
Non so perché, ma talvolta mi capita di provare un improvviso moto di paura, quasi di terrore, di fronte a certi paesaggi.
Non sto scherzando, sono seria. Chi legge assiduamente questo blog sa che ho scritto numerosi post, spesso anche “poetici”, sulla bellezza dell’autunno, e che mi sono soffermata molte volte sulle stagioni in generale, lasciando emergere il mio amore nei confronti della natura.
Però talvolta reagisco in modo strano di fronte a certi spettacoli di essa: mi assale un improvviso sgomento, m’invade un inspiegabile senso di morte, avverto la mia inesorabile piccolezza nei confronti di quanto mi circonda. E ciò che è bello si trasforma allora, per me, in qualcosa di abnorme, minaccioso, nemico: il doppio volto della bellezza, la meraviglia che cela un pericoloso abisso.
Ecco, anche di fronte a quest’immagine mi assale il panico, mi sento persa, mi sembra di cogliere una minaccia nascosta dietro una superficie apparentemente quieta. E persino ora, mentre mi sforzo di guardarla serenamente, non posso allontanare da me un moto di profonda inquietudine.





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