Archivia per Aprile 2007

Un video dedicato a Terry

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Segnalo un video particolare, completamente dedicato all’affascinante e travolgente Duca Terry Grandchester, noto personaggio del manga di Candy.
Il video è molto carino perché in esso vi sono anche immagini di Terence poco note o poco sfruttate in altri video simili. Chi è interessato (dovrei più correttamente scrivere “interessata”) può cliccare qui.

Pensieri sulle rose (IV)

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“Chi vuole avere rose belle nel suo giardino deve avere rose belle nel suo cuore. Deve amarle tanto e sempre…Non soltanto deve avere ardente ammirazione, entusiasmo e passione, ma anche la tenerezza, la sollecitudine, la riverenza e l’accortezza dell’amore…Egli è sempre devoto e leale, nella tempesta come nelle giornate di sole: non solo pronto a correre ad ammirare le grazie splendenti nelle mattine d’estate, ma anche a proteggerle contro il gelo crudele quando cadono le foglie e i venti si fanno freddi.
Come la donna del suo cuore è sempre bella per lo scapolo pentito o per il compagno costante, così per il vero coltivatore di rose il rosaio deve sempre essere motivo di ammirazione.
Per gli altri, quando i fiori sono appassiti, può rappresentare giusto una siepe malconcia; per lui è prezioso in ogni sua fase”.
Questo pensiero è di S. Reynolds Hole.

(Cliccare sulle foto per ingrandirle)

Rebecca, inesorabile ossessione

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Il film Rebecca risale al 1940. La regia è di Alfred Hitchcock e il cast annovera ottimi attori e caratteristi: Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders, Judith Anderson, Nigel Bruce, Sir C. Aubry Smith.
Il film è tratto dall’omonimo e celebre romanzo di Daphne Du Maurier, che nella sua carriera ha scritto anche altri libri di notevole successo, come, ad esempio, Mia cugina Rachele.

