Diritto di fuga violato

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Poniamo che una persona sia stanca della sua esistenza quotidiana. Poniamo che non resista più a vivere nel suo ambiente, che la sua vita familiare sia disastrosa, che la sua vita lavorativa sia altrettanto triste, che non abbia un’ora di soddisfazione nelle sue grigie giornate. Poniamo che la sua esistenza sia quanto di peggio si possa immaginare.
A un certo punto, questa persona decide di andarsene, di lasciare tutto e tutti, e organizza nei dettagli la sua fuga, per liberarsi finalmente dalle catene che l’opprimono e per recuperare un po’ di serenità, alla quale ha certamente diritto. Nessuno, infatti, deve essere perennemente obbligato a sopportare l’intollerabile.
Mi chiedo allora: perché mai deve esistere una trasmissione come Chi l’ha visto?, fatta apposta per rompere le uova nel paniere al malcapitato di turno?

4 Risposte a “Diritto di fuga violato”


  1. 1 Sergio 21 Febbraio, 2007 alle 12:36 pm

    Ho seguito raramente la trasmissione “Chi l’ha visto?”, però non mi sembra che la maggioranza dei casi proposti sia del tipo che descrivi nel post.
    Comunque, nel caso ipotetico da te proposto, non sarebbe male che chi scompare lasciasse un indizio, non per essere ritrovato, ma per far conoscere la sua volontà a chi gli stava vicino.
    Credo anche che chi decide di percorrere quella strada sia, soprattutto, una persona egoista.

  2. 2 romina2007 21 Febbraio, 2007 alle 12:52 pm

    Caro Sergio, il post è ironico, un piccolo divertimento, spero che si capisca, o forse non sono stata in grado io di farlo capire. Non ho inteso che tutta quella trasmissione sia dedicata ai casi di cui ho scritto io, però può capitare.
    Se poi ne avessi voluto parlare seriamente e nei dettagli, l’avrei fatto su “Intersezioni”, e non qui in quattro righe. :P

    Non sono invece d’accordo quando parli di egoismo :) : bisogna trovarsi in certe situazioni per capire cosa si prova. Non vedo perché per non mostrarsi egoisti si debbano sopportare familiari odiosi, colleghi di lavoro mostruosi e affini.
    Al mondo esistono anche situazioni disperate e difficili, che molte persone neppure immaginano o non vogliono immaginare, loro sì per egoismo. Secondo me, a volte bisogna tentare di mettersi nei panni altrui, non di giudicare dal nostro punto di vista personale, soprattutto se la vita ci ha risparmiato certe sofferenze. Direi che questo è egoismo, cioè giudicare la condotta di chi sta peggio di noi. Almeno a mio parere.
    Perché alcuni devono sopportare di tutto e di più? In nome di cosa? In nome delle persone odiose che stanno loro accanto e rendono impossibile l’esistenza? E che affetto è quello di chi ti devasta la vita? Bisogna sopportare condizioni di vita intollerabili solo per non mostrarsi egoisti? E non è egoista chi ti rende la vita insopportabile?
    Spesso gli esseri umani sono disgustosi, l’esperienza ce lo dimostra, e il facile ottimismo è segno di mancata conoscenza della realtà.
    Pertanto secondo me alcuni fanno bene a scomparire quando i motivi sono forti.
    Ma chiudo il discorso perché troppo “pesante” per questo blog. ;)

  3. 3 Sergio 21 Febbraio, 2007 alle 4:08 pm

    Che vi siano situazioni disperate e difficili è vero.
    Che vi siano persone odiose che stanno accanto a qualcuno e che rendono impossibile l’esistenza a questo qualcuno è vero.
    Che poi le persone viste come “odiose” lo siano realmente, questo può essere anche molto soggettivo.
    Infine, è bene non generalizzare ed ogni caso è un caso a sè stante.

  4. 4 romina2007 21 Febbraio, 2007 alle 4:38 pm

    E infatti nel post ho parlato di “situazioni disperate e disastrose”, non di problemi comuni, che tutti hanno. Perciò non ho generalizzato.
    “Situazioni disperate” significa situazioni-limite. Le parole che si usano sono molto importanti, hanno un senso, e io sto molto attenta a quelle che scelgo, le soppeso con cura, proprio per non generalizzare. :P

    Persone odiose ne esistono eccome, senza che ciò sia soggettivo: c’è gente che campa apposta per fare il male al prossimo, gente che a volte odia il prossimo perché fondamentalmente odia se stessa. Per esempio, bisogna fare molta attenzione alle persone troppo complessate perché al limite possono diventare assai pericolose. Ma questo discorso ci porterebbe lontano.
    Io stessa, per esperienza diretta, potrei raccontarne di tutti i colori, anche cose che si stenterebbero a credere. Però non desidero appesantire il blog. Meglio divertirsi un po’, con le caprette belanti del post successivo. :P

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