Archivia per Giugno 2007

La magia di Holly Hobbie

scan0002.jpg Quale ricordo può essere più tenero di questo? Quali immagini più pure?
Come ho scritto altrove, gli splendidi disegni di Holly Hobbie evocano l’incanto dell’innocenza perfetta. Pace, armonia, dolcezza, serenità emergono da queste immagini e ci colpiscono in profondità, entrano a far parte di noi per non abbandonarci mai più.
Un mondo sognato, idealizzato, fatto di piccole cose, di gesti semplici e aggraziati, di una quotidianità che non sa essere banale: Holly Hobbie è tutto questo e molto di più.

Oppressa dalla volgarità che mi circonda, stanca del chiasso e del grigio di questa vita frenetica ma spenta, mi capita talvolta di sfogliare il mio vecchio diario di Holly Hobbie pur di evadere, pur di allontanarmi e di dimenticare l’atmosfera che respiro quotidianamente.
Osservo così le immagini nelle pagine ben conservate, e il mio sguardo cade ora sul primo dicembre di tanti anni fa, quand’ero ancora bambina. Leggo queste parole: “Oggi è una bruttissima giornata: infatti piove a dirotto e devo anche uscire. Dicembre non è iniziato affatto bene…”.
Chissà come doveva essere squallida quella giornata! Almeno questo si evince dalle mie scarne parole di allora.
L’immagine di Holly Hobbie dedicata al mese di dicembre parla di un silenzio ovattato, perfetto e irreale: una bambina siede su una panchina, serenamente intenta a scrivere biglietti d’auguri nonostante stia nevicando.
Sembra persino di poter ascoltare quel silenzio.
Scorrendo le pagine, mi trovo al 18 febbraio e leggo: “Oggi è stata la mia unica giornata tranquilla. Era da tanto, ormai, che non mi sentivo così. Purtroppo mi è venuto un tremendo mal di testa e sono anche molto stanca. L’unica cosa che mi fa rabbia è il tempo: c’è molto freddo, un freddo tremendo. Ma quando arriva l’estate?”.
Il mese di febbraio è accompagnato dall’immagine di una bambina seduta sul letto e intenta a sbadigliare. Vicino a lei c’è una sedia con una bambola.

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(queste immagini sono tratte dal sito www.hollyhobbieworld.com)

Sensazioni d’estate

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Un clima di spensieratezza accompagna in genere l’estate, così come un irrefrenabile desiderio di libertà, di spazi sconfinati, di riposo e di allegria.
Persino quando si resta in città si avverte l’impulso di uscire, di sfidare il caldo torrido, di camminare più lentamente del solito, di indugiare a pensare o a non pensare, a vedere o a non vedere.

Ma il verde dei campi e dei monti è un’altra cosa. Il verde che si confonde con l’azzurro del cielo all’orizzonte, il tempo che trascorre fin troppo lentamente, i fiori che invadono i sentieri, il sole generoso ad accompagnare le ore più calde: questa è l’estate perfetta.
Soltanto così è possibile accettarne l’immancabile declino e attendere con serenità, mista ad un vago sentimento di malinconia, la misteriosa magia dell’autunno.

(nella foto in alto, potete ammirare un paesaggio del Cicolano)

Nel prato d’estate

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Portami tra i fiori e non abbandonarmi. Il cielo è infinito, e lo splendore del mattino mi confonde.
Dimmi che sarà possibile dimenticare; dimmi che il ricordo scomparirà nella foschia di questa giornata estiva, e che resteranno soltanto i fiori a danzare al vento, a sorridere al vento, a illuminarmi di colori.
Ma torneranno altre stagioni, e non vi saranno più fiori. Il dolore si perderà nella nebbia dell’autunno; evanescente, cupo e stanco, sfumerà nel grigio dell’autunno.

In campagna

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Il verde macchiato di rosso accompagna il mio cammino. La gioia di ascoltare il silenzio, di avvicinarsi lentamente alla casa, di calpestare l’erba, è una gioia semplice e modesta.
Si addensano nubi all’orizzonte, forse tornerà la pioggia. Allora il verde sarà più intenso e il rosso dei fiori splenderà all’infinito.

Giornata d’estate

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Perdersi fra i colori di un giardino estivo e sapere che la giornata trascorrerà serena e luminosa. Guardare l’orizzonte senza sognare di oltrepassarlo, perché questa è la quiete, questo il riposo perfetto in un pomeriggio d’estate.
Non dover mai abbandonare il giardino, poter restare ore a fissare il cielo azzurro prima che giunga il tramonto a spegnerne il delicato splendore.
Allora sarà piacevole ritirarsi fra le mura di una vecchia casa, e accogliere l’oscurità senza timori. Perché seguirà un’altra giornata luminosa in un trionfo di audaci colori.

Pensieri d’estate (2)

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Era l’estate, fuoco sotto il dolore; era l’immensità, vertigine sotto il sole. Era il vento a rapirmi, il calore a bruciarmi.
Era l’estate, e il cielo terso, sereno.

Pensieri d’estate

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Tratto da La lupa, racconto di Giovanni Verga(1840-1922):
“…in quell’ora fra vespero e nona, in cui non ne va in volta femmina buona, la gnà Pina era la sola anima viva che si vedesse errare per la campagna, sui sassi infuocati delle viottole, fra le stoppie riarse dei campi immensi, che si perdevano nell’afa, lontan lontano, verso l’Etna nebbioso, dove il cielo si aggravava all’orizzonte”.

Nel tardo pomeriggio

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Scendere lungo una bella scalinata, e trovare fiori e prati a rallegrare il cammino. Inoltrarsi nel bosco tutt’intorno per poi riemergerne improvvisamente.
Sedersi ad aspettare senza che l’attesa sia vana, senza che sia un inutile trascorrere di oziosi minuti identici a se stessi. Sapere che, nel tardo pomeriggio, una voce spezzerà l’incanto del silenzio.

Due splendidi abiti d’epoca

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In foto potete ammirare uno splendido abito di satin: si tratta di un modello risalente agli anni 1879-81. Abiti simili a questo sono comparsi nel capolavoro di Martin Scorsese L’età dell’innocenza.
Naturalmente i gusti sono soggettivi, ma io ammetto di amare in maniera particolare gli abiti ottocenteschi, soprattutto quelli della seconda metà del XIX secolo e dei primi dieci anni del Novecento, perché li ritengo estremamente femminili.
Qui sotto potete ammirare un elegante abito da sera del 1900.
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La pace e il rifugio


Esistono scorci verdi e tranquilli. Esiste una pace che non conosce molestie. Ma vorrei che la pace fosse interrotta.
Vorrei che un lampo squarciasse il cielo e che un tuono minacciasse tempesta. Vorrei trovare rifugio in fondo al sentiero, e attendere la fine della pioggia senza brividi o timori.
E vorrei che il cielo si fermasse un istante solo per guardarci passare.

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"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen
"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)

 

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