Nel romanzo della Du Maurier, è la stessa protagonista a raccontare la sua incredibile vicenda, ed è una protagonista della quale non sarà mai rivelato il nome: sarà chiamata soltanto, dopo sposata, signora De Winter.
Dama di compagnia di una donna ricca e molto volgare, incontra in un albergo di Montecarlo l’affascinante vedovo Maxim De Winter, di vent’anni circa più anziano di lei. Timida, riservata, spesso impacciata e palesemente ingenua, la ragazza frequenta per breve tempo De Winter e poi accetta di sposarlo.
Maxim è un ricchissimo proprietario che vive in una splendida dimora, nota in tutta l’Inghilterra: Manderley. La giovanissima sposa fa quindi il suo ingresso in un ambiente nuovo e molto sofisticato, e fin dall’inizio incontra parecchie difficoltà a causa della sua eccessiva timidezza.
La governante del castello, Miss Danvers, è una figura a dir poco inquietante. Accoglie la nuova signora De Winter in maniera gelida e particolarmente ostile, e cerca in ogni modo di metterla in difficoltà accorgendosi della sua remissività.
La protagonista scopre, grazie alla sua simpatica e schietta cognata, che Miss Danvers adorava la defunta Rebecca, prima moglie di Maxim. E così, a poco a poco, tormentata dalla curiosità, ossessionata dal pensiero di Rebecca e da ciò che sente dire sul suo conto, la giovane sposa inizia ad indulgere in pensieri cupi. Immagina che il marito sia ancora innamorato della sua prima moglie, e che tutti facciano un confronto tra lei, che si considera scialba ed incolore, e Rebecca, così bella, intelligente e piena di spirito.
Attraverso una serie di eventi, la ragazza giunge però a scoprire una verità stupefacente. Ufficialmente Rebecca era morta annegata sul suo panfilo, in una notte tempestosa: l’imbarcazione si era ribaltata e il corpo di Rebecca era stato ritrovato mesi dopo lontano dal luogo dell’incidente. Quello stesso corpo era stato identificato da Maxim e sepolto nella cripta di familia.
Ma il panfilo della donna, che in precedenza non era stato recuperato, viene ritrovato, dopo più di un anno, proprio all’indomani di una festa in maschera, data a Manderley in onore della nuova moglie. Dentro al panfilo, chiuso in una cabina, viene scoperto il cadavere di Rebecca.
Maxim non può più tacere e quindi confessa la verità alla protagonista. Un anno prima egli aveva identificato il corpo di una sconosciuta, ben sapendo che non era quello di Rebecca. E ciò perché Rebecca non era morta annegata, ma era stato lui ad ucciderla. Maxim ammette anche di non avere alcun rimorso per ciò che fece.
Emerge così il vero ed inaspettato ritratto di Rebecca, un ritratto che lascia stupefatta la giovane sposa: Rebecca era stata una donna viziosa, fredda e talmente incline a sedurre gli uomini da sfiorare la ninfomania.
Maxim dichiara di aver scoperto questa triste verità cinque giorni dopo il matrimonio, quando la stessa Rebecca non ebbe remore a raccontargli sgradevoli particolari sul proprio conto. Terrorizzato dallo scandalo che un divorzio avrebbe potuto causare e dal disonore che ne sarebbe derivato, pur di non far sapere all’opinione pubblica che genere di donna aveva sposato, Maxim accettò di stringere un patto con Rebecca: avrebbero finto di essere una coppia regolare, ma Rebecca sarebbe stata libera di vivere come desiderava.
Però, come racconta lo stesso Maxim alla sua nuova moglie, a un certo punto Rebecca cominciò ad essere imprudente. Se nei primi anni di matrimonio era stata solita incontrare i suoi numerosi amanti a Londra, in seguito iniziò a portarli anche a Manderley. Spesso trascorreva la notte in una casetta vicino alla spiaggia, nella tenuta del marito, con gli amici di turno. Ultimamente, poi, aveva intrecciato una relazione con suo cugino di primo grado, un certo Favell, un uomo viscido e di pochi scrupoli.
Maxim racconta così che, stanco di quella vita piena di bugie e di vizi, una notte andò nella casetta sulla spiaggia e, provocato da Rebecca che gli raccontò di essere incinta, le sparò. Per occultare il delitto, trasportò il cadavere sul panfilo, lo condusse al largo, e praticò dei fori nell’imbarcazione per farla colare a picco. Questo il racconto di De Winter alla nuova moglie.
Ma la vicenda prosegue. Scoperto il panfilo con il cadavere, le autorità devono dare corso ad un’indagine, nella quale emerge la verità, ossia che sul panfilo erano stati praticati dei buchi per farlo affondare. Ecco che allora Maxim si trova in difficoltà davanti al magistrato, anche se inspiegabilmente l’inchiesta viene chiusa con il verdetto di suicidio. Secondo le autorità Rebecca, per qualche ragione non ben precisata, si sarebbe uccisa.
Favell, cugino e amante della defunta, non accetta l’idea che l’inchiesta si sia conclusa in questo modo, anche perché sospetta di Maxim, e così va a Manderley per ricattarlo: mostra un biglietto scrittogli da Rebecca il giorno della sua morte, e in cui lo invitava a raggiungerlo nella casetta quella notte stessa. Un biglietto, dunque, che non faceva certo pensare ad un imminente suicidio della donna.
Maxim, che non accetta il ricatto, chiama il colonnello Julyan, giudice conciliatore della contea, per farlo intervenire. In seguito ad un’accesa discussione, per mezzo della Danvers si scopre che Rebecca, il giorno stesso della morte, era stata da un medico. Maxim, sua moglie, Julyan e Favell vanno a trovare quel medico e vengono così a conoscenza di una terribile verità: Rebecca era gravemente malata di cancro e consapevole di dover morire nell’arco di poco tempo.
Ecco che allora il verdetto di suicidio dell’inchiesta trova così un’inaspettata conferma, e la vicenda sembra chiudersi nel miglior modo possibile. Ma la signora Danvers, dopo aver saputo le ultime novità, abbandona inaspettatamente Manderley, e quest’ultima viene distrutta in un incendio.
I due sposi vanno a vivere in una sorta di opaco esilio in qualche località del sud dell’Europa, un particolare, questo, che in realtà scopriamo proprio al principio del romanzo, quando la protagonista inizia a raccontare la storia.
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Il film di Hitchcock è in buona parte fedele al libro, eccetto alcuni particolari rilevanti. Se nel romanzo Maxim è un assassino lucido e consapevole, deciso ad uccidere sua moglie, tanto da portare con sé una pistola mentre si reca nella casetta sul mare, nel film si racconta invece che la morte di Rebecca è stata accidentale: Maxim, al colmo della rabbia dopo aver appreso della gravidanza, l’ha colpita e lei è caduta in terra sbattendo violentemente la testa contro degli oggetti pesanti e acuminati. A quel punto Maxim, consapevole che nessuno potrebbe credere alla morte accidentale, ha fatto il resto trasportando il corpo sul panfilo.
Inoltre nel romanzo la Danvers, dopo aver bruciato Manderley, se ne va lontano, mentre nel film muore nel rogo da lei stessa provocato, e non c’è alcun accenno all’esilio dei due sposi lontano dall’Inghilterra.

