"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia".
Jane Austen
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"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva".
(parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)
"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco".
Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)
E’ vero che i laghi hanno sempre quel non so che di inquietudine. Che per me si è evidenziato da quando ho avuto la tragica notizia della morte, nel lago maggiore, di una persona che frequentavo, nel senso che era nella cerchia delle mie amicizie, quando vivevo, a periodi, a Milano. Però i paesaggi della Verbania o del lago di Como sono belli da togliere il fiato, al punto da scacciare i pensieri più cupi.
Guarda, io provo sempre un brivido d’inquietudine di fronte a tutti i laghi, anche quando c’è il sole e un bel paesaggio intorno. E’ una sensazione irrazionale e più forte di me, sfumata o meno a seconda dei casi.
Io poi non guardo i paesaggi con l’occhio dello “scienziato” e del filosofo, ma li valuto sotto il profilo, per così dire, “poetico”, cioè lasciandomi trasportare dalle mie emozioni soggettive e trasferendole negli scritti, così come le avverto. E di fronte ai laghi provo sempre uno strano, inesplicabile senso d’incertezza e un vago, vaghissimo senso di morte. Sensazioni irrazionali, appunto, che non possono essere dotate d’oggettività.
I laghi che trovo più inquietanti sono quelli d’origine vulcanica, quelli del Lazio, ad esempio. Sono bellissimi eppure, secondo me, foschi anche nelle giornate serene.
A me l’ambiente lacustre mette malinconia.
In effetti è un sentimento che provano in tanti.