Primo pomeriggio


Il primo pomeriggio è un momento di solitaria calma, un intervallo di pace in mezzo al clamore di giorni troppo caotici. Non si vive nel mondo, ma lo si osserva attraverso una finestra, lieti di attuare una momentanea distanza.
Il primo pomeriggio è un’oasi di libertà. Trascorre in fretta ma poi ritorna, luminoso come la prima volta.

10 Risposte a “Primo pomeriggio”


  1. 1 Daniele Verzetti, Rockpoeta 17 Aprile, 2008 alle 6:25 pm

    La luce del sole nella mia città manca
    E forse non solo lì.

    E’ davvero un bel micio quello con lo sguardo aperto e curioso sul futuro.

  2. 2 arabafenice 17 Aprile, 2008 alle 11:01 pm

    Adoro i gatti, adoro quell’effetto di luce, mi piacciono le finestre più che le porte finestre per poterci mettere una piantina sul davanzale, mi piace quello scialle sulla sedia.
    Se la selezione delle foto rispecchia il tuo carattere, capisco perché siamo spesso in sintonia.
    E poi - non ti ho mai detto - che ai tempi della scuola adoravo filosofia e l’idea di prendermi una laurea in filosofia ha fatto vacillare le mie intenzioni - ferme dai tempi della scuola elementare - di diventare un’ingegnere.
    La paura di non avere molti sbocchi lavorativi - soprattutto qui al Sud - ha fatto il resto, allora non potevo immaginare che ci sarebbe stata difficoltà anche per i richiestissimi ingegneri.
    ma non è un sogno a cui ho rinunciato definitivamente.

  3. 3 fatina 17 Aprile, 2008 alle 11:40 pm

    che meraviglia questo salottino…

  4. 4 romina2007 18 Aprile, 2008 alle 12:37 am

    Daniele@
    In questi giorni la luce manca anche qui. E adesso, a mezzanotte, sta piovendo.
    ________________________________________________________________________________

    Arabafenice@
    Se la selezione delle foto rispecchia il tuo carattere, capisco perché siamo spesso in sintonia.

    Eccome se lo rispecchia! :) Scelgo le foto che mi fanno sognare e in questo senso torno un po’ bambina, perché mi lascio andare alle fantasie che preferisco, e che sono sempre incentrate su case antiche, giardini, animali, vita in campagna.

    E poi - non ti ho mai detto - che ai tempi della scuola adoravo filosofia e l’idea di prendermi una laurea in filosofia ha fatto vacillare le mie intenzioni - ferme dai tempi della scuola elementare - di diventare un’ingegnere.

    Hai fatto benissimo a scegliere ingegneria, visto che eri attratta da questa disciplina fin dall’infanzia.
    La filosofia in effetti non offre molti sbocchi, ma come sai tutto dipende poi da una varietà di fattori che oltrepassano la materia in sé.

    Detto questo, capita spesso che vi siano ingegneri attratti dalla filosofia, che in realtà non è una disciplina umanistica come si tende spesso a pensare, ma è al confine tra il sapere prettamente umanistico e quello scientifico.
    La filosofia riflette su tutto, anche sulla scienza. La storia dello sviluppo delle idee scientifiche è poi molto importante nei nostri studi.
    Ad esempio, ecco alcuni temi del dottorato in Filosofia (università di Bologna) di due anni fa:

    “Scienza e conoscenza. Chiarire la distinzione fra i due concetti con esempi tratti dalla storia della filosofia della scienza e della teoria della conoscenza”

    “Filosofia, scienza e tecnica: il candidato esamini la questione proposta con uno o più esempi tratti dalla storia del pensiero occidentale”

    “Esperienza e formalizzazione matematico-geometrica”

    Hai visto? ;)

    Per quanto mi riguarda, io amo molto la storia della filosofia moderna (dal Quattrocento alla fine del Settecento), e l’Empirismo, lo Scetticismo, il Pragmatismo.
    Poi devo ammettere che in realtà, dopo il liceo, ero incerta fra Lettere e Filosofia, avendo avuto, fin dall’infanzia e ben prima degli studi liceali, una grande passione per la scrittura e la letteratura, tanto che la mia formazione di base è letteraria prima che filosofica.
    E Lettere resta il mio primo, grande amore, quello che non si scorda mai.

