
Un colore intenso e vivace, simbolo di una stagione allegra e spensierata. Un colore che cancella ogni pensiero cupo, e che infonde ottimismo e gioia di vivere.
La primavera si avvicina e con essa il desiderio di dimenticare la cieca violenza del gelo invernale; la primavera si avvicina e con essa la consapevolezza che il grigio profondo di questi lunghi mesi è solo un passaggio verso il sole.
La primavera nell’anima: arriva con le prime nuvole bianche nel volubile cielo di marzo, e sboccia timida e silenziosa, proprio come le viole.
Archivia per Febbraio 2008
Un paesaggio di montagna
Pubblicato 25 Febbraio, 2008 paesaggi 2 CommentiTags: autunno, montagna, natura, verde

Una bellissima immagine della Val di Gresta, in Trentino, all’inizio dell’autunno. Dedicata a tutti gli amanti della montagna, della natura e dei bei paesaggi.
In questa foto possiamo ammirare un inizio d’autunno colmo di gioia e di luminosità, sfolgorante di luce, di verde e d’azzurro. Un inno alla serenità, nonostante stia cominciando la più malinconica, enigmatica e struggente stagione dell’anno.
La casa e l’autunno
Pubblicato 23 Febbraio, 2008 fantasie 2 CommentiTags: autunno, casa, colori, foglie, freddo

Una dimora appartata e i colori dell’autunno. Un senso di calore e di protezione, e il fascino timido e remoto di una decorosa solitudine. Un luogo in cui ritirarsi per pensare, per abbandonare il frastuono del mondo, per ritrovare la solenne dignità del silenzio.
Un luogo in cui difendersi dal freddo, dal gelo incombente, dalle presenze moleste. Un luogo ai margini del tempo e dello spazio, alla fine di un sentiero stretto e tortuoso.
Un luogo in cui, dopo la pioggia, il rosso delle foglie si farà più intenso e il tramonto sarà privo di dolore.
Fiori e desideri
Pubblicato 21 Febbraio, 2008 fantasie 7 CommentiTags: colori, desideri, fiori, primavera
Viaggio all’italiana
Pubblicato 18 Febbraio, 2008 esperienze 3 CommentiTags: contrattempo, freddo, treno, viaggio

Piccola odissea da pendolare. Questa mattina sono andata a Bologna. Al ritorno ho preso il treno al binario 2 ovest, e, quando sono salita, con un certo disappunto mi sono subito accorta che c’era un solo vagone riscaldato, ovviamente tutto pieno, mentre gli altri erano quasi vuoti e gelidi. ![]()
Dove potevo dunque finire io, parente stretta di Fantozzi? In un vagone gelido. Da notare che a Bologna la temperatura era -4. Nonostante fossi vestita con colbacco incorporato, giaccone di montone, guanti e sciarpona, starmene seduta al freddo non è stata un’esperienza felice. ![]()
Ma Romina-Fantozzi poteva forse sperare che il disagio sarebbe stato soltanto questo? Certo che no! Dopo Anzola Emilia, il treno si è improvvisamente fermato. Intontita dal freddo e sforzandomi di conservare un po’ d’ottimismo, ho pensato che dovesse dare una precedenza a qualche Eurostar. Ma, passati altri due treni, noi siamo rimasti fermi e il mio ottimismo è svanito come neve al sole. Dopo ben quaranta minuti d’immobilità totale in quella mezza steppa, è passato il macchinista ad avvertirci che la linea aveva alcuni problemi e che sarebbe giunto un rimorchio.
Siamo così ripartiti e, con un rumore abbastanza preoccupante, anche il riscaldamento è finalmente entrato in funzione da una grata posta in alto. Ma pensate forse che emanasse aria calda? No, non bisogna avere queste assurde pretese: perché mai un riscaldamento dovrebbe addirittura riscaldare?
Avvicinando infatti la mia manina priva di guanto alla grata suddetta, ho appurato che stava uscendo aria fredda e, assieme ad essa, un odore ben poco piacevole di polvere bruciata.
Naturalmente, a felice coronamento di questo piccolo viaggio in stile fantozziano, l’aria è diventata calda proprio alla fine, quando sono giunta a destinazione.
Frammento di primavera
Pubblicato 17 Febbraio, 2008 frammenti 2 CommentiTags: alberi, campi, fiori, siepi
Eccolo: è Dio
Pubblicato 14 Febbraio, 2008 discorsi frivoli 10 CommentiTags: sciocchezze, pazzia, truffatore

Ebbene sì: finalmente nessuno potrà mai più avere dubbi. Mai più tormenti interiori, mai più scetticismi, mai più sofferenze dell’anima! Adesso abbiamo una certezza, qualcosa di tangibile e di concreto, qualcosa della cui esistenza non potremo più dubitare.
Il Divino Otelma, infatti, noto mago dotato di poteri miracolosi
e mistico fondatore dell’Ordine Teurgico di Elios e della Chiesa dei Viventi, ha stabilito un dogma di cui molti - per fortuna - non sono ancora a conoscenza: si è autoproclamato Dio, un Dio più volte reincarnato sulla Terra anche come sacerdote romano custode dei Libri sibillini, sacerdote in Atlantide, faraone-donna in Egitto. Ora ci ha fatto l’inaspettata grazia di giungere tra noi, che l’attendevamo con ansia, per assicurarci la felicità nella vita presente e nelle prossime reincarnazioni.
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Un solo cruccio divora l’anima di Dio-Otelma: il Papa. Eh sì, perché il Papa ha il vezzo di dichiararsi vicario di Dio in Terra, ma Otelma ha pubblicamente affermato che, se il Papa fosse davvero ciò che sostiene di essere, lui, in quanto Dio, lo saprebbe. E invece non lo sa. ![]()
A parte ciò, siamo contenti perché abbiamo finalmente visto Dio in carne ed ossa, e l’abbiamo ammirato addirittura in televisione ospitato da uomini di autentica fede come Maurizio Costanzo e Bruno Vespa. Chissà perché sorge in noi il pensiero, forse vagamente malizioso, che, dopo aver visto questo Dio, tutti diventeranno atei.
E dopo questo post impegnato e di notevole spessore, prometto che mi farò perdonare con le immagini di tanti bei paesaggi e con i miei soliti discorsi poetici, in linea con lo spirito del blog.

Camminare lentamente, accompagnati da pensieri lievi, e non avvertire altro se non il profumo delle rose, dolce ma intenso. Lasciar trascorrere il tempo dimenticando cose e persone, e fermarsi a guardare i petali che silenziosamente cadono ad accompagnare il cammino.
Un’eterna primavera in questo spazio d’ombra e di luce.
Pensieri di primavera
Pubblicato 11 Febbraio, 2008 fantasie 3 CommentiTags: bellezza, fiori, natura, primavera, sole

La bellezza della primavera, quando è possibile ammirarla in tutto il suo splendore, è incantevole e modesta al tempo stesso. Una bellezza fatta di piccole cose: di prati verdi tornati alla vita, di fiori che sbocciano a salutare il sole, di cieli azzurri percorsi da nubi maliziose e irrequiete.
La primavera non è arrogante e neppure vanitosa; silenziosamente s’insinua ad accarezzare strade e campagne, silenziosamente accompagna il nostro cammino. Poi, senza lottare, cede il passo alla prepotente invadenza dell’estate, e scompare soffocata da un’aria troppo greve, impietosa nei confronti della sua infinita delicatezza.







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