
Vi piacciono i tre porcellini?
Sono famosi e anche simpatici, questi tre maialetti, e sono uno spunto per una narrazione decisamente frivola.
Molti anni fa, in una trasmissione bolognese di una rete televisiva privata, compariva l’originale pubblicità di una ditta di salumi, che costituiva poi lo sponsor della trasmissione stessa. Ebbene, nessuna pubblicità mi ha mai colpita così tanto, perché era davvero strana, per usare un eufemismo: un lupo si travestiva da porcellino pur di entrare al macello, farsi squartare allegramente e poi diventare una gustosa mortadella.
Un lupo felice di farsi ammazzare, insomma, purché a decretarne la misera fine fosse la ditta di salumi sopra citata.
Ma non è tutto qui. Le graziose immagini di questo spot molto emiliano erano accompagnate da una canzoncina, la cui musica era proprio quella dei Tre piccoli porcellini, ma il cui testo era stato scritto in funzione dello spot. Ne ricordo ancora a memoria qualche strofa (e mentre leggete pensate alla musica che vi ho detto): anche il lupo vuole andar (cuccù), mortadella diventar (cuccù), ma sull’uscio stan proprio lì a guardar tre terribili guardian! Te lo agguantan per il collo: “Giù la maschera, fellon! Qui da noi può solo entrare roba eccezional!”. “Lo controllo ancora un po’ (cuccù), un maiale non sei no!(cuccù). Sei soltanto un gran falsificator, qui non entri nossignor!!” Cuccù, cuccù…
E via così con i cuccù a ripetizione.
Cosa non si è disposti a inventare pur di farsi pubblicità! Come si comprende dal testo della canzoncina, il nobile desiderio del lupo non si realizzò, perché i guardiani della ditta gli vietarono l’ingresso, accorgendosi che non si trattava di un autentico suino. Morale: la ditta macellava soltanto maiali D.O.C e di prima qualità.
Fine di questo post significativo e profondo.





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