Termina uno dei mesi più affascinanti dell’anno, con i suoi insuperabili languori e i suoi momenti di timida serenità alternati a ombre improvvise. Dopo averci regalato giornate luminose e tranquille, ottobre esce di scena tristemente: la pioggia è il suo pianto, le gocce che cadono dal cielo sono le sue lacrime prima del congedo.
Quest’ospite così gradito tornerà fra dodici mesi. Ogni volta che se ne va, mi sembra di non averlo saputo apprezzare abbastanza, di averlo colpevolmente trascurato, di non aver avuto il tempo necessario per ammirarlo, per afferrarne sfumature e segreti, e per amarlo quanto merita.
Ho trovato questa ricetta particolare su un giornalino, Fraternità cristiana, che mi è stato regalato da una vicina di casa. Ammetto di non aver mai preparato questo piatto, quindi non so se sia buono o meno. Dopo aver letto ingredienti ed esecuzione, ho avuto l’impressione che forse, per digerirlo, occorra un discreto stomaco, ma potrei anche sbagliare. In ogni caso riporto volentieri la ricetta, perché magari potrebbe attirare l’attenzione di qualcuno desideroso di mettere alla prova le proprie capacità in cucina.
Ingredienti per quattro persone:
1 etto di funghi di coltura
1 etto di prosciutto crudo
mezzo pollo bollito
otto fette di pane in cassetta
mezza cipolla
mezzo bicchiere di vino bianco secco
mezza tazza di brodo di carne
due cucchiai di farina
1 bicchiere di latte
60 grammi di burro
senape, sale e pepe
Preparazione
1) Far soffriggere la cipolla tritata con 20 grammi di burro, unire i funghi puliti e affettati finemente e anche il prosciutto tritato. Far prendere colore a questi ingredienti, e dopo bagnare con il vino; occorre poi lasciar evaporare, versare il brodo, mettere un coperchio e far bollire adagio per circa 20 minuti.
2) Preparare intanto una besciamella: far sciogliere il rimanente burro in una casseruolina, stemperarvi la farina, diluire con il latte caldo, aggiunto a poco a poco e sempre mescolando, quindi condire con un pizzico di sale e pepe.
3) Quando i funghi sono cotti, unirli alla besciamella e mescolare per amalgamare bene.
4) Disossare il pollo e tagliarne la carne a piccoli pezzi.
5) Spalmare di senape le fette di pane, disporvi sopra i pezzetti di pollo, coprire con il composto di besciamella e funghi e infine la cosa più importante: servire e mangiare.
Naturalmente a fine pasto…lavanda gastrica per tutti!
L’età dell’innocenza (1993), diretto da Martin Scorsese, è un film tratto da un romanzo della scrittrice statunitense Edith Wharton.
New York, anni Settanta del XIX secolo. Newland Archer è un giovane avvocato di ottima famiglia. Come si conviene a un uomo nella sua posizione, è fidanzato con una ragazza dell’alta società, May Welland, graziosa ma convenzionale e mediocre, perfetta rappresentante del mondo dorato e crudelmente conformista cui entrambi appartengono.
La quieta, agiata e monotona esistenza di Newland Archer viene sconvolta dall’incontro con la contessa Ellen Olenska, cugina di May, appena tornata dall’Europa dopo aver abbandonato un marito viziato e prepotente. La condizione di Ellen, separata di fatto, è mal tollerata dall’ipocrita società newyorkese: la legge americana contempla il divorzio, ma le convenzioni sociali no, e la contessa, pur ricevendo apparenti attestati di simpatia da parte di conoscenti e amici, è in realtà un’emarginata.
Newland è molto attratto da Ellen, ma la gabbia immateriale delle convenzioni sociali, le uniche ad assicurare la rispettabilità, lo imprigionano senza lasciargli via di scampo, paralizzandolo in un’indecisione che gli sarà fatale. Diviso fra l’amore nei confronti della contessa e l’ossequio alle dure regole del mondo cui appartiene, Newland sposa la sua incolore fidanzata, incapace di modificare un destino che gli altri hanno tracciato per lui.
Il film di Scorsese si segnala per l’estrema attenzione riservata alla ricostruzione dell’ambiente altoborghese che costituisce lo sfondo della vicenda. Abiti, accessori, gioielli, salotti, arredi, tavole sontuosamente apparecchiate, fiori, giardini: su tutto la macchina da presa indugia con lentezza, quasi con compiacimento, per mostrare l’apparente bellezza e perfezione di un mondo in realtà profondamente cinico e crudele.
