
Fa ancora caldo, ma siamo alla fine d’agosto. Sembra impossibile, ma fra non molto tempo avremo l’opportunità di ammirare paesaggi come questo.
La magia dell’autunno è indescrivibile. Si potrebbero riempire intere pagine senza riuscire ad afferrare completamente il profondo, dolcissimo senso di struggimento che questa splendida stagione reca con sé.
Vale la pena nascere e sopportare la vita solo per poter ammirare lo spettacolo dell’autunno. Più che una stagione è un’incantevole, delicata e malinconica poesia del paesaggio.
Archivia per Agosto 2007
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Si sa, ognuno ha il proprio carattere e anche le proprie stravaganze. Mio padre non sopporta i Testimoni di Geova, quelli che ti fermano mentre cammini pacifico in mezzo alla strada o stai correndo per impegni improrogabili, e attaccano lunghi discorsi allo scopo di convertirti.
Ogni volta che incontra costoro, mio padre si trasforma, perde la consueta calma e non ha alcuna pietà. Proprio questa mattina, mentre passeggiava quietamente in centro, desideroso di un po’ di pace dal momento che è domenica, è stato fermato da due donne, appunto Testimoni di Geova, che hanno cominciato a catechizzarlo.
Solitamente mio padre interrompe subito questi lunghi discorsi con qualche battuta velenosa, ma oggi era in vena di esibirsi in una gag, e quindi si è divertito a lasciarle parlare. Astutamente, ha finto di essere molto interessato al Verbo di Geova, e ha avuto così la pazienza di ascoltare fino alla fine, pregustando il momento in cui si sarebbe vendicato.
Finita la filippica, mio padre ha detto: “Sì, è tutto giusto quello che raccontate. Però c’è un problema: io non posso convertirmi perché sono il nipote del Messia!”. Sconcertate da quest’affermazione folle, le due hanno risposto: “Ma quale Messia intende?”. E mio padre: “Adolf Hitler!”. ![]()
Ovviamente le due si sono allontanate con grande rapidità. ![]()

In alcuni film dell’orrore, specialmente in quelli mediocri, c’è una scena che si ripete costantemente: il protagonista che vaga terrorizzato in una casa buia.
In primo luogo, la musica in sottofondo è sempre inquietante e insistente, e accompagna tutto il tour del soggetto o individuo o pirla (tanto è la stessa cosa) che, chissà per quali reconditi motivi, entra nella casa buia e minacciosa. Ma perché la casa è buia? Talvolta la luce non funziona a causa di qualche guasto, ma altre volte è il pirla di turno che non l’accende. Gli interruttori sono lì, a portata di mano, ma lui non se ne serve. ![]()
Potrebbe forse la casa buia essere piccola? Potrebbe forse trattarsi di un monolocale o bilocale? No! Che gusto ci sarebbe? In genere la casa buia in cui il pirla della situazione entra è grande, grandissima, piena di lunghi corridoi e di porte chiuse.
Varcata poi la soglia della dimora, il pirla ha lo sguardo giustamente terrorizzato: e chi non l’avrebbe con quella musica in sottofondo? Pur essendo terrorizzato, però, il pirla non demorde, prosegue lungo il corridoio e, nonostante rumori e scricchiolii, nonostante le numerose porte che potrebbero aprirsi improvvisamente e rivelare la presenza dell’assassino ivi appostato, avanza nel buio guardandosi intorno con aria furtiva, avanza pur sapendo che probabilmente in quella magione si nasconde qualcuno intenzionato ad accopparlo. ![]()
Ora, bisogna ammettere che, in simili circostanze, una persona mediamente razionale tende a darsela a gambe preferibilmente con moto accelerato. Ma nel film no, nel film il pirla sa che verrà accoppato proprio in quella casa, ma entra e corre fra le braccia del malintenzionato.
Naturalmente non si accontenta di fare una breve visita e di scappar via; no, il pirla si mette a girare in lungo e in largo tutta la casa, meticolosamente, esplorando addirittura le cantine e i solai, proprio per dare l’opportunità all’assassino di non mancare il bersaglio.
Ma perché il pirla della situazione non si accoppa direttamente da solo, nel corridoio della casa buia, e così ci risparmia l’inutile attesa e il solito copione?
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Negli Stati Uniti, fra gli anni ‘50 e ‘60, fu un’autentica leggenda. Versatile, sicuro di sé, bravo intrattenitore, abile a mescolare stili e generi diversi, dotato di una voce davvero bella, autore di canzoni e anche musicista: il suo nome d’arte era Bobby Darin.
D’origine italiana e di famiglia molto povera, durante l’infanzia ebbe seri problemi di salute. Una febbre reumatica, infatti, gli causò danni gravi e permanenti al cuore, tanto che morì ad appena trentasette anni.
Qui sotto lo potete ascoltare in Beyond the sea.
E qui nella famosissima Mack the knife

Scendere lungo una bella scalinata, e trovare fiori e prati a rallegrare il cammino. Inoltrarsi nel bosco tutt’intorno per poi riemergerne improvvisamente.
Sedersi ad aspettare senza che l’attesa sia vana, senza che sia un inutile trascorrere di oziosi minuti identici a se stessi. Sapere che, nel tardo pomeriggio, una voce spezzerà l’incanto del silenzio.
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(questo post risale allo scorso giugno: lo ripubblico oggi perché tre persone mi hanno chiesto di farlo)

Questo video su Candy e Terence è davvero un piccolo pezzo di bravura, almeno a mio avviso. Non è stato elaborato unendo parti dell’anime, ma attraverso immagini e disegni dei due protagonisti su sfondi bellissimi, colmi di fiori e di colori molto intensi.
Gioite, o fans, di fronte alla sublime visione!
Palabras de Terrence para Candy

Del tutto casualmente, e con enorme stupore, ho trovato un video che presenta una versione…ehm, come dire…un po’ particolare, cioè approfondita, dei rapporti fra la bionda eroina Candy e il bellissimo Duca Terence Grandchester.
Ecco qui il video, per la gioia delle fans che sono davvero tantissime. La canzone in sottofondo s’intitola Hazme sentir
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Cosa fareste se vi toccasse in sorte di vincere parecchi milioni al Superenalotto?
Fuggireste lontano? Ammazzereste vostra suocera e la seppellireste in giardino, sotto al vostro bel gazebo?
Vi dareste all’ippica? Comprereste una villa situata sulla sommità di una roccia a picco sul mare? Acquistereste il castello di Dracula? Trascorrereste le vacanze in un comodo e fresco igloo oltre il circolo polare artico?
Fareste il giro del mondo su monopattino? Lancereste tutti i vostri vecchi capi d’abbigliamento dall’alto del Duomo della vostra città? Vi dedichereste ad insultare in mezzo ad una piazza e con il megafono il vostro capufficio?
Invitereste a cena la ragazza che vi ha fatto tanto soffrire e che vi ha mollato perché non eravate brillanti e benestanti, per poi abbandonarla, dopo il lauto pasto, lungo la tangenziale, ovviamente deridendola a sazietà e mostrandole il vostro nuovo portafoglio a organetto? ![]()
Un post profondo, non c’è che dire. Ma dovete scusarmi, il caldo dell’estate dà alla testa. E poi, ogni tanto, per divertirsi occorre scrivere qualche sana sciocchezza.






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