
Fa ancora caldo, ma siamo alla fine d’agosto. Sembra impossibile, ma fra non molto tempo avremo l’opportunità di ammirare paesaggi come questo.
La magia dell’autunno è indescrivibile. Si potrebbero riempire intere pagine senza riuscire ad afferrare completamente il profondo, dolcissimo senso di struggimento che questa splendida stagione reca con sé.
Vale la pena nascere e sopportare la vita solo per poter ammirare lo spettacolo dell’autunno. Più che una stagione è un’incantevole, delicata e malinconica poesia del paesaggio.
Archivio per Agosto 2007
Una risposta sconcertante
Pubblicato 26 Agosto, 2007 frivolezze e trastulli 2 CommentiTags: amenità, assurdità, follia, gag, Geova, stravaganze, testimoni
![]()
Si sa, ognuno ha il proprio carattere e anche le proprie stravaganze. Mio padre non sopporta i testimoni di Geova, quelli che ti fermano mentre cammini pacifico in mezzo alla strada o stai correndo per impegni improrogabili, e attaccano lunghi discorsi allo scopo di convertirti.
Ogni volta che incontra costoro, mio padre si trasforma, perde la consueta calma e non ha alcuna pietà. Proprio questa mattina, mentre passeggiava quietamente in centro, desideroso di un po’ di pace dal momento che è domenica, è stato fermato da due donne che hanno cominciato a catechizzarlo.
Solitamente mio padre interrompe subito questi lunghi discorsi con qualche battuta velenosa, ma oggi era in vena di esibirsi in una gag e quindi si è divertito a lasciarle parlare. Astutamente, ha finto di essere molto interessato al Verbo di Geova, e ha avuto così la pazienza di ascoltare fino alla fine, pregustando il momento in cui si sarebbe vendicato.
Finita la filippica, mio padre ha detto:
-Sì, è tutto giusto quello che raccontate. Però c’è un problema: io non posso convertirmi perché sono il nipote del Messia!
Sconcertate da quest’affermazione folle, le due hanno risposto:
- Ma quale Messia intende?
E mio padre:
- Adolf Hitler!”.
Scene…inquietanti
Pubblicato 24 Agosto, 2007 frivolezze e trastulli 6 CommentiTags: amenità, film, orrore, pirla, sciocchezze, stupidità

In alcuni film dell’orrore, specialmente in quelli mediocri, c’è una scena che si ripete costantemente: il protagonista che vaga terrorizzato in una casa buia.
In primo luogo, la musica in sottofondo è sempre inquietante e insistente, e accompagna tutto il tour del soggetto o individuo o pirla (tanto è la stessa cosa) che, chissà per quali reconditi motivi, entra nella casa buia e minacciosa. Ma perché la casa è buia? Talvolta la luce non funziona a causa di qualche guasto, ma altre volte è il pirla di turno che non l’accende: gli interruttori sono lì, a portata di mano, ma lui non se ne serve.
Potrebbe forse la casa buia essere piccola? Potrebbe forse trattarsi di un monolocale o bilocale? No! Che gusto ci sarebbe? In genere la casa buia in cui il pirla della situazione entra è grande, grandissima, piena di lunghi corridoi e di porte chiuse.
Varcata poi la soglia della dimora, il pirla ha lo sguardo giustamente terrorizzato: e chi non l’avrebbe con quella musica in sottofondo? Pur essendo terrorizzato, però, il pirla non demorde, prosegue lungo il corridoio e, nonostante rumori e scricchiolii, nonostante le numerose porte che potrebbero aprirsi improvvisamente e rivelare la presenza dell’assassino ivi appostato, avanza nel buio guardandosi intorno con aria furtiva, avanza pur sapendo che probabilmente in quella magione si nasconde qualcuno intenzionato ad accopparlo.
Ora, bisogna ammettere che, in simili circostanze, una persona mediamente razionale tende a darsela a gambe preferibilmente con moto accelerato. Ma nel film no, nel film il pirla sa che verrà accoppato proprio in quella casa, ma entra e corre fra le braccia del malintenzionato.
Naturalmente non si accontenta di fare una breve visita e di scappar via; no, il pirla si mette a girare in lungo e in largo tutta la casa, meticolosamente, esplorando addirittura le cantine e i solai, proprio per dare l’opportunità all’assassino di non mancare il bersaglio.
Ma perché il pirla della situazione non si accoppa direttamente da solo, nel corridoio della casa buia, e così ci risparmia l’inutile attesa e il solito copione?
![]()
Negli Stati Uniti, fra gli anni ‘50 e ‘60, fu un’autentica leggenda. Versatile, sicuro di sé, bravo intrattenitore, abile a mescolare stili e generi diversi, dotato di una voce davvero bella, autore di canzoni e anche musicista: il suo nome d’arte era Bobby Darin.
D’origine italiana e di famiglia molto povera, durante l’infanzia ebbe seri problemi di salute. Una febbre reumatica, infatti, gli causò danni gravi e permanenti al cuore, tanto che morì ad appena trentasette anni.
Qui sotto lo potete ascoltare in Beyond the sea.
E qui nella famosissima Mack the knife

Scendere lungo una bella scalinata, e trovare fiori e prati a rallegrare il cammino. Inoltrarsi nel bosco tutt’intorno per poi riemergerne improvvisamente.
Sedersi ad aspettare senza che l’attesa sia vana, senza che sia un inutile trascorrere di oziosi minuti identici a se stessi. Sapere che, nel tardo pomeriggio, una voce spezzerà l’incanto del silenzio.
___________________
(questo post risale allo scorso giugno: lo ripubblico oggi perché tre persone mi hanno chiesto di farlo)

Questo video su Candy e Terence è davvero un piccolo pezzo di bravura, almeno a mio avviso. Non è stato elaborato unendo parti dell’anime, ma attraverso immagini e disegni dei due protagonisti su sfondi bellissimi, colmi di fiori e di colori molto intensi.
Gioite, o fans, di fronte alla sublime visione!
Palabras de Terrence para Candy

Del tutto casualmente, e con enorme stupore, ho trovato un video che presenta una versione…ehm, come dire…un po’ particolare, cioè approfondita, dei rapporti fra la bionda eroina Candy e il bellissimo Duca Terence Grandchester.
Ecco qui il video, per la gioia delle fans che sono davvero tantissime. La canzone in sottofondo s’intitola Hazme sentir
Domande
Pubblicato 8 Agosto, 2007 frivolezze e trastulli 4 CommentiTags: amenità, assurdità, follie, risate, sciocchezze
![]()
Cosa fareste se vi toccasse in sorte di vincere parecchi milioni al Superenalotto?
Fuggireste lontano? Ammazzereste vostra suocera e la seppellireste in giardino, sotto al vostro bel gazebo?
Vi dareste all’ippica? Comprereste una villa situata sulla sommità di una roccia a picco sul mare? Acquistereste il castello di Dracula? Trascorrereste le vacanze in un comodo e fresco igloo oltre il circolo polare artico?
Fareste il giro del mondo su monopattino? Lancereste tutti i vostri vecchi capi d’abbigliamento dall’alto del Duomo della vostra città? Vi dedichereste a insultare in mezzo a una piazza e con il megafono il vostro capufficio?
Invitereste a cena la ragazza che vi ha fatto tanto soffrire e che vi ha mollato perché non eravate brillanti e benestanti, per poi abbandonarla, dopo il lauto pasto, lungo la tangenziale, ovviamente deridendola a sazietà e mostrandole il vostro nuovo portafoglio a organetto?






Commenti Recenti