    Ecco, tutta questa filippica tanto per raccontare qualcosa in più di me. :) Mi ero resa conto che siamo spesso in sintonia, abbiamo molti punti in comune.

    E poi - non ti ho mai detto - che ai tempi della scuola adoravo filosofia…ma non è un sogno a cui ho rinunciato definitivamente.

    Credo che tu abbia la forma mentis adatta per studiare filosofia, perché tendi a sviscerare molto gli argomenti di cui si parla, cioè sei analitica, vai a fondo, non resti alla superficie delle cose.
    Ti auguro perciò di avere il tempo materiale per poter realizzare tutto ciò che desideri, perché è proprio il tempo che, purtroppo, spesso manca.

    _______________________________________________________________________

    Fatina@
    E’ vero, è proprio un bel salottino, sereno e tranquillo. ;) Un’oasi di pace.

  5. 5 arabafenice 18 Aprile, 2008 alle 2:36 pm

    Mi lusingano queste tue considerazioni, Romina. Ce la metto tutto per cercare di essere analitica quando penso alla realtà che mi circonda. Credo anche io che la scienza e la filosofia abbiano dei punti i comuni e siano anche complementari: dove non arriva l’una arriva l’altra. Apprezzo molto Luciano De Crescenzo che può vantare competenze in entrambe le discipline.
    Ricordo bene tutte le tematiche che avevano a che fare con la scienza.
    Ricordo le teorie metafisiche (anassagora o democrito? o entrambi?) che possono essere considerate anticipatrici delle moderne teorie atomistiche, la deduzione e l’induzione(un cigno è bianco…due sono cigni bianchi…n cigni sono bianchi… ;) sulle quali si fonda la scienza. E soprattutto le indagini sulle vie conoscenza (gnoseologia, vero?) e sul metodo scientifico (con Bacone?). Tutta l’elettronica digitale con la sua circuistica che si basa sull’utilizzo di porte AND e OR(”e” e “oppure” ;) e funzioni derivate si basa sulla logica delle preposizioni che ho studiato con Aristotele.
    Avevo una professoressa di storia e filosofia terribile. Una vita data all’insegnamento. Di cognome faceva Musolino ma noi la chiamavamo MUssolini per i metodi da vero despota.
    Pretendeva moltissimo, il che era un bene ma a volte, con i ritmi che ci imponeva, ci costringeva a trascurare le altre materie, suscitando le ire del prof. di matematica e fisica, un altro esigentone.
    Il suo metodo, che ci ha preparato ad affrontare il carico degli esami universitari, era questo: spiegava, spiegava, spiegava per settimane (senza interrogare), integrando il nostro Abbagnano con parti del REale-Antiseri e di altri testi (ricordo anche il Sini),anche universitari, e poi fissava i giorni di verifiche in cui a turno venivamo tutti interrogati.
    Aveva un prospetto con tutti i nostri nomi e tutti gli argomenti e segnava con X gli argomenti sui quali avevamo conferito. Fino alla fine dell’anno tutti avremmo dovuto conferire su tutti gli argomenti. Se qualcuno non aveva studiato gli metteva 2 e periodicamente lo interrogava sull’argomento mancante e gli metteva 2 finché non si fosse rassegnato a studiarlo.
    E poi le valutazioni! Per lei non esisteva dare il 6 “basta l’impegno”. Anche chi dimostrava di aver studiato restava sotto la sufficienza se non sapeva ragionare sulle implicazioni di ogni affermazione o se non sapeva esprimersi con un linguaggio specifico e preciso.
    Ci faceva vivere con il dizionario di filosofia e scienze umane alla mano.
    All’esame di maturità, grazie a lei, feci un figurone discutendo di Nietzche e tragedia greca, dei “Discorsi alla nazione tedesca” di Fichte (che mi aveva fatto leggere), della morale del servo e del padrone di Marx, del suo materialismo storico e del “la critica al materialismo storico” di Croce (anche questo me lo aveva fatto leggere).
    Era una prof insopportabile ma la ricordo con tanto affetto.
    Chissà, forse un giorno mi rimetterò a studiare filosofia. Adesso, la scelta più conveniente per me sarebbe - se proprio volessi rimettermi sui libri - una laure in ing. informatica. Mi convaliderebbero un sacco di esami (comuni) e ho acquisito delle certificazioni di informatica e compentenze sul lavoro e potrei farcela in poco tempo.
    Ma per ora preferisco non distogliermi dall’obiettivo principale di costruirmi una professione.

