
Ammetto di non averla mai amata troppo, neppure durante l’infanzia. Sì, mi piaceva, ma le mie favole preferite erano Il Gatto con gli stivali, >La bella addormentata nel bosco e La bella e la bestia. Forse quest’ultima è la fiaba che ho amato al di sopra di ogni altra, quella che mi ha commosso e che mi è entrata nel cuore.
Però Cappuccetto Rosso è assai nota e quindi trascrivo volentieri la sua morale, tratta dal mio solito libro di favole, quello che cito spesso. Una morale interessante, non c’è che dire.
La novella dimostra chiaramente:
che i fanciulli, e in specie le bambine,
belle, vispe e carine,
hanno torto a dar retta a ogni sorta di gente.
Così accade tuttora
che il lupo tante e tante ne divora.
State attente, ragazze,
ci son dei lupi di tutte le razze.
Ne conosco di quelli sì discreti,
docili, compiacenti, mansueti,
che senza esprimer nulla,
sperando pur di farla persuasa,
danno la caccia a una bella fanciulla.
In piazza, alla finestra, in chiesa, in casa.
Garbati in vista, onesti e graziosi
son quelli i lupi più pericolosi.
Non male come morale, vero?
(la foto di Cappuccetto Rosso è tratta dal sito:
http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/grimm/cappuccettorosso.htm





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