
Lo scorso dicembre, in occasione delle imminenti festività natalizie, qui nel centro storico della mia città, fece la sua comparsa un grazioso trenino simile a quello della foto, ma di colore azzurro. Per la gioia dei residenti e non, era possibile fare una specie di tour lungo le strette vie del centro, gratuitamente. Gli itinerari erano tre e si alternavano uno dopo l’altro, mentre le corse finivano intorno alle 18 del pomeriggio.
Questa simpatica “caffettiera” ci aveva già deliziati anni fa, ma nel più mite mese d’ottobre, durante il languido e dolcissimo inizio dell’autunno. Il clima, infatti, ha un’indiscutibile rilevanza quando si desidera indulgere in simili trastulli, visto che il trenino è aperto ai suoi due lati e quindi, mentre ci si sollazza facendo il tour del centro, si è inevitabilmente esposti alle intemperie.
Lo scorso dicembre, colta da un attacco d’infantilismo, decisi di approfittare dell’occasione nonostante il freddo gelido, e tutta felice salii quasi furtivamente sul mezzo. Partito il treno e durante il percorso, avvertii il vento-quasi-artico sferzarmi i capelli e il viso, e, nonostante indossassi un giaccone di montone, sentii anche molti brividi; eppure, inutilmente ottimista come una ragazzina e tutta contenta di trovarmi sulla “caffettiera”, non mi posi il problema di un eventuale malanno, convinta che nulla potesse accadermi.
E infatti due giorni dopo ebbi una bella febbre da cavallo e un’influenza che mi durò una settimana intera.



Bello il trenino! Uguale a questo, e costruito dalla stessa ditta italiana, l’ho trovato, di recente, in Lussemburgo e nell’antica Treviri, in Germania.
Molto meglio dei pullman turistici!
Io, non l’ho usato anché perché preferisco girare a piedi!
io non sono per niente un tipo infantile. Il mix di cartoni animati – spot – fumetti – modellismo – action figures – le magliette con snoopy, la pantera rosa, barbapapà e olivia – e tante altre inezie – che alberga nella mia esistenza è solamente casuale. Quindi mai e poi mai avrei rischiato un raffreddore per fare un eccitante giretto sul trenino. sono credibile, no?
Sergio@
Però è un peccato che tu non l’abbia usato, è davvero un’esperienza divertente!
Arabafenice@
Sei moooooolto credibile!
Ma, a parte gli scherzi e se devo essere sincera, secondo me è un fatto positivo conservare un’anima un po’ bambina. Significa prima di tutto non lasciarsi completamente corrompere dagli aspetti peggiori della vita adulta; e poi vuol dire sapersi divertire con poco, senza cercare chissà quali stravaganti emozioni.
W il trenino, dunque, e i fumetti, la pantera rosa, barbapapà e simili!
Cara Romina, questa parte di me bambina si è esaltata soprattutto da quando sto con Pig M. Egli lavora nell’attività commerciale di famiglia da quando frequentava ancora la scuola e, eccetto per qualche sporadico ritorno a New York, la sua terra natale, (diciamo ogni 3-4 anni), da allora non conosce cosa siano le vacanze estive, natalizie, ponti e prefestivi.
E’ un discorso che interessa tutti coloro che hanno un attività commerciale ma in particolar modo chi sta nel settore alimentare, che vive del contatto quotidiano con una clientela più o meno fissa, che potrebbe prendere l’abitudine di fare la spesa da qualche altra parte se si restasse chiusi per due settimane di fila. E questi sono tempi in cui, causa esorbitanti costi fissi, non ci si può permettere di perdere parte della clientela.
Pertanto, ritagliarsi un mondo in cui svagarsi e viaggiare senza muoversi diventa una necessità. Comprare fumetti, ad esempio, diventa quel piccolo lusso quasi quotidiano con i quali si cerca di bilanciare tante altre rinunce. Prima viaggiavo moltissimo. Posso dire di aver visto quasi tutte le città italiane, moltissimi agriturismi in cu passavo i fine settimana e qualche volta sono stata anche all’estero.Ora, si lavora il sabato sera fino alle 21.30 e questo tarpa le ali ad ogni possibilità di uscire e di sfruttare un ponte festivo.
Qualche volta, tanto per evadere, andiamo in qualche agriturismo della zona perché mettersi a guidare a lungo dopo una giornata di lavoro, per la sola domenica di svago, non ne vale la pena. Sembra ridicolo farsi il fine settimana (anzi, metà fine-settimana) a pochi passi da casa, ma l’isolamento e l’aria della campagna rinfrancano lo spirito ugualmente.
Pensa che domenica prossima – tanto per uscire un po’ – sarò a S. Rita da Cascia. Non sono tipa da pellegrinaggi religiosi però è comodo, dopo una giornata in salumeria, farsi trasportare “comodamente”in pullman da un autista che guida per te e mi hanno riferito che paesaggisticamente parlando è tutto incantevole.
Se capiterai o deciderai di capitare da queste parti, sarei felice di farti da Cicerone. Se non avessi l’impegno di andare in salumeria, cosa che dovrei fare anche in un periodo eventualmente di ferie per me, ti offrirei la mia ospitalità a tempo pieno. Da quando i miei fratelli si sono sposati i posti letto non mancano a casa mia. Comunque come punto d’appoggio la mia casa è a disposizione. E la pizzella giovinazzese è offerta dalla casa.
Sembra ridicolo farsi il fine settimana (anzi, metà fine-settimana) a pochi passi da casa, ma l’isolamento e l’aria della campagna rinfrancano lo spirito ugualmente.
No, non è ridicolo. C’è chi ci trascorre anche solo mezza giornata, tanto per ritrovare un po’ di pace.
Pensa che domenica prossima – tanto per uscire un po’ – sarò a S. Rita da Cascia. Non sono tipa da pellegrinaggi religiosi però è comodo, dopo una giornata in salumeria, farsi trasportare “comodamente”in pullman da un autista che guida per te e mi hanno riferito che paesaggisticamente parlando è tutto incantevole.
Sì, quando ci si deve svagare è bello farsi accompagnare da altri. Guidare dopo lo stress di tanto lavoro aggiunge solo stanchezza.
L’Umbria è una terra bellissima e quindi sono convinta che Cascia ti piacerà. Quanto a S. Rita, è la mia santa preferita, ho molta simpatia per la sua figura.
In effetti vorremmo tutti avere più tempo per visitare tanti posti, ma la vita è così frenetica che non riusciamo a fare quasi nulla di quello che vorremmo.
E’ anche per questo che qui pubblico tante immagini di bei paesaggi! Una sorta di compensazione, insomma.
“… In effetti vorremmo tutti avere più tempo per visitare tanti posti, ma la vita è così frenetica che non riusciamo a fare quasi nulla di quello che vorremmo. …”.
Profittate finché siete giovani e visitate tutti i posti che potete.
Dopo avrete più tempo e magari anche la voglia, però vi sarà di mezzo sempre qualche magagna. “Carpe diem”!
Hai ragione, Sergio.
Ma purtroppo in questo periodo mi manca davvero il tempo. Il viaggio più lungo che riesco a compiere è quello per andare a Bologna, pensa un po’!