Due sogni particolari

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La scorsa notte ho fatto un sogno per me abbastanza ricorrente, soprattutto negli ultimi tempi.
Nel sogno penso di dover andare in un parco, ma sono insoddisfatta perché i parchi della città in cui vivo sono brutti (nella realtà è davvero così). Poi però, improvvisamente, nel sogno mi ricordo che esiste invece anche qui un parco molto bello, situato in periferia, per raggiungere il quale occorre attraversare una strada a due corsie abbastanza trafficata.
Nel pensare a quella strada provo un senso d’indefinibile malinconia, perché la considero un po’ triste, ma tale sensazione è compensata dalla consapevolezza che quel parco è molto bello, pieno di verde, di colline e anche di bellissimi bar all’aperto. Confinante con esso, c’è un altro parco più selvaggio, più intricato e meno allegro, ma io, nel sogno, sono soddisfatta perché so che posso raggiungere abbastanza agevolmente quello bello.
Al risveglio resto sempre male perché nel sogno sono davvero convinta che esista un simile parco, e quindi, quando esso svanisce, fatico ad abituarmi all’idea che non vi sia.

Oltre a questo c’è un altro sogno che molti anni fa, per un certo periodo di tempo, feci spesso. Dopo quel periodo smisi di farlo, ma stranamente proprio la scorsa notte è tornato, sia pure con sfumature diverse, ma inquietante quanto allora.
Ho sognato di trovarmi in una casa nuova, non la mia, in periferia (proprio dopo il sogno del parco di cui ho detto). In una stanza, chissà perché, ho disegnato una sorta di carta geografica su una parete. La carta, esattamente come nei miei sogni di tanti anni fa, rappresentava un continente molto lontano, l’Oceania. Però nella “mia” Oceania c’è sempre un altro Paese, che nella realtà non esiste.
Ecco, nel sogno della scorsa notte ho disegnato proprio questo Paese e poi, nel guardarlo così disegnato, sono stata assalita da un terrore indescrivibile, tanto da urlare forte e da chiamare mio padre affinché lo cancellasse. E nel sogno mio padre è arrivato e l’ha cancellato, mentre io mi coprivo gli occhi con le mani pur di non vedere quel disegno.
Molti anni fa, sognavo proprio una carta geografica con questo Paese sconosciuto, un Paese oltretutto con monti altissimi, di un’altezza inusitata; e sempre, immancabilmente, non appena lo vedevo ero obbligata a distogliere gli occhi perché quella vista mi procurava un terrore incontrollato.
Io riesco ad interpretare alcuni sogni, ma questo davvero no. Mi ha tormentata a lungo, lasciandomi sempre male, e adesso è tornato a tormentarmi di nuovo.

2 Risposte a “Due sogni particolari”


  1. 1 cuca 24 Aprile, 2007 alle 9:32 pm

    Mangiato pesante?
    Mangiato troppo?
    :)

    Io purtroppo non ricordo spesso i miei sogni, peccato perchè sono la valvola di sfogo del nostro essere e sarebbe interessante poterli interpretare anche se non sono tanto sicuro che qualcuno possa farlo correttamente.

    Troppe cose non conosciamo del nostro fisico e della nostra “anima” per poter dire di poterlo fare. E’ un po’ lo stesso motivo per cui la psicanalisi non mi soddisfa del tutto, l’impianto teorico è promettente ma mi sembra che manchi ancora un bel po’ di strada per raggiungere una miglior comprensione, se mai potrà avvenire.

  2. 2 romina2007 25 Aprile, 2007 alle 12:12 am

    No, non ho mangiato troppo. :) Essendo due sogni ricorrenti e sempre uguali, è evidente che abbiano un significato importante, non dipendente da cause fisiche, senza contare che mi colpiscono sempre molto.

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OLTRE IL CANCELLO

di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen
"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)

 

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