Via col vento

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Chi non ha mai visto questo film? Chi non conosce l’ormai mitico Via col vento? Un film bello e con ottimi attori, ma il libro di Margaret Mitchell da cui è tratto è un’altra cosa, decisamente. Un libro per svagarsi, magari anche per perdersi in qualche fantasia romantica - in fondo, cosa c’è di male? - ma non per questo disprezzabile.
Prima di tutto, a differenza del film, nel libro il rapporto tra l’intrepida, opportunista ed egocentrica Rossella O’Hara con l’avventuriero Rhett Butler è intenso, ricco di sfumature, di dialoghi accattivanti, di situazioni piacevoli e provocanti. In maniera particolare, poi, è la figura di Rhett a essere assai meglio delineata nel libro rispetto al film: opportunista, amante del lusso e della bella vita, a volte sbruffone, capace di guardare in faccia la realtà e di chiamare le cose con il loro nome, ma anche molto intelligente, acuto, simpatico, dotato di spirito cavalleresco. Un uomo che, nonostante i suoi difetti, è senz’altro meno duro di cuore rispetto a Rossella.

Rhett Butler è sinceramente innamorato di Rossella, ma nel contempo consapevole che costei, qualora lo sapesse, se ne approfitterebbe per sottometterlo e maltrattarlo. Da qui il suo corteggiamento fatto di malizia, di parole soffocate, di astuzie, di punzecchiature, tutto nel vano tentativo di farla capitolare. Scopriamo anche che Rhett fa da cavalier servente a Rossella in numerose occasioni, le presta persino il denaro per aprire la segheria ad Atlanta, l’accompagna per proteggerla quando, incinta del secondo marito Frank Kennedy, osa guidare il calessino da sola per occuparsi dei suoi affari. La incoraggia, la comprende, l’ammira per la sua abilità negli affari, pur essendo conscio del suo egoismo e della sua insensibilità. Tenero e cinico, realista e romantico, simpatico e sornione, Rhett Butler è in fondo capace di grande saggezza.
Il finale del libro, rispetto a quello del film, è più amaro, duro e ambiguo: Rhett è non solo stanco, ma completamente indifferente a sua moglie, e l’abbandona con convinzione.

Nel libro anche la figura di Melania Hamilton, l’odiata rivale di Rossella, appare più complessa e interessante rispetto a quella del film. Melania infatti è sì buona, dolce, femminile, altruista, ma nel contempo è anche una donna forte, pur nella sua timidezza, una donna coraggiosa che aiuta Rossella in molte occasioni, che diventa audace e attiva quando deve salvare le cose e le persone che ama, che costituisce addirittura un punto di riferimento essenziale per la nobiltà decaduta di Atlanta. Quando Melania muore, Rossella è disperata perché si accorge di aver perso non solo un’ottima amica, ma anche una persona forte sulla quale poter contare concretamente nei momenti di difficoltà.

Il libro è interessante anche perché descrive in maniera approfondita la mentalità degli uomini e delle donne del Sud, il loro fiero patriottismo, il loro atteggiamento nei confronti dei disprezzati vincitori della guerra civile, le distinzioni di classe, i rapporti a volte affettuosi con gli schiavi, i riti e i meccanismi che mantengono in vita l’equilibrio della loro civiltà ormai al tramonto. In tal senso il libro è un affresco utile anche per comprendere tanti dettagli riguardanti la guerra di secessione.
Un’opera per svagarsi, dunque, ma anche caratterizzata da buoni contenuti. Un’opera che mostra come non esista mai una netta distinzione fra il bene e il male, fra i buoni e i cattivi, fra il giusto e l’ingiusto; un’opera che mostra, una volta di più, i tanti compromessi che occorre accettare per poter sopravvivere e la necessità di adattarsi al mutevole divenire delle cose. La necessità, a volte anche crudele ma ineludibile, di “crescere” e di abbandonare gli ideali dell’adolescenza. Perché chi non sa reagire ai cambiamenti, chi resta inerte e legato ai ricordi di un passato che non potrà mai più tornare, è fatalmente destinato al fallimento. E per vivere e trionfare sulla morte e sull’orrore occorre “sporcarsi” con tutti gli aspetti della realtà.
Un libro che, al di là di tutto, è un inno alla vita, un invito all’ottimismo, alla speranza e all’apertura nei confronti del futuro, secondo il più autentico spirito americano.
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4 Risposte a “Via col vento”


  1. 1 fatina 30 Marzo, 2008 alle 3:16 pm

    molto bello qua!!! avevo letto una descrizione che facevi di un momento della natura ma non la ritrovo!! sigh!

  2. 2 romina2007 30 Marzo, 2008 alle 5:51 pm

    Ciao Fatina! :)
    Ti riferisci forse a “Il giardino dei sogni“? Lo chiedo perché hai lasciato un commento anche lì.

    I post sulla natura sono alle categorie frammenti, fantasie, paesaggi.

  3. 3 fatina 30 Marzo, 2008 alle 8:08 pm

    no cara era un altro post mi pare che parlasse di autunno…c’era una frase molto evocativa non l’ho pià trovato..sigh

  4. 4 romina2007 30 Marzo, 2008 alle 10:37 pm

    Ho scritto molti post sull’autunno, soprattutto a settembre, ottobre e novembre.
    Ma ce ne sono anche di recenti, risalenti a febbraio e marzo. Non so dove indirizzarti perché sono parecchi. :|

    Le categorie sono frammenti e fantasie, ma anche stagioni.

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"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

 

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