
Quali pensieri suscita un’immagine del genere? La risposta è sempre soggettiva, dipende dalla personalità di ciascuno. Io amo molto soffermarmi a guardare attentamente quelle case che, per qualsiasi motivo, colpiscono la mia attenzione. O meglio: amo andare alla ricerca di belle case indipendenti e osservarle, e penso che ciò dipenda da un mio acuto e talvolta disperato bisogno di stabilità, di punti di riferimento forti, di qualcosa di solido cui aggrapparmi.
Così accade che le grandi case antiche, dotate di spesse mura, esercitino su di me un fascino particolare, una sorta di malìa, e siano uno spettacolo dal quale difficilmente riesco a staccare gli occhi.
E se potessi trovarmi ora dietro a quella finestra, mi sentirei sicura, forte e protetta. Non avrei timore delle tenebre né dell’ignoto davanti a me; e i giorni di freddo e di pioggia sarebbero accolti con piacere, come brevi intermezzi a spezzare la serena monotonia di un cielo sempre azzurro.





Io provo particolare godimento nel vedere e nell’immaginarmi dentro quelle soffitte polverose e piene di cianfrusaglie, rigorosamente povere di luce esterna.
Mmh…Moticanus, hai una “zona oscura” dentro di te, che contrasta con la tua vulcanica tendenza a scherzare.

Forse hai anche dei momenti di acuta malinconia, ma non voglio spingermi a presumere troppo. Perciò non volermene.
Nessuna presunzione fuori luogo. Quello che hai colto è pura realtà!
Grazie per essere stato sincero.
Non tutti avrebbero risposto come te.
A volte, poi, il riso e lo scherzo servono per celare altri sentimenti, per esempio proprio la malinconia.
Anche a me da senso di sicurezza e protezione. In più mi fa pensare a quelle finestre dove, nelle favole, le principesse attendono i loro principi col cuore ansioso di riabbracciarli, mirando l’orizzonte ed il cielo azzurro.
…sì, e magari queste principesse hanno la treccia lunga lunga, che giunge fino al suolo…