Archivia per 4 Febbraio 2007

La casa delle fate

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Come ho raccontato altrove, anni fa ero solita trascorrere le vacanze nella casa che la mia famiglia aveva in appennino.
All’entrata del paese, c’era una costruzione che aveva colpito dapprima la mia fervida immaginazione di bambina, e che in seguito aveva continuato ad affascinare anche il mio sguardo di adolescente, perennemente amante delle favole e di certe atmosfere incantate.
C’era un alto cancello di ferro oltre il quale si snodava un viale ricoperto d’erba, e circondato da due file di alberi. In fondo al viale, sorgeva una casetta solitaria con il perimetro stranamente rotondo e il tetto a punta, come il cappello delle streghe. Era impossibile, almeno per me, evitare di fissarmi ad osservare trasognata quella strana casa, che sembrava appena uscita da un incantesimo.
Avrei fatto qualsiasi cosa pur di entrare e di percorrere quel viale silenzioso, ricco di mistero, splendente sotto il sole d’agosto, malinconico e spento nei grigi giorni di pioggia, e cupo nelle ore notturne. Ma quel bel cancello di ferro che lo separava dalla strada era ermeticamente chiuso, escludeva il mondo circostante, e proprio questa perentoria esclusione lo rendeva inesorabilmente attraente, suscitava il desiderio quasi morboso d’infrangerne il più recondito segreto.
Durante l’infanzia, per farmi divertire, qualcuno mi disse che in quella dimora abitavano alcune fate, che però uscivano soltanto di notte, al riparo da sguardi indiscreti. In realtà, molti anni prima quella era stata la casa dei giochi per i figli dei più importanti proprietari terrieri del paese.
Adesso era soltanto una dimora abbandonata e destinata, nel tempo, ad un triste sfacelo. Proprio come le favole, colorati mosaici che vanno in frantumi quando si scontrano con l’invincibile durezza della realtà.


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Differenze

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Lo scorso settembre scrissi un breve messaggio ad un sito italiano per chiedere il permesso di usare alcune immagini di gatti sul mio blog, naturalmente inserendo un link al sito suddetto. Non ho mai ricevuto una risposta, né affermativa né negativa.
Qualche mese fa scrissi poi ad una casa editrice italiana, con sede a Napoli, perché avevo urgente bisogno di sapere se un certo libro di argomento filosofico era ancora in catalogo, in modo poi da poterlo acquistare. Ricevetti una notifica di lettura del messaggio, ma nessuna risposta alla mia domanda, né positiva né negativa.
Poco tempo fa, ho deciso di aprire questo blog per puro divertimento personale. Il blogger Cuca mi ha offerto un prezioso aiuto per la parte tecnica. Siccome desideravo inserire un’immagine raffigurante un giardino con un cancello nell’header del template, Cuca si è messo alla ricerca di una foto adeguata e ha trovato questa bella immagine di un cottage inglese, tratta da un sito turistico del Norfolk.
Cuca ha scritto al sito per chiedere il permesso di usare la foto: ebbene, la risposta è arrivata in giornata, il permesso è stato concesso e inoltre, dulcis in fundo, mi hanno fatto addirittura gli auguri per il blog così: “Good luck with the blog”.


OLTRE IL CANCELLO

di Romina
"Una mente vivace e tranquilla può essere soddisfatta anche senza vedere nulla, e non vede nulla che non le piaccia". Jane Austen

 

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"Di solito la gente crede di fare una cosa particolarmente originale sposandosi, senza pensare che un gran numero di persone si è sposato, a cominciare da Adamo ed Eva". (parole di Polly Ley, nel romanzo "La signora Craddock", di William Somerset Maugham)
"La democrazia può essere molto ingiusta, alle volte, Sabrina. E nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco". Frase tratta dal film "Sabrina" di Billy Wilder (1954)