
Una favola che ho sempre amato moltissimo, oltre al Gatto con gli stivali, è La bella addormentata nel bosco.
Anche in questo caso, come ho fatto nel post precedente, trascrivo la morale della fiaba tratta dal mio bel libro:
“Aspettare un bel pezzo a trovarsi un marito
ricco, amoroso, bello e istruito,
è una cosa naturale certamente.
Ma aspettarlo cent’anni in un sonno profondo!…
Quante donne si possono contare a questo mondo
capaci di dormire così tranquillamente?
Forse anche la novella porta la prova piena
che è inutile la fretta:
più gradito riesce quello che più si aspetta;
c’è sempre tempo a mettersi al collo una catena!
Ma le femmine aspirano così presto a dar saggio
di fede coniugale
ch’io non ho più la forza né il coraggio
di predicar a lor questa morale”.
Apprezzabile e assai saggia l’idea secondo la quale “è inutile la fretta”. Aggiungo volentieri che non soltanto è inutile, ma addirittura controproducente e spesso causa di gravi e dolorosi errori. Anche le favole possono insegnarci qualcosa.











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