Accadde qualche anno fa. Mio padre era andato in un supermercato a fare un po’ di spesa; all’uscita si sentì chiamare e vide così un suo conoscente, un “umarell” con cui non aveva particolare confidenza ma con il quale talvolta gli era capitato di scambiare alcune chiacchiere.
L’omino in questione era seduto dentro alla sua automobile e, non appena mio padre gli si fu avvicinato, esordì così: “Sono stato dal medico e mi ha detto che per la circolazione del sangue fa molto bene l’aglio. Però adesso mi sento la bocca tutta strana, impastata…”. E in effetti mio padre notò che costui faticava a parlare.
Ma cos’era successo di così strano da ridurre la bocca dell’uomo in quel modo? L’umarell aveva vicino a sé, sul sedile anteriore della macchina, un’intera cassetta piena di mazzi di aglio e, siccome aveva preso un po’ troppo alla lettera le parole del medico, ne stava mangiando da parecchio tempo in quantità, tanto che, mentre parlava, si avvertiva un olezzo non indifferente provenire dalla sua povera bocca ormai infiammata.





Commenti Recenti