Un vecchio socio di mio zio aveva una situazione famigliare un po’ particolare. In casa sua, infatti, viveva anche il suocero afflitto da arteriosclerosi. Quest’ultimo, a causa della malattia, ne combinava ogni giorno di tutti i colori.
Aveva anche l’abitudine di alzarsi di notte per mangiare, e non certo perché in quella famiglia si cucinasse poco, tutt’altro, ma perché a causa della malattia non ricordava mai di aver pranzato e cenato.
In casa viveva anche un bel cane. Una notte, l’anziano si alzò come al solito per andare a caccia di cibo. La mattina dopo, non appena la figlia si fu alzata, il vecchio l’aggredì violentemente: “Disgraziati! Maledetti! Tutta la roba più buona la date al cane, e a me niente!”.
La povera donna restò sconcertata, finché non scoprì cos’era accaduto. Quella notte, suo padre aveva trovato una scatola di cibo per cani e l’aveva divorato: si trattava di Ciappi.
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