Durante l’infanzia e l’adolescenza, amavo l’estate perché era per me sinonimo di libertà: tre mesi in cui poter fare ciò che mi piaceva, uscire, andare in montagna, stare all’aperto il più possibile. Oltretutto tolleravo il caldo benissimo.
Adesso, invece, la mia stagione preferita è l’autunno, a causa della bellezza dolce e malinconica dei suoi colori, della sua atmosfera rarefatta, del suo segnare la fine di un caldo tropicale che fisicamente non sopporto più.
E ho rivalutato persino l’inverno, stagione che credo non piaccia a nessuno o quasi. Anzi, forse celebrare il fascino dell’inverno può apparire un atto un po’ folle, perché l’inverno è cupo, è scuro, è vita che si conclude, è gelo, tremore.
Eppure non mi dispiace più. Non mi dispiace, se ho una giornata di libertà, starmene chiusa, al caldo, e guardare da una finestra il grigio del cielo, le ombre della sera che scendono cupe sulla città, i passanti che camminano velocemente. Non mi dispiacciono i colori scuri, la nebbia che confonde le cose, gli alberi spogli. L’atmosfera che caratterizza l’inverno mi regala la capacità di concentrarmi, di non disperdermi, di essere sempre attiva.
Gusti personali, del tutto soggettivi, è ovvio.
Il fascino dell’inverno
15 Gennaio, 2007 di Romina




Sarò banale, ma la mia stagione preferita è la primavera.
Quando ero giovane l’arrivo della primavera era … un piacevole scombussolamento!
Oggi, che sono “meno giovane”, mi piace ricordare … quelle primavere!
“Scombussolamento” mi piace…
No, non è banale amare la primavera, tutt’altro, è solo questione di gusti.
Durante la mia infanzia, qui a Modena c’erano delle belle primavere, miti e dolci, che per me erano un piacere straordinario.
Adesso no, adesso dal freddo o quasi passiamo all’afa, all’impossibilità di respirare. C’è chi si arrabbia quando sente parlare di “clima impazzito” e chi considera banale sostenere che “le stagioni non sono più quelle di una volta”, ma purtroppo è un’amara realtà.
Le primavere della mia infanzia sono morte e sepolte.
Senz’altro non eri neppure nata, quando già dicevano “… non ci sono più le mezze stagioni!”
Quando ero ragazzo si sentiva spesso dire: “E’ la bomba atomica che cambia il clima” (Era il periodo di numerosi esperimenti).
Forse, e lo spero, la vita dell’uomo è talmente breve rispetto alla vita della terra, che i ricordi non si allineano molto bene con i periodi di glaciazioni e sglaciazioni, ed i periodi intermedi, che durano secoli.
“Le primavere della mia infanzia sono morte e sepolte”. Così scrivi. Forse perché non sei più in quell’età!
No, ti assicuro che a maggio non c’era l’afa che c’è ora, almeno nella mia città. Maggio era bello e dolce. Sfasature nelle stagioni sono sempre esistite, ma certe differenze si notano eccome.
Voto anch’io per l’autunno.
Amo i colori delle foglie e quell’atmosfera un po’ malinconica della stagione.