Il film è ben fatto. Joan Fontaine recita a perfezione il personaggio della ragazza fragile e complessata, vittima predestinata della sciagurata governante, che cerca in tutti i modi di umiliarla attraverso un impietoso confronto con la sua defunta rivale.
Lo stesso Hitchcock raccontò che, per rendere al meglio l’inquietante figura della Danvers, quasi fosse una sorta di fantasma, decise di farla camminare pochissimo. Nella maggior parte delle scene in cui essa è presente, infatti, non la vediamo entrare fisicamente nelle stanze, ma la troviamo ferma, rigida e compunta nel suo lungo abito nero, quasi come se si fosse materializzata d’improvviso.
Perfetta l’atmosfera gotica che si respira a Manderley.

Per quanto riguarda il romanzo, ma anche il film, occorre sottolineare come tutte le paure della giovane moglie svaniscano per incanto quando Maxim, mentre le confida di essere un assassino, dichiara di non aver mai amato Rebecca e di non essere mai stato felice con lei.
In altre parole, la protagonista non resta impressionata dopo aver scoperto di aver sposato un omicida, perché l’unica cosa che per lei conta è sapere che Maxim ha detestato Rebecca. Inoltre è proprio in questa scena che Maxim, per la prima volta, dichiara apertamente il suo amore alla giovane moglie.
Felice nell’apprendere di essere l’unico, vero amore di Maxim, questa ragazza così insicura si trasforma improvvisamente in una donna più consapevole di sé, tanto da affrontare la Danvers con decisione, e da saper assistere il marito nelle difficoltà dell’inchiesta e di ciò che ad essa segue.

Pensieri sulle rose (III)

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Ecco un pensiero di Pam Brown sulle rose:
“Gli innamorati ora mandano una sola rosa di seta, profumata e sigillata in un involucro di plastica. E’ l’amore così saldo da superare un simile cambiamento? Meglio una rosa ancor rorida di pioggia, che profuma d’estate e d’effimero. Che parla di amore vivo. Che parla di altre estati ancora da venire”.

Un Aprile troppo caldo

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Oggi è una giornata abbastanza calda, quasi estiva, nonostante sia il 25 aprile. Mi auguro davvero che, contrariamente alle previsioni metereologiche, arrivino dei bei giorni di pioggia a rinfrescare l’aria.
Se poi penso al caldo terribile che vivremo fra poco, rischio la depressione. Intanto mi consolo con questa bella immagine primaverile.

Due sogni particolari

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La scorsa notte ho fatto un sogno per me abbastanza ricorrente, soprattutto negli ultimi tempi.
Nel sogno penso di dover andare in un parco, ma sono insoddisfatta perché i parchi della città in cui vivo sono brutti (nella realtà è davvero così). Poi però, improvvisamente, nel sogno mi ricordo che esiste invece anche qui un parco molto bello, situato in periferia, per raggiungere il quale occorre attraversare una strada a due corsie abbastanza trafficata.
Nel pensare a quella strada provo un senso d’indefinibile malinconia, perché la considero un po’ triste, ma tale sensazione è compensata dalla consapevolezza che quel parco è molto bello, pieno di verde, di colline e anche di bellissimi bar all’aperto. Confinante con esso, c’è un altro parco più selvaggio, più intricato e meno allegro, ma io, nel sogno, sono soddisfatta perché so che posso raggiungere abbastanza agevolmente quello bello.
Al risveglio resto sempre male perché nel sogno sono davvero convinta che esista un simile parco, e quindi, quando esso svanisce, fatico ad abituarmi all’idea che non vi sia.

Oltre a questo c’è un altro sogno che molti anni fa, per un certo periodo di tempo, feci spesso. Dopo quel periodo smisi di farlo, ma stranamente proprio la scorsa notte è tornato, sia pure con sfumature diverse, ma inquietante quanto allora.
Ho sognato di trovarmi in una casa nuova, non la mia, in periferia (proprio dopo il sogno del parco di cui ho detto). In una stanza, chissà perché, ho disegnato una sorta di carta geografica su una parete. La carta, esattamente come nei miei sogni di tanti anni fa, rappresentava un continente molto lontano, l’Oceania. Però nella “mia” Oceania c’è sempre un altro Paese, che nella realtà non esiste.
Ecco, nel sogno della scorsa notte ho disegnato proprio questo Paese e poi, nel guardarlo così disegnato, sono stata assalita da un terrore indescrivibile, tanto da urlare forte e da chiamare mio padre affinché lo cancellasse. E nel sogno mio padre è arrivato e l’ha cancellato, mentre io mi coprivo gli occhi con le mani pur di non vedere quel disegno.
Molti anni fa, sognavo proprio una carta geografica con questo Paese sconosciuto, un Paese oltretutto con monti altissimi, di un’altezza inusitata; e sempre, immancabilmente, non appena lo vedevo ero obbligata a distogliere gli occhi perché quella vista mi procurava un terrore incontrollato.
Io riesco ad interpretare alcuni sogni, ma questo davvero no. Mi ha tormentata a lungo, lasciandomi sempre male, e adesso è tornato a tormentarmi di nuovo.

