
Avrei voluto scrivere la morale di Biancaneve, ma sul mio libro di favole non c’è. Ripiego allora su quella di Barbablù, una fiaba forse meno conosciuta di altre, ma comunque abbastanza nota.
Barbablù è un inquietante signore molto ricco, dotato di un’enorme barba turchina. Dopo essersi sposato numerose volte, riesce a contrarre un nuovo matrimonio con una ragazza in attesa di marito.
Costei, una volta coniugata, nonostante il divieto di Barbablù di aprire la porta della cantina del palazzo in cui risiedono, disobbedisce e giunge a scoprire qui un terribile segreto: i cadaveri delle precedenti mogli del suo poco amabile consorte.
Ecco allora la morale della favola:
Un brutto vizio la curiosità:
fonte di guai, sorgente di ogni calamità.
Mille esempi ne corron fra la gente.
Una passione sciocca, inutile e triviale,
che, soddisfatta, non produce mai niente,
e costa spesso più di quel che vale.
(la bella immagine è tratta dal sito: http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/perrault/barbablu.htm





In questo caso, più che la “curiosità”, il brutto “vizio” penso sia quello di ammazzare le mogli! O no?
Su questo non ci sono dubbi, visto che il soggetto in questione ne ha accoppate parecchie.
Però sul mio libro c’era scritto così e io ho copiato pedissequamente.
Avrei voluto scrivere la morale di Biancaneve, ma non l’ho trovata.
La curiosità stà alla base della creatività! Nella vita bisogna sempre guardarsi intorno e valutare opportunamente sulle scelte da compiere di volta in volta; Qualcuno dice che la curiosità è femmina, ma è un luogo comune! La curiosità è dell’individuo e procura a chi la coltiva in modo sano ed equilibrato, quella sensazione di benessere tipica di chi si sente vivo, attivo, utile.
Questa è la mia concezione, ma sicuramente ci sono al mondo altre concezioni, compresa quella legata al vizio; Bisogna però fare sempre delle scelte….. Ciao!!!!