
Lungo il viale soltanto la voce del vento, e la malinconica compagnia dei pensieri. L’oscurità non mi travolge, ma protegge quest’incerto cammino. Mancano pochi passi per varcare quel cancello, poca fatica mi attende ancora.
Eppure non oso. Un’indescrivibile spossatezza e un atroce senso di disgusto mi pervadono interamente, senza darmi pace.
Vorrei non sentire, non vedere, non sapere. Vorrei non dover aprire quel cancello, vorrei che il cammino s’interrompesse. Solo le foglie morte, accarezzate dal vento autunnale, m’infondono un lieve senso di pace; solo le foglie morte comprendono questo dolore.
In fondo al viale, oltre l’oscurità degli alberi, filtra una luce. Per conoscerne il caldo splendore o il possibile squallore, occorre varcare quel cancello e camminare senza indugio. Ma le forze sono scomparse, mentre spossatezza e disgusto non vogliono andarsene.
Trascorrerà allora il tempo in questa vuota attesa e cadranno altre foglie, amaro pianto degli alberi, tristi e immobili, sotto l’ansioso cielo d’autunno.
Il cancello d’autunno
Pubblicato 6 Febbraio, 2008 fantasieTags: autunno, foglie, pensieri, sensazioni





FANTASTICA!! Scrivi troppo bene sei emozionante. Si può interpretare il post in tanti modi.
Mi associo a Sandra. Uno dei più bei post che hai scritto, anche se malinconico. Rappresenta magnificamente il trovarsi in un momento cruciale, forse decisivo, quando si è troppo stanchi per provare interesse.
Solo le persone in gamba, “vere” e forti ammettono la propria, momentanea fragilità.
Concordo con Carlo nel dire che solo le persone forti sanno ammettere i momenti di debolezza o di difficoltà. Solo il forte si fa umile.
Si, molto bello… mi sono emozionato nel leggerlo…
Grazie a tutti!
wow,mi è venuta la pelle d’oca…fa davvero emozionare e riflettere…adoro le letture nostalgiche e malinconiche un tantino tristi…sei in gamba;)
Ciao, Ofelia, e grazie mille!