
Oggi ho assistito a un gustoso siparietto. Gustoso si fa per dire, perché in realtà è deprimente, ma qui intendo rilevarne anche l’aspetto comico.
Domenica, c’è un bel sole, l’aria è tiepida e così esco a fare una passeggiata in un parco. A un semaforo, prima di attraversare, passano due macchine e due biciclette. Le ragazze in bicicletta sono perfettamente in regola, stanno diligentemente a destra senza invadere la strada e passano quando il semaforo è diventato verde. Una delle due automobili è anch’essa in regola: passa con il verde e a velocità normale.
C’è invece la seconda macchina, nuova fiammante, che sembra guidata da un mezzo forsennato. Forse galvanizzato dal fatto di trovarsi su un mezzo nuovo di zecca, comincia a suonare il clacson senza motivo, prima all’indirizzo delle due disciplinate cicliste, e poi strombazzando con violenza contro l’auto che lo precede.
Non pago di questa sceneggiata, prende una curva in maniera indegna, e poi finge persino di essere finito fuori strada a causa del poveretto che lo precede regolarmente. Per fare ciò, recita la scena fermandosi di botto in curva, vicino ad un altro semaforo.
Qui continua a strombazzare un po’ per dimostrare, non si sa bene a chi, di essere stato gettato fuori strada da due cicliste educate e da un automobilista mentalmente sano. ![]()
Per fortuna non tutti sono così, ma certi individui, quando si trovano in macchina, diventano autentici pericoli per gli altri. Il possesso dell’auto nuova gioca brutti scherzi alle menti di alcuni. Si sentono re o imperatori solo perché seduti dentro ad una scatola meccanica. Si sentono importanti e vogliono dimostrare al mondo di essere “qualcuno”. Ma invece si rendono protagonisti di pessime figure. ![]()
Archivia per 4 Marzo 2007
Quando l’auto rende…folli
Pubblicato 4 Marzo, 2007 esperienze 2 CommentiTags: automobili, esaltazione

Siamo soltanto all’inizio di marzo, ma l’aria è tiepida e a tratti sembra primavera. Ecco che allora desidero dedicare un altro post alle rose, anche se mancano ancora due mesi a maggio.
Riporto qui un pensiero di Clara Ortega( nata nel 1955):
“Esistono rose artefatte: gambo lungo, perfette, senza spine, prive sia di profumo che di pidocchi. Sono predestinate a vivere il loro tempo nei camerini o nei budoir. Sono stravaganze diventate reali, protette dal cellophane. Muoiono prima di aprirsi.
Le rose vere perdono i petali su pianoforti e tappeti. Hanno spine e troppe foglie e odorano di giardini estivi. Arrivano con i baci”.
Ecco un altro pensiero, questa volta di Marion Garretty (n.1917):
“Mi piacciono soprattutto le rose antiche. Disordinate, arruffate, semplici, profumatissime, spinose. Una gradevole compagnia in una giornata sonnolenta d’estate”.





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