Archivio per Marzo 2007
Un sabato pomeriggio noioso
Pubblicato 25 Marzo, 2007 ricordi 6 CommentiTags: divertimento, immaturità, zucca vuota :D
A una certa età, moltissimi ragazzi sono straordinariamente immaturi. Esistono poi anche alcuni casi disperati e insopportabili, ragazzi la cui superficialità oltrepassa ogni possibile immaginazione.
Avevo quindici anni quando mi capitò di uscire, un sabato pomeriggio, con una mia amica e un suo ex compagno di classe, un ragazzino nostro coetaneo. Era molto carino ma quando iniziò a parlare fu un’autentica tragedia.
In quel periodo, ad alcuni chilometri dalla città, c’era una discoteca assai famosa, forse la più famosa della zona. Ebbene, del tutto casualmente, come si fa nel corso di una conversazione disimpegnata in un tipico sabato pomeriggio di provincia, io e la mia amica raccontammo di aver trascorso le domenica precedente in quella nota discoteca. Il nostro compagno, tutto eccitato, iniziò a chiedere come fosse stata la nostra esperienza; fin qui niente di male, una domanda del tutto lecita e ovvia.
Purtroppo, però, dopo aver sinteticamente spiegato ciò che avevamo fatto in discoteca (sì, non è che poi ci fosse molto da raccontare), costui rifece la domanda. E dopo che lo spiegammo per la seconda volta, ce lo chiese ancora una terza, e poi ancora una quarta e così via, sempre la stessa identica domanda, senza variazioni, fino alla fine del nostro tetro pomeriggio insieme.
Ogni tentativo, da parte nostra, di cambiare discorso, fu un completo insuccesso, visto l’accanimento dell’individuo in questione sul tema discoteca.
Questo ragazzo sembrava, pur ovviamente non essendolo, un malato di arteriosclerosi, incapace di ricordare quanto gli si era appena detto e quindi intento a rifare la medesima domanda un illimitato numero di volte. Ora, non si può certo pretendere che un quindicenne faccia discorsi troppo profondi, però a mio parere esiste un limite a tutto, anche all’immaturità.
(in foto, potete ammirare una bella zucca. Ogni riferimento è puramente voluto)
Le primule
Pubblicato 24 Marzo, 2007 stagioni Lascia un commentoTags: bellezza, discrezione, modestia, primavera, primule

Tempo di primavera, tempo di fiori. Sebbene in molte parti della Penisola sia tornato il freddo, tuttavia è pur sempre primavera. E se le violette sono un simbolo di questa dolce stagione, altrettanto lo sono le primule.
La loro bellezza, proprio come quella delle viole, è pacata e poco appariscente. Sono anch’esse il trionfo della semplicità, di una bellezza che fatica a imporsi ma che ha in sé il fascino della modestia e del riserbo, dello starsene appartate e silenziose in attesa di ammiratori sensibili e attenti.

Come si fa a resistere di fronte ad un simile “peluche” vivente? ![]()
Nato in cattività, Knut viene amorevolmente allevato allo zoo di Berlino. Si era persino parlato di abbatterlo, visto che sua madre lo ha rifiutato, ma sembra che il pericolo sia stato scongiurato.
(La foto è tratta dal Corriere on line)

Dovendo vivere per buona parte della giornata in un ambiente chiuso, la mia fantasia più ricorrente, come del resto si è compreso, è quella relativa al giardino dei miei desideri.
Ho avuto la fortuna di trovare quest’immagine raffigurante proprio un bellissimo scorcio di giardino. Inutile dire che mi piacerebbe, al di sopra di ogni cosa, trovarmi ora in un posto del genere.
Atmosfera particolare, un po’ fuori del tempo, sobrietà dell’insieme, eleganza, dignità. Sì, dà l’idea di un luogo dignitoso, al riparo dal chiasso molesto che sta prepotentemente invadendo le nostre vite.
Oggi piove. Il cielo grigio, l’asfalto lucido, il freddo e l’umidità fanno pensare a un’atmosfera autunnale, e non certo all’imminente equinozio di primavera.
Una giornata malinconica. Ecco, in una giornata così grigia, e tanto per cambiare, mi piacerebbe trovarmi nella brughiera inglese, magari nel Devonshire, il luogo in cui Arthur Conan Doyle immaginò la vicenda de Il mastino dei Baskerville.
Mi piacerebbe immergermi totalmente in quell’atmosfera così fosca, sentire le emozioni che potrebbe suscitare in me. Sentire fino a che punto la malinconia potrebbe invadermi.
Dopo aver trascorso un po’ di tempo nella brughiera desolata, vorrei poi potermi rifugiare nel giardino dei miei sogni, in una bella giornata di primavera, placida, dolce e mite, e osservare lo splendore dei fiori, i loro colori confusi e la calma serenità del cielo azzurro.
Per assaporare così il contrasto fra due esperienze tanto diverse.
(in foto, un paesaggio del Dartmoor, Devonshire)
Una pecora…troppo in alto
Pubblicato 18 Marzo, 2007 ricordi Lascia un commentoTags: imprudenza, pecora

