Archivia per Giugno 2008

Mia cugina Rachele


L’autrice di questo romanzo è Daphne Du Maurier, estremamente nota al pubblico per aver scritto La prima moglie, un libro da cui fu tratto un celebre film per la regia di Alfred Hitchcock.
Mia cugina Rachele è una cupa vicenda la cui protagonista femminile ha un carattere indecifrabile e, per alcuni aspetti, inquietante. Ambrose Ashley, un ricco proprietario terriero inglese, che vive in Cornovaglia insieme al suo nipote adottivo Philip, parte per l’Italia in seguito a problemi di salute. A Firenze conosce Rachele, una sua lontana parente rimasta vedova in giovane età, e figlia di un inglese e di un’italiana. Improvvisamente, Philip riceve una lettera che gli annuncia l’avvenuto matrimonio fra suo zio e questa donna.
Dopo poco più di un anno dalle nozze, Ambrose si ammala gravemente e in breve tempo muore a Firenze. Philip inizia così a nutrire alcuni sospetti nei confronti di Rachele, considerandola responsabile del decesso di suo zio. Ma quando, inaspettatamente, la donna giunge in Inghilterra, Philip è costretto a ospitarla e, contrariamente a ogni sua aspettativa, ne rimane estremamente affascinato.
Durante il suo soggiorno in Cornovaglia, la personalità di Rachele si rivela complessa e, a tratti, sfuggente. Capace di tenere manifestazioni d’affetto ma anche di repentini scatti d’ira, enigmatica in alcuni suoi discorsi, elegante e raffinata, saggia e ironica, dolce ma nel contempo autoritaria, a poco a poco manifesta uno dei suoi difetti maggiori: la prodigalità. A volte sembra disinteressata nei suoi sentimenti verso Philip, altre volte, invece, appare fredda e calcolatrice. Instaura così un rapporto ambiguo con il ragazzo, e lui ne resta talmente soggiogato da perdere completamente la testa, e da diventare fin troppo generoso nei suoi confronti.
Ma certe lettere di Ambrose, scritte durante la sua malattia e trovate per caso dal nipote, gettano terribili ombre sulla figura di Rachele, ombre che, unite alla passione frustrata di Philip e al non limpido comportamento della donna, conducono a un tragico epilogo.

Due sono i pregi fondamentali di questo romanzo, almeno a mio parere: la sapienza con cui viene tratteggiata l’affascinante e pericolosa ambiguità di Rachele, tanto che, alla fine dell’opera, è impossibile comprendere se sia stata davvero responsabile della morte di suo marito, e la bravura con cui viene mostrata la natura puramente soggettiva della passione amorosa, tale da trasfigurare l’immagine della persona amata in un ideale che non trova corrispondenza nella realtà. Philip, con la sua inesperienza, impara a sue spese quest’amara lezione: è impossibile conoscere veramente chi ci sta accanto, e le cose non sono mai quelle che sembrano.
Dal libro è stato tratto anche un film del 1952 intitolato come il romanzo, Mia cugina Rachele, e interpretato da Richard Burton e Olivia De Havilland.

Carioca


Soprattutto durante l’estate, sulle televisioni locali capita che vengano trasmessi film molto vecchi, di cui tanti, al giorno d’oggi, ignorano persino l’esistenza. Sono film di vario genere: a volte inesorabilmente “datati” e a volte ancora attuali, a volte autentici capolavori sconosciuti ai più, altre volte pellicole di serie B utili comunque per ripercorrere la storia del cinema.
In una sera d’estate di alcuni anni fa, vidi il film Carioca (1933), una commedia musicale dalla trama esilissima, eppure, a suo modo, un’opera “storica”: Carioca, infatti, segnò il debutto sul grande schermo della coppia Ginger Rogers-Fred Astaire. Dal 1933 al 1949, i due interpretarono insieme dieci film musicali.
In questo video, che dura solo due minuti e mezzo, Astaire e la Rogers ballano la danza da cui è tratto il titolo del film: la carioca.

Stelle della danza

Da appassionata di danza quale sono, non posso fare a meno di ricordare la grande Cyd Charisse, scomparsa il 17 giugno all’età di 87 anni. Talento, grazia, misura, notevole senso del ritmo: queste le caratteristiche fondamentali che la Charisse ha messo in evidenza nel corso della sua carriera. Vale quindi la pena guardare questo breve video in cui balla con un danzatore straordinario, che può essere a buon diritto considerato un mito: Fred Astaire. Per ricordarli entrambi, in quanto meritano di essere ricordati.

Il video è tratto dal film The Band Wagon (1953), in italiano Spettacolo di varietà.

