Archivia per Maggio 2007



Terry, Candy e la censura

243148candy_dvd346.jpg Alcune ragazzine molto giovani, e fortunatamente ancora sognatrici, mi hanno chiesto di scrivere qualcosa a proposito delle censure che hanno in qualche modo “rovinato” il manga di Candy.
Ebbene, come ho scritto altrove il manga, a mio parere migliore dell’anime omonimo, e pubblicato in Italia nel giornalino edito dalla Fabbri, è stato censurato in alcune parti per risultare più adatto ad un pubblico di bambini o di preadolescenti.
Non che vi fosse molto da censurare, in realtà, visto che gli amori della bionda protagonista restano tutti platonici, e che si tratta di una storia per educande; però sembra che nella versione originale ci siano alcuni dialoghi fra Candy e Terry leggermente audaci o meno piatti di quelli che ci hanno costretti a leggere nel manga e a vedere nell’anime.
Il giovanissimo Duca di Grandchester, infatti, bello, affascinante e sensuale, è senza dubbio il personaggio maschile più irruente e audace della storia. Inoltre, nel manga vi sono alcune scene piuttosto evocative, almeno a livello simbolico, come quella in cui Terry trascina violentemente Candy nella stalla e poi la costringe a salire sul suo cavallo Teodora, o come quella in Scozia, dove i due piccioncini saltellano sugli alberi e alla povera Candy si solleva improvvisamente la gonna, provocando qualche astuta battuta da parte del giovane Duca. In entrambi i casi, la sequenza delle immagini e i dialoghi fra i due personaggi sono elegantemente rivelatori, e si tratta di scene alle quali, nell’anime, è stata applicata una discutibile censura.

Nel giornalino della Fabbri, ad esempio, la scena alla festa di maggio della St. Paul School è stata resa in modo da non turbare troppo i piccoli lettori. Candy e Terry ballano in giardino, lontani dagli altri e al riparo da sguardi indiscreti. Candy, mentre danza con un Terence che sembra finalmente sereno e anche deciso a corteggiarla, involontariamente fa una pessima figura, offendendo il suo galante compagno: dichiara infatti apertamente che il valzer che stanno ballando le ricorda Anthony, ormai defunto, con il quale lo danzò per la prima volta nella sua vita.
Il povero Terry, che era giunto alla festa con le migliori intenzioni, nel sentir nominare Anthony si arrabbia e, in un estremo quanto coraggioso tentativo di imporsi alla ragazza, la bacia.
Ovviamente Candy, timida fanciulla dei primi del Novecento, restando sconvolta da tanta indefessa iniziativa, attacca una filippica insultando il povero ragazzo e accusandolo di essere addirittura un teppista e un delinquente, nemmeno si trattasse di uno stupratore incallito. :D
La scena è piuttosto forte perché i due si prendono a schiaffi che è un piacere: prima è lei a colpirlo, poi, audacia suprema, è lui a rispondere con un sonoro ceffone, e in seguito lei, più testarda di un mulo, glielo restituisce.
La Fabbri non ha certo potuto censurare gli schiaffi, come invece è accaduto nell’anime, ma ha leggermente “ammorbidito” i dialoghi fra i due colombi innamorati e irruenti. Ecco qui sotto una pagina tratta dal giornalino:
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Questa scena è successiva a quella in cui Candy insulta a sazietà Terry, evidentemente ignorando l’estrema fortuna che le è capitata nell’avere come spasimante un capolavoro di madre natura quale questo aitante giovanotto. Ebbene, qui Terence si riferisce a Anthony, che la ragazza gli ha nominato come fulgido esempio di virtù, e dice (secondo riquadro nella foto): “Da come parli, è difficile credere che sia mai esistito un tipo simile”.
In realtà Terry non parla così, ma fa appunto un’affermazione che probabilmente è stata modificata dalla Fabbri, preoccupata di non turbare gli animi delle bambine dodicenni. Ecco la “vergognosa” frase del nostro strepitoso eroe: “Anthony ti abbracciava così? Lo faceva con più tenerezza? Dimmelo!”.
Si tratta di una traduzione effettuata dalla versione spagnola del manga, e forse più vicina all’originale. Aggiungo che tutto il manga di Candy nella versione della Fabbri è consultabile sul sito www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/giorn_candy.htm , da cui ho tratto anche la pagina sopra pubblicata. Naturalmente, come è noto a chi conosce Candy, nell’anime la festa di maggio è stata resa in maniera ben diversa rispetto al manga. A buon diritto si può affermare quindi che è stata censurata, tanto da risultare sicuramente molto meno incisiva e intrigante rispetto al manga.

