
Ricordo che un mio compagno di classe aveva notevoli difficoltà con le traduzioni dal greco e dal latino. Ciò per vari motivi: un po’ perché studiava poco, un po’ perché era distratto.
Una volta, dopo un compito in classe, venne a mostrarmi la sua versione dal latino e nel leggere una frase restai interdetta. La frase in questione era facile da tradurre, perché costituita solo da soggetto, verbo e complemento oggetto, ed era anche intuitiva. Eccola: “Pompeius hastam iecit”. In italiano diventa: “Pompeo scagliò la lancia”. Il verbo iacio è transitivo, regge il complemento oggetto e quindi bastava aprire il dizionario per tradurla all’istante.
Invece questo mio amico tradusse così: “A Pompeo l’asta gli si avvinghiava intorno“. Scoppiai a ridere, senza riuscire a trattenermi, ma rise anche lui perché consapevole della mancanza di senso di questa traduzione. Infatti, a parte la totale violazione della lingua (il verbo iacio non c’entra proprio nulla con “avvinghiare”), come può una lancia rigida avvinghiarsi intorno a qualcuno?
Traduzioni anomale
23 Febbraio, 2007 di Romina




… basta un’occhiata di Superman !!!
Ti assicuro che quando ci penso rido ancora, ma rise anche lui. In realtà era molto distratto, con la testa un po’ per aria, come capita spesso a quell’età.
Ma ne ha combinate anche altre. Una volta scrisse così, traducendo dal greco: “Atene fu fondata nella regione Giovenca”. In realtà, bisognava tradurre “Atene fu fondata dove si era sdraiata la giovenca”, cioè la mucca.
Anche qui sarebbe bastato il buon senso e un po’ di conoscenza della geografia, perché in Grecia non esiste una regione chiamata Giovenca, cioè mucca.