Verso l’estate


Quest’anno l’estate non è ancora arrivata e, per quanto mi riguarda, non tollerando il caldo eccessivo e l’afa della Val Padana, ne sono lieta.
Amerei follemente l’estate solo se potessi trascorrere due mesi interi lontano dalla città, senza obblighi di sorta e a contatto con la natura. Quando penso all’estate, infatti, subito la mia mente corre a certe giornate che trascorrevo in appennino da ragazzina, giornate colme di spensieratezza e di un indescrivibile senso di libertà: interi pomeriggi in giardino sotto gli alberi, e poi gite, passeggiate lungo sentieri verdi e tranquilli o attraverso prati inondati dai fiori, piccole fughe in Vespa per raggiungere altri paesi, discorsi sotto le stelle fino a tarda notte.

Adesso non posso più trascorrere due mesi in piena libertà, e quindi spesso il sole prepotente di certi giorni di luglio m’infastidisce. Però, persino in città, l’estate a volte regala ritmi di vita diversi dal solito: capita che ci si fermi a chiacchierare con qualcuno senza fretta, che ci si attardi a osservare le vetrine dei negozi senza scappare via subito, che si cammini più lentamente, che si decida di fare cose trascurate durante l’anno.
L’estate è una stagione particolare: si lavora o si studia pensando sempre alle vacanze, ci si affatica pensando costantemente al riposo. In definitiva, si vive in una sorta di equilibrio molto precario. Forse è anche per questo che, ad alcuni, talvolta l’estate appare quasi molesta.

Rose e merletti


Rose e merletti. Un accostamento che rimanda a un tempo lontano, forse non ben definito, forse neppure esistito, ma invaso dalla quieta dolcezza di un sogno luminoso che non si è mai realizzato.

Vertigine


Di fronte a un paesaggio come questo, avverto alcune sensazioni difficili da spiegare: ne sono fatalmente attratta, ma nello stesso tempo violentemente respinta. Un paesaggio che ha in sé qualcosa d’immenso e di primordiale, d’eterno e d’inesplicabile; un paesaggio che sembra svelare una Verità a lungo celata, ma una Verità così agghiacciante e crudele che la vista non può tollerarla.
Allora sorge il desiderio di fuggire lontano, in un luogo completamente diverso, uno spazio circoscritto in cui poter dimenticare e tornare a illudersi.

(In foto, un paesaggio dell’Islanda meridionale)

Una giornata di pioggia


Davvero bizzarra la primavera! Questa mattina sono uscita per fare una passeggiata, ma improvvisamente il cielo si è oscurato ed è scoppiato un forte temporale. Fortunatamente trovandomi in centro storico, che è il mio quartiere, ho potuto ripararmi sotto ai portici.
Dopo una breve pausa all’ora del pranzo, la pioggia si è nuovamente abbattuta sulla città. Mi affaccio alla finestra e vedo la strada tutta grigia percorsa da un silenzio quasi irreale, il silenzio del riposo domenicale. Vorrei allora trovarmi in una casa di campagna e guardare fuori, oltre i vetri, i campi fradici di pioggia unirsi all’orizzonte con le scure nuvole del cielo inquieto. Vorrei osservare uno spazio verde e infinito sotto la pioggia battente.
Ma forse queste mura solide, lungo una stretta via cittadina, per quanto monotone e stanche sono più rassicuranti.

Fascino padano


Che non sia un trionfo di fascino e di raffinatezza è cosa nota. L’individuo padano in questione, infatti, non brilla per cultura, eleganza, sobrietà, classe e compostezza, e quindi è privo di doti che potrebbero bilanciare la sua inesistente prestanza fisica.
Alla ruspante festa della Lega, Calderoli ha poi offerto il meglio di sé anche nella scelta dell’abbigliamento, come si può notare guardando la foto. Ma guardandola con cautela, mi raccomando, specialmente se si è deboli di cuore e le coronarie non funzionano alla perfezione. :mrgreen:

Enigmatica immobilità


Talvolta, l’immobile calma dei laghi sembra celare un’enigmatica minaccia. Tanta tranquillità non può essere reale. Questo è il potente fascino che avvolge certi straordinari paesaggi: una solarità diffusa che però, repentinamente, può trasformarsi in tempesta o in un grigio soffocante. Il fascino dell’ignoto, dell’imprevedibile, dell’improvviso contrasto.

(In foto potete ammirare il Lago Trasimeno)

Un pensiero


Nel guardare questa foto, la domanda sorge spontanea: con che coraggio si può infierire su un animale del genere? Con che coraggio i cosiddetti cacciatori compiono ogni anno violente stragi massacrando queste bellezze della natura, colpevoli soltanto di essere troppo deboli per difendersi? Lo sappiamo, continuerà a succedere, purtroppo, perché noi esseri umani siamo fatti così: siamo capaci di atti inqualificabili.
Chi sono le vere bestie? Domanda retorica, scontata e probabilmente inutile. Ma ogni tanto vale la pena ripetersela.

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OLTRE IL CANCELLO

di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen
"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)

 

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"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)