Sto per narrare un’altra storia vera, accaduta in un paesino della bassa emiliana.
Un signore, o meglio un autentico umarell, si trovava in campagna con la sua pecora. Nei pressi di un passaggio a livello, accanto alla ferrovia, incontrò un suo conoscente. In quel momento, le sbarre del passaggio a livello erano completamente abbassate. L’umarell in questione pensò bene di legare la pecorella a una di queste sbarre, per essere libero di parlare con il suo amico.
Mentre era intento a conversare, senza accorgersene, le sbarre iniziarono ad alzarsi. La povera pecora, rimasta legata e impossibilitata a scappare, fu sollevata di peso e finì penzolante per aria.
Quando l’umarell se ne accorse era troppo tardi. La mite e innocente bestiola morì soffocata, e l’umarell, invece di biasimare se stesso per l’incauta scelta di legare l’animale alla sbarra, iniziò a imprecare e a bestemmiare contro le Ferrovie dello Stato, sbraitando di pretendere un risarcimento.
In viaggio con la salma
Pubblicato 16 Marzo, 2007 ricordi 3 CommentiTags: carro funebre, ritardo, salma

Premetto che questa è una storia vera.
Un conoscente di mio padre, molti anni fa, decise di fare un secondo lavoro. Si propose così a un’agenzia di pompe funebri, in caso di bisogno nei giorni festivi o al sabato.
Ebbene, come primo incarico gli capitò di dover trasportare una salma fino in Lombardia, in un paesino del lodigiano, nel quale avrebbe dovuto arrivare con il defunto alle 15 del pomeriggio, per la celebrazione delle esequie.
Dopo essere partito dalla sua città in Emilia, questo signore a un certo punto si fermò a un autogrill per mangiare. Parcheggiò il carro funebre davanti al ristorante, ed entrò per rifocillarsi. Qui incontrò un suo vecchio conoscente, con cui si mise a mangiare e a parlare in allegria, incurante del tempo che passava. E la povera salma aspettava.
Intanto, il padrone del ristorante iniziò a notare che i clienti abituali non arrivavano e non si fermavano lì davanti, tanto che la sala da pranzo era quasi vuota. Fu così che si decise a uscire e, con estrema sorpresa, notò allora il carro funebre parcheggiato proprio in bella vista.
Appena rientrò, andò a chiedere spiegazioni a questo nostro conoscente, che confermò, senza alcuna vergogna, di dover trasportare la bara con il morto per un funerale. Evidentemente chi passava da quelle parti, vedendo il carro funebre, evitava di fermarsi. Per quel giorno, quindi, il ristoratore perse i suoi clienti.
Ma il fatto grave fu un altro. Il tempo era inesorabilmente trascorso, e questo signore non era ripartito perché aveva anche bevuto un po’, e non era più completamente in sé. Morale: si rimise in viaggio troppo tardi.
Nel frattempo, i parenti del morto avevano telefonato all’Agenzia di pompe funebri perché non avevano visto arrivare il loro congiunto alle 15, come era stato stabilito.
Si tenga presente che a quei tempi non c’era il cellulare, e quindi nessuno poteva telefonare all’uomo che si trovava in viaggio con la salma.
Ecco che allora qualcuno partì direttamente dall’Agenzia per rifare il percorso del nostro conoscente e per capire cosa fosse accaduto. Lo incontrarono in viaggio, sull’autostrada, in Lombardia e in ritardo di circa due ore.
Inutile aggiungere che quello fu il suo primo e ultimo incarico.

In base alle statistiche di wordpress, visibili soltanto a me perché all’interno del pannello di controllo, oltre al post sulla mitica Holly Hobbie, sembra che siano abbastanza ricercati anche gli articoli sulle rose, sui fiori, sulle fate e sulle favole. Anche il video che ho segnalato su Candy ha avuto contatti, e non da persone che mi conoscono.
Naturalmente queste sono rilevazioni statistiche molto limitate, che hanno un valore assai relativo, direi “casalingo”, e che quindi prendo con molta leggerezza, ma in base alle quali ho scoperto nel mio piccolo, e con mia grande meraviglia, che certi temi apparentemente poco usuali possono invece interessare qualcuno. Mai avrei pensato, infatti, che il post su Holly Hobbie avrebbe avuto tanti contatti.
Oltretutto devo ammettere che a volte, per quanto ciò possa apparire strano, questo blog ha avuto molte più visite di Intersezioni, almeno per quanto riguarda le rapide provenienze dai motori di ricerca. Poi chi arriva dai motori di ricerca non è detto che si soffermi, perché non è scontato che trovi esattamente ciò che desidera.
Ma a parte ciò, quello che intendo rilevare è che certi argomenti apparentemente “strani” sembrano poter attrarre qualcuno. Del resto è comprensibile, visto che le persone hanno bisogno di svago, ed è ovvio che vadano alla ricerca anche di cose che facciano sognare o divertire. Inoltre, mi viene un po’ da sorridere perché qui io mi rilasso, scrivo quello che mi viene in mente senza pormi particolari problemi, senza neppure pretendere di avere lettori, mentre per aggiornare Intersezioni devo anche faticare, documentarmi e impegnarmi, senza contare che lì curo anche di più lo stile e certi minuti dettagli.
Eppure, come spesso capita nella vita, ciò che è meno impegnato e meno impegnativo ha maggiore “successo” (parola eccessiva in questo contesto, ma non ne trovo un’altra adatta a spiegare il fatto).
(in foto, una bella fata alla fonte)






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