  6. 6 romina2007 18 Aprile, 2008 alle 7:01 pm

    Arabafenice@ la deduzione e l’induzione

    Musica per le mie orecchie! Mi viene subito in mente la distinzione humeana fra scienza e non-scienza: scienze dimostrative (regolate dal ragionamento deduttivo), scienze sperimentali (regolate dal ragionamento induttivo), probabilità.
    Lo scrivo perché ultimamente mi sono trovata a ripassare questi temi. :P

    E soprattutto le indagini sulle vie conoscenza (gnoseologia, vero?)

    Sì, cara, la gnoseologia è la teoria della conoscenza.

    Avevo una professoressa di storia e filosofia terribile. Una vita data all’insegnamento… spiegava, spiegava, spiegava per settimane (senza interrogare), integrando il nostro Abbagnano con parti del REale-Antiseri e di altri testi (ricordo anche il Sini),anche universitari, e poi fissava i giorni di verifiche in cui a turno venivamo tutti interrogati.

    Che strano! Il mio prof. di filosofia del I anno di liceo faceva altrettanto: le interrogazioni erano proprio una copia degli appelli universitari. Inoltre anche lui non faceva domande banali, ma ci costringeva a pensare, e a volte ci metteva in difficoltà.
    Prof. Tinè, nato in Sicilia, Generale della prestigiosa Accademia militare di Modena, violinista e appassionato di musica classica. Ecco, ci tengo a dirlo: un “signore”, un vero signore, e un uomo tutto d’un pezzo sotto ogni punto di vista. Non se ne trovano più, purtroppo. E’ deceduto lo scorso ottobre. Pensa che avrei voluto dedicargli persino un post, proprio su questo blog, perché la sua figura rappresenta un genere d’uomo praticamente ormai introvabile. :cry:

    Ma per ora preferisco non distogliermi dall’obiettivo principale di costruirmi una professione

    Sicuramente è la scelta migliore. :)

  7. 7 Sergio 18 Aprile, 2008 alle 9:49 pm

    ” Il primo pomeriggio è un momento di solitaria calma, … “.
    Molto vera questa tua osservazione. Io mi metto a leggere in poltrona (cosa c’è di più “solitario” della lettura?) … e quindi arriva la calma del … pisolino!

  8. 8 romina2007 18 Aprile, 2008 alle 9:53 pm

    …e così ti fai una bella ronfatina! :D
    Dopo ti senti meglio, fresco e riposato, e sei di nuovo pronto per i doveri della lunga giornata.

  9. 9 Lorenzo 21 Aprile, 2008 alle 3:31 pm

    Eh si… ma non tutti i giorni si può godere di questo tempo come si vorrebbe! :)

  10. 10 romina2007 21 Aprile, 2008 alle 11:30 pm

    Lo so, purtroppo. :cry:

    Ma immaginiamo che sia possibile. ;)

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