Fra gli ulivi

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Sembra che il tempo si sia fermato. Non è soltanto quiete ciò che si avverte passeggiando fra gli ulivi: è un senso di serenità composta e silenziosa, e uno stupore muto.
Pomeriggi a raccogliere pensieri lenti e a ricordare nuvole bianche perse in lontananza.
E il desiderio che questa pace duri in eterno.
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Verdi orizzonti

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Un po’ di sana pubblicità al blog di un mio stretto congiunto. Si tratta di un blog appena nato, una sorta di diario on line incentrato sul mondo della natura, osservato soprattutto dalla prospettiva dei ricordi personali. Ma non è solo questo, perché poi si arricchirà di contenuti nel tempo.
Il titolo del blog è Verdi orizzonti.

Fiori di campo

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Lo splendore della semplicità. Quando la bellezza e la poesia ci sono accanto, ci sfiorano quasi, ma non ce ne rendiamo conto.
Non serve cercare l’introvabile percorrendo sentieri tortuosi, apparentemente affascinanti ma in realtà subdoli e oscuri; il bello è lì, davanti a noi, sotto lo sguardo di un cielo benevolo e sereno. Attende soltanto di essere scoperto e ammirato e rispettato. Attende quieto e defilato, senza mettersi troppo in mostra e senza superbia. Perché silenziosamente aspetta un’anima sensibile che sappia comprenderlo.

Un paesaggio di primavera

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Le stagioni passano, si susseguono, si rincorrono, ma quasi non ce ne accorgiamo. Prigionieri della fretta, soffocati da ritmi di vita troppo convulsi e poco umani, schiavi di un sistema che ha ormai travolto le nostre esistenze e che a volte arriviamo persino a giustificare, immersi nel grigio squallido della vita cittadina, fatta di caos e di odori molesti, perdiamo gli spettacoli più belli della natura.
Perdiamo la bellezza della primavera, la magia dei suoi colori semplici e modesti, ma vivi e brillanti; perdiamo la serena compostezza di un prato macchiato di bianco.
Ignoriamo la vastità dei prati che si perdono all’orizzonte, e il cielo terso a salutare il mattino.

(la foto rappresenta un paesaggio primaverile in Sabina. Cliccare su di essa per vederla nella sua interezza)

Fra i monti

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Questo è un paesaggio della Sabina.

