
Le stagioni passano, si susseguono, si rincorrono, ma quasi non ce ne accorgiamo. Prigionieri della fretta, soffocati da ritmi di vita troppo convulsi e poco umani, schiavi di un sistema che ha ormai travolto le nostre esistenze e che a volte arriviamo persino a giustificare, immersi nel grigio squallido della vita cittadina, fatta di caos e di odori molesti, perdiamo gli spettacoli più belli della natura.
Perdiamo la bellezza della primavera, la magia dei suoi colori semplici e modesti, ma vivi e brillanti; perdiamo la serena compostezza di un prato macchiato di bianco.
Ignoriamo la vastità dei prati che si perdono all’orizzonte, e il cielo terso a salutare il mattino.
(la foto rappresenta un paesaggio primaverile in Sabina. Cliccare su di essa per vederla nella sua interezza)






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