Archivia per Giugno 2007



La morale della Bella addormentata


Una favola che ho sempre amato moltissimo, oltre al Gatto con gli stivali, è La bella addormentata nel bosco.
Anche in questo caso, come ho fatto nel post precedente, trascrivo la morale della fiaba tratta dal mio bel libro:
“Aspettare un bel pezzo a trovarsi un marito
ricco, amoroso, bello e istruito,
è una cosa naturale certamente.
Ma aspettarlo cent’anni in un sonno profondo!…
Quante donne si possono contare a questo mondo
capaci di dormire così tranquillamente?
Forse anche la novella porta la prova piena
che è inutile la fretta:
più gradito riesce quello che più si aspetta;
c’è sempre tempo a mettersi al collo una catena!
Ma le femmine aspirano così presto a dar saggio
di fede coniugale
ch’io non ho più la forza né il coraggio
di predicar a lor questa morale”.

Apprezzabile e assai saggia l’idea secondo la quale “è inutile la fretta”. Aggiungo volentieri che non soltanto è inutile, ma addirittura controproducente e spesso causa di gravi e dolorosi errori. Anche le favole possono insegnarci qualcosa. :)

La morale del Gatto con gli stivali

Ho un bellissimo libro di favole, illustrato con splendide immagini colorate. Alla fine di ogni favola c’è la cosiddetta morale, una breve poesia che ne spiega il significato.
Ho sempre amato moltissimo Il gatto con gli stivali, una fiaba di cui ora riporto la morale tratta dal mio libro:
“Fortunato chi si piglia
per diritto di famiglia
una pingue eredità!…
Più felice, più contento,
chi coll’opera e col talento
ricco e grande si farà”.

Si sa che il gatto della fiaba è la povera eredità che un mugnaio lascia ad uno dei suoi figli. Una ben misera eredità, si può affermare; ma invece il micio è talmente scaltro e simpatico da far arricchire, “coll’opera e col talento”, il suo padrone, e da fargli sposare la figlia del Re.
Bellissima soddisfazione quella di arricchirsi grazie ai propri meriti; tuttavia, dal momento che al giorno d’oggi, per una serie di motivi sui quali qui non ci soffermiamo, diventare milionari onestamente e solo grazie ai propri talenti appare un’impresa titanica, se non proprio una vera utopia, molti di noi sarebbero assai lieti di ricevere “una pingue eredità”, senza dover esercitare alcun talento. :D :D :D

Le fate delle stagioni (2)


Dopo aver presentato le fate dell’autunno e dell’inverno, ecco quelle della primavera e dell’estate. Non sono graziose?
L’immagine è tratta dal sito Avalon Celtic.

Tornare

autunno600.jpg
Tornerà l’autunno e sarà la stessa, vaga malinconia. Saranno i nostri passi sulle foglie ingiallite, sarà la nebbia a confonderci il cammino.
Potremmo perderci al di là dell’orizzonte, e lasciare che siano gli altri a cercarci per primi. Potresti raccontarmi, per una volta soltanto, la verità, e allontanare da te quella menzogna sulla quale hai costruito una vita intera.
A quel punto le forze tornerebbero, il grigio acquisterebbe una nuova sfumatura, il freddo sembrerebbe meno intenso. E sarebbe facile tornare indietro, lungo il sentiero di foglie ingiallite, per ricominciare a vivere.

Nel bosco

sentiero_foresta.jpg
Passeggiamo fino a perderci nel folto del bosco. Chi potrà mai trovarci?
Non sentiamo più voci, non vediamo orizzonti. Solo il verde che circonda il sentiero, e rami intricati a proteggerci da sguardi indiscreti.
Dimmi che il tempo si è fermato a regalarci un frammento d’eternità. Dimmi che torneranno le stelle e che la notte sarà pace luminosa.
Dimmi che il mattino splenderà di rugiada e che il vento ci condurrà lontano, oltre questo sentiero.

Dopo il cammino

01_arco_dalla_casa02.jpg
Varcare un cancello sconosciuto in un pomeriggio silenzioso e lento. Varcare un cancello sconosciuto per entrare e scoprire altri silenzi.
Dopo un cammino faticoso e amaro, comprendere che questo è il posto giusto, che questo è il posto definitivo, che non esistono altri cancelli, neppure quando calano le tenebre e il vento soffia e la pioggia bagna l’erba.
Sapere che, nonostante tutto, seguirà il sereno, e che il giardino resterà verde anche quando l’estate inizierà a morire.

Sotto la pioggia

pioggia.jpg
Ieri ho avuto il piacere di camminare sotto un temporale. Il piacere di guardare le strade del centro cittadino invase da una pioggia fitta ma non violenta, il piacere di vedere gruppi di persone raccogliersi sotto i portici per ripararsi e starsene fermi, senza correre, senza lasciarsi trasportare dall’insana frenesia quotidiana che tutto travolge ed annulla.
Ho passeggiato lentamente, alzando anche lo sguardo al cielo pur di sognare che possa esistere l’oltre.

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OLTRE IL CANCELLO

di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

 

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"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)
"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)