e le sue case
sudano
d’emozioni lontane
e di ricordi.
La mia città
ha l’argento addosso.
Bianca trema
quando un brivido
la scuote
nelle sere d’inverno
e le sue strade
lavate
fanno da specchio
al cielo.
La mia città
ha il vento addosso.
Nelle sere
d’autunno
quando le foglie
fanno mulinello
e ti girano intorno
e parlano al cuore
con voce gentile
dicendoti addio.
La mia città
ha il verde addosso.
Smeraldo e luce
e mare e bosco
e foglie.
Sospiro dolce
che torna
e la porta per mano
nel caldo tepore
tra le gocce
di pioggia leggera
di primavera.