Un video romantico (II)

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Ancora un video su Candy, questa volta molto romantico. Infatti qui la protagonista balla il valzer prima con Anthony e poi con Terry.
La musica è Tiempo de vals ed è davvero molto carina, almeno secondo me, e con un andamento in crescendo. Chi è interessato può cliccare qui. Buona visione e buon ascolto.

Aglio in eccesso

aglio.jpg Accadde qualche anno fa. Mio padre era andato in un supermercato a fare un po’ di spesa; all’uscita si sentì chiamare e vide così un suo conoscente, un “umarell” con cui non aveva particolare confidenza ma con il quale talvolta gli era capitato di scambiare alcune chiacchiere.
L’omino in questione era seduto dentro alla sua automobile e, non appena mio padre gli si fu avvicinato, esordì così: “Sono stato dal medico e mi ha detto che per la circolazione del sangue fa molto bene l’aglio. Però adesso mi sento la bocca tutta strana, impastata…”. E in effetti mio padre notò che costui faticava a parlare.
Ma cos’era successo di così strano da ridurre la bocca dell’uomo in quel modo? L’umarell aveva vicino a sé, sul sedile anteriore della macchina, un’intera cassetta piena di mazzi di aglio e, siccome aveva preso un po’ troppo alla lettera le parole del medico, ne stava mangiando da parecchio tempo in quantità, tanto che, mentre parlava, si avvertiva un olezzo non indifferente provenire dalla sua povera bocca ormai infiammata. :D :D

Parole-chiave

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Attraverso le statistiche wordpress, si ha modo di vedere le chiavi di ricerca per mezzo delle quali i visitatori giungono al blog.
Come accade un po’ a tutti, alcune di queste chiavi sono davvero carine, altre simpatiche. E faccio qualche esempio. Oggi qualcuno è giunto su questo blog cercando l’immagine di una gallina. Sì, avete capito bene. E una volta giunto qui, ha persino cliccato sull’immagine per ammirarla ingrandita (wordpress segnala anche quando le immagini vengono cliccate). Dopo gatti, cani e l’orsetto Knut, anche le galline cominciano ad avere successo. :)
Dal momento che poi scrivo spesso di giardini, prati e fiori, questo blog è fortuitamente raggiunto anche da appassionati di giardinaggio o gente desiderosa di migliorare i propri giardini, gente che evidentemente spera di trovare qui dettagli tecnici per il suo lavoro.
Ecco alcuni esempi di parole di ricerca: panchine di legno nei giardini, panchine di ferro da giardino, cancelli da giardino, il cancello, fiori da giardino, cespugli da ombra, come fare un roseto. A proposito di quest’ultimo, ho anche ricevuto un simpatico commento da parte di un utente giunto ad un mio post dedicato alle rose. Ecco il commento che mi ha lasciato: “Gradirei che sul tuo sito ci fosse un disegno e/o un progetto di un pergolato su cui far crescere rose rampicanti e da costruire con ferro e saldatura elettrica. Le dimensioni di circa 2 metri di larghezza, 2,3 di altezza e lungo 3-3 metri. Sul tipo di quello che si vede nella foto. Ciao”. Ovviamente non ho potuto accontentare il gentile visitatore. :)
Sono abbastanza ricercati anche i post su Candy e Terry con i relativi video, che vengono cliccati con evidente soddisfazione.
Molte le ricerche a proposito di fate, mondi incantati, favole. Sembra che piacciano anche le foto di prati fioriti, di monti e di valli, abbondantemente presenti su questo sito.
Infine una breve nota. Ieri qualcuno è giunto sul blog digitando la parola insoddisfazione. In seguito a ciò mi è venuto da ridere, perché ho pensato che devo essere assai frustrata se un’anima pia internettiana arriva qui sulla scia di quella parola. :P

(la foto del giglio non c’entra nulla con il post, però mi piaceva e così l’ho usata ugualmente)

Un bel campo

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Il lilla è il mio colore preferito: freddo, elegante, vagamente austero. Naturalmente esistono varie sfumature di esso. Le mie favorite sono le tonalità più fredde, cioè quelle con la maggiore componente di bianco.
Al di là di ciò, siccome oggi è una giornata molto bella e soleggiata, ammetto che mi piacerebbe trovarmi in un campo come quello della foto. Sarebbe un’esperienza meravigliosa, almeno per me.

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OLTRE IL CANCELLO

Il blog di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen
"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)

 

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"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)