L’amore non vince tutti gli ostacoli e non è più forte di ogni cosa: regole sociali e beni materiali hanno una tale importanza nell’esistenza degli individui da distruggerlo o da soffocarlo. In altri termini, l’amore è un sentimento che nasce e si sviluppa in questo mondo imperfetto, e quindi è invariabilmente soggetto agli umori, alle convenzioni, alle meschinità e alle esigenze degli esseri umani e dei clan cui essi appartengono. Questo è il messaggio amarissimo, ma realistico e sempre attuale, del libro della Wharton e del film.
Ottimi tutti gli attori, con un Daniel Day-Lewis che spicca per sensibilità nei momenti in cui manifesta, attraverso le espressioni del volto, il terribile senso di soffocamento e d’impotenza che irrimediabilmente avvelena ogni istante della sua vita. Probabilmente l’opera di Scorsese non è adatta a chi ama i ritmi veloci e non è incline a soffermarsi sui particolari.
Voto: 9
Il video è stato creato dall’utente di youtube melw41
Un’immagine calda per un autunno colmo di speranza e di gioia, anche se immancabile preludio alla durezza dell’inverno. A molti di noi piacerebbe passeggiare lungo un viale come questo, con la mente libera da preoccupazioni e da affanni, libera di potersi immergere completamente in un autunno sfolgorante di colori, dorato, fragile ma delicatamente luminoso.
Ho scattato questa fotografia la scorsa domenica nel parco di Viale Rimembranza. Non è uno splendore di parco, in nessuna stagione; d’altra parte in pianura padana occorre accontentarsi. E siccome bisogna necessariamente accettare, come si suol dire, ciò che passa il convento, pubblico ancora tre foto del medesimo parco per mostrare l’autunno in una grigia città di provincia. Domenica il cielo era particolarmente cupo.
Dopo aver pubblicato le immagini di tante belle streghe e fate di porcellana, finalmente pubblico anche la foto della mia streghetta personale, e aggiungo che dal vivo è assai più bella. Infatti ha gli occhi grigi, che qui non si notano, e ha il visetto decisamente più malizioso.
Ieri mattina, domenica, sono andata a fare una passeggiata per cercare d’immergermi nell’atmosfera autunnale. Dopo settimane di sole e di caldo anomalo, infatti, la giornata si è finalmente presentata con le tipiche caratteristiche della nuova stagione: grigia ma non troppo cupa, abbastanza fredda ma non gelida. Ottobre si è manifestato in pieno, in tutto il suo fascino, e così ne ho approfittato anche per fare alcune foto nel tentativo di fissare, per quanto possibile, la malinconica bellezza delle foglie morte.
Per me non esiste spettacolo più attraente: mi colpisce ogni anno con la medesima, struggente intensità, sempre come se fosse la prima volta. Ed è una sensazione meravigliosa provare un misto d’infantile smarrimento e di gioia di fronte a una fase della natura destinata a ripetersi ciclicamente. Lo spettacolo dell’autunno è l’unico a non annoiarmi: mi regala un profondo desiderio di vivere, nonostante sia un preludio di morte.
WordPress ci ha regalato una nuova funzione: la possibilità di creare facilmente sondaggi. Perciò oggi ho deciso di pubblicarne due che, perfettamente in linea con lo spirito di questo blog, riguardano le stagioni. Per divertirci un po’, senza pretese.
Un po’ imbronciata, indispettita o solo pensierosa? In ogni caso questa Fata stregata è bellissima e anche molto elegante. Mi è piaciuta appena l’ho vista, perché leggermente ombrosa. Richiama alla mente l’idea di foreste inaccessibili in lunghe notti di luna piena. Solo in mezzo a boschi colmi di alberi fitti si possono incontrare fate così belle e misteriose.
Come sempre, la foto è tratta dal sito Avalon Celtic.
Essendo appassionata di fate e di streghe, ogni tanto navigo su internet alla ricerca di foto che le ritraggano. Oggi pubblico l’immagine della Fata delle nevi, tratta dal sito Avalon Celtic, che ho linkato nel mio blogroll. Le fate, le streghe e le bambole di porcellana presenti su quel sito sono in vendita.
La fata delle nevi suscita poi in me il ricordo di una fiaba che da bambina amavo molto, La regina delle nevi di Hans Christian Andersen.
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"Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più". Oscar Wilde
La democrazia
"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco".
Tratto dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)
L’amore
"L'amore non è cieco, è presbite: prova ne sia che comincia a scorgere i difetti man mano che s'allontana". Oscar Wilde
Epoca moderna
"Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità". Oscar Wilde
Il rosso dell’autunno scalda il cuore e i pensieri. Le sfumature della natura che declina percorrono monti, boschi, sentieri.
Strane emozioni ci avvolgono: un vago senso di malinconia, prezioso nella sua dolcezza, un desiderio di abbandono, una sensazione di pace.
Gli affanni sono scomparsi. Resta il suono del vento ad accompagnare i ricordi.
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