
Un giorno cupo. Un inverno inaspettato, nel pieno d’aprile, si è abbattuto oggi su questa città.
E sono uscita sotto il cielo scuro e triste per pensare. Per camminare sotto la pioggia leggera e osservare le strade non troppo affollate. A volte il sole accecante distrae, mentre quest’atmosfera grigia e spenta aiuta a riflettere, a concentrarsi, a leggere dentro di sé.
La pioggia ha rallentato i miei passi, ha dissipato certe ombre, ha cancellato alcuni ricordi. Aprile è un passaggio bizzarro, ombroso, forse insidioso. Aprile è il vento che conduce la mente lontano, verso strani orizzonti in cui splende l’arcobaleno.





Dicono sia colpa della … “Niña”!
… che non ha niente a che fare con la Pinta e con la santa maria !!!
Eheh! Chissà, tutto può essere.
Comunque queste giornate hanno per me un certo fascino.
Saranno anche giornate con “… un certo fascino”, però … rompono!
Sergio@
Questo è vero, però io mi sforzo di coglierne il lato poetico.
Aprile dolce dormire…