Un impermeabile…da buttare

duomo_milano.jpg Erano i primi anni Sessanta. Un giovane ragazzo del Frignano partì per andare a lavorare a Milano.
Essendo autunno inoltrato il freddo era intenso. Purtroppo, però, il ragazzo in questione partì vestito in maniera inadeguata, se così si può dire. Due erano state le discutibili alternative che gli si erano presentate prima del viaggio: scegliere d’indossare un giaccone oppure un impermeabile di dubbia provenienza.
Siccome il giaccone gli era sembrato troppo brutto, e a detta dei testimoni brutto lo era davvero, il giovane ripiegò su quella specie di strano impermeabile: colore indefinito tendente al senape e stoffa (?) non meglio precisata.
Il ragazzo era alto e sottile, e aveva quindi un bel fisico, ma l’impermeabile era troppo lungo e largo per lui, perché gli arrivava a toccare i piedi, e le maniche gli scendevano fino a coprirgli quasi tutte le mani. Però, detestando l’orrendo giaccone, scelse quello che, secondo il suo giudizio, gli sembrò il male minore.
Sceso alla stazione di Milano, e recando con sé la mitica e tipica valigia di cartone con spago attorcigliato, fu investito dal freddo, lo stesso freddo che del resto c’era in montagna, da dove proveniva. Ma qui si accorse ben presto che il suo strano impermeabile, a contatto prolungato con il gelo, tendeva ad irrigidirsi e a gonfiarsi in maniera esponenziale, conferendogli così l’aspetto di una botte viaggiante. :D
Essendo largo, gonfio e rigido, l’impermeabile non poteva proteggerlo dalle intemperie; non a caso il protagonista della vicenda raccontò più tardi che, qualora se lo fosse tolto, probabilmente avrebbe anche patito meno freddo.
In ogni caso, era giovane e abbastanza forte, e riuscì a resistere al freddo nonostante l’impermeabile color quasi-senape.
Così paludato fece le sue prime, timidissime esperienze sociali a Milano. Un giorno andò in un bar sui Navigli gestito da una famiglia originaria di Frosinone. La figlia dei padroni gli offrì il caffè gratuitamente, a suo parere perché impressionata dal quel terrificante impermeabile. Al caffè seguì il cappuccino, sempre gratis. :D Con quell’impermeabile ebbe anche il coraggio di andare a passeggiare nella famosa Galleria e di sedersi ad un bar.
Dopo circa due settimane di permanenza a Milano, e sempre soffrendo il freddo a causa dell’impermeabile irrigidito, andò a trovare sua sorella, residente in città perché emigrata prima di lui.
Quando lo vide arrivare così conciato, rise per mezz’ora e gl’intimò di uscire il meno possibile, per evitare di mostrarsi in quello stato. Dopo due mesi lo condusse ad acquistare un bellissimo cappotto, che le costò uno stipendio e mezzo, in un elegante negozio del centro cittadino.
Il ragazzo era timido, anche se incoraggiato dalla presenza della sorella. La vista di un negozio simile quasi lo paralizzò. La commessa, gentilissima ma scafata, rimase di stucco nel vedere l’impermeabile. Quando lui se lo tolse, gli disse: “Lei ha un bel fisico. Le mostro io un capo adatto”. E in effetti scelse uno dei cappotti più belli, di colore blu e di lana pregiata, fatto a regola d’arte.
Concluso felicemente l’acquisto, il timido giovane disse: “Bisognerebbe fare un pacchetto per metterci dentro l’impermeabile…”. La commessa, gentile ma ferma, lo guardò e rispose: “E’ meglio che lo butti via. Se vuole può lasciarlo a me. Ci penso io”. :P

Un’atmosfera antica

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Certe immagini evocano un’atmosfera antica, elegantemente fuori moda. Suscitano pensieri calmi, forse malinconici, ma di una malinconia quieta, che si compiace di se stessa.
Invitano alla riflessione lenta e pacata, e ad immergersi in ricordi lontani, fatti di tiepide giornate primaverili, di prati verdi e di speranze più azzurre del cielo.
E se quelle speranze sono ormai venute meno, dissolte nell’impatto con una realtà a volte troppo dura, restano nella mente e nel cuore come il ricordo più bello e più intenso, come emblema delle eterne illusioni che ci accompagnano e senza le quali non potremmo neppure esistere.
A volte ne lasciamo traccia su fogli sparsi, nell’estremo tentativo di non farle morire nell’oblio e nel silenzio. Devono essere fogli preziosi, color avorio, magari anche sgualciti e cosparsi di petali di rose.

(cliccare sulla foto per guardarla nella sua interezza)

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OLTRE IL CANCELLO

di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

